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I consiglieri regionali lombardi provano ad alzarsi lo stipendio: “i meno pagati d’Italia”

L’emendamento è stato ritirato, ma il presidente del consiglio spiega: “siamo l’unica regione d’Italia con questa trattenuta e quella più efficiente. Prendiamo meno che in Molise”

L’emendamento con il quale i consiglieri regionali della Lombardia hanno provato ad aumentarsi l’indennità di carica di circa 550 euro al mese è stato ritirato. Il presidente del consiglio Federico Romani ha spiegato che dopo due mesi di lavoro con gli uffici e posizioni in vari casi bipartisan, nella maggioranza qualche elemento ha cambiato opinione, “non c’era più la massima convergenza che c’è stata finora e che ritenevamo necessaria”. L’argomento stipendi della politica peraltro è di quelli che più infiammano la cittadinanza.

Il M5S sulle indennità del consiglio regionale di Lombardia

La questione ha sollevato più di una polemica. L’ultima su iniziativa del Movimento5Stelle. Il comunicato stampa di oggi, 10 luglio, a firma dell’eurodeputato Gaetano Pullà, recita così: “Nessuna vergogna per il Consiglio regionale della Lombardia, che ha cercato, clandestinamente, di aumentare di circa 555 euro lordi al mese l’indennità dei consiglieri allineandola a quella delle altre Regioni. Fratelli d’Italia, Pd e Lista Fontana, hanno portato avanti, in commissione Bilancio della Lombardia, l’emendamento”.

E ancora: “Nella regione dove ci sono tagli alla sanità, alla scuola e ai trasporti, dove trovare una casa è un privilegio e un posto fisso una chimera, la solita Casta pensa ai propri interessi, fregandosene di lasciare una Lombardia senza diritti e senza servizi. I soldi servono ai cittadini in assestamento di Bilancio, servono per garantire una casa, le cure e un salario minimo. L’ingordigia politica è un vizio difficile da togliere. A destra e a sinistra”.

La replica del presidente del consiglio di Regione Lombardia

La questione, spiega Federico Romani, è però meno banale. “Innanzitutto smentisco categoricamente che si sia trattato di un blitz o di una manovra sotto traccia: a questo documento lavoriamo da due mesi, con gli uffici, e anche con una firma del Partito Democratico che sta all’opposizione”. Inoltre, spiega il presidente del consiglio regionale, “I consiglieri della Lombardia sono gli unici con l’indennità più bassa. Questo per via di una trattenuta sull’indennità lorda che siamo gli unici ad avere ancora in tutta Italia. E’ un debito col passato di ‘Rimborsopoli’ che è stato ampiamente ripagato, tra l’altro gli importi che un tempo erano a disposizione dei consiglieri regionali come rimborsi, oggi non esistono più”.

Il contenimento delle spese del Governo Monti stabilito nel 2012 sarebbe insomma rimasto valido nelle sole tasche della Lombardia. Paradossale, secondo Romani, il fatto che un consigliere di una regione come il Molise abbia un’indennità maggiore di un consigliere della Lombardia. “Siamo il consiglio regionale che costa meno in tutta Italia in assoluto – chiosa fermo Romani – meno anche del Lazio che ha 50 consiglieri contro i nostri 80. Siamo i più efficienti, l’emendamento era in ottica di equità e allineamento a tutte le altre regioni