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Cesano Maderno, lavoratori in agitazione alla Jindal Nylon Films: “Vogliamo risposte!”

La mobilitazione si è accesa qualche giorno fa per la decisione di non estendere a tutti il premio di partecipazione. I rappresentanti sindacali della Filctem Cgil annunciano nuove azioni se la proprietà non vorrà trattare.

Cesano Maderno. Una comunicazione, per definirsi tale, ha bisogno di almeno due interlocutori. Per essere efficace, poi, è necessario che, oltre alla presenza di un canale adeguato in grado di mettere in contatto le parti in causa, i messaggi pervenuti siano chiari e comprensibili. Date queste premesse teoriche, nella pratica alla Jindal Nylon Films di Cesano Maderno, che si occupa della produzione di imballaggio flessibile per le aziende farmaceutiche, la comunicazione tra datore di lavoro e dipendenti è molto difficile.

La situazione, infatti, è tesa almeno dall’anno scorso. Nel 2024, infatti, alla Jindal per la prima volta fu attuato uno sciopero per chiedere, di fronte a continui cambiamenti del management voluto dall’attuale proprietà indiana, lo sviluppo di un piano industriale e la sicurezza. Il 30 giugno di quest’anno, poi, è stato indetto uno sciopero di 4 ore e il blocco totale e immediato degli straordinari per contestare la decisione della proprietà di escludere una fetta importante di lavoratori dal premio di partecipazione.

“Ora stiamo pensando ad un possibile presidio perché l’azienda, nonostante tutto, è rimasta indifferente anche dopo l’azione messa in atto il 30 giugno che ha avuto un’ottima adesione da parte dei lavoratori – affermano Salvatore Di Martino, Emiliano Polini e Sonia Pasinato, rappresentanti sindacali della Filctem Cgil – vedremo i prossimi sviluppi, intanto tuttora è in vigore il blocco degli straordinari che ha riscontri positivi”.

I DETTAGLI

Alla Jindal Nylon Films di Cesano Maderno, che è diretta erede dell’attività di produzione di imballaggio flessibile in nylon per settore alimentare e farmaceutico iniziata tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta presso lo stabilimento Snia di Ceriano Laghetto, dunque, l’aria è come sospesa in attesa di quel che succederà.

E, così, mentre la produzione su tre turni continua, i rapporti in campo restano al momento piuttosto consolidati e bloccati. “Vuoi per una certa crisi di mercato, vuoi per investimenti impiantistici realizzati ma non ancora operativi nel senso previsto, vuoi per una strategia di riduzione dei costi – affermano Di Martino, Polini e Pasinato – la percezione della Rsu e dei lavoratori è di un continuo aumento dei carichi di lavoro e una riduzione del personale assolutamente non concordate con la parte sindacale”.

“Inoltre l’impianto che in origine era in Germania, è stato trasferito in India, senza informare i lavoratori e le organizzazioni sindacali, confermando la mancanza di fatto di piano industriale per Cesano Maderno” continuano i rappresentanti della Filctem Cgil.

IL PERCORSO

La dinamica attuale che si sta vivendo nello stabilimento brianzolo della Jindal Nylon Films è collegata in qualche modo agli ultimi 25 anni della storia di questa azienda. Nel 2000 viene operata una ristrutturazione del personale che prelude alla vendita dell’attività ad un fondo di investimento inglese e parallelamente ad un nuovo investimento industriale sul sito Snia di Cesano Maderno, dove la quasi totalità del personale si trasferisce tra il 2003 e il 2004.

Tra il 2014 e il 2015, poi, l’azienda viene acquistata della tedesca Domo e successivamente vengono riunite le attività impiantistiche nello stabilimento di Cesano Maderno, che assume così la sua forma definitiva. “Parallelamente, però, viene realizzato un nuovo impianto di produzione come quello italiano, sul sito di Leona, in Germania – spiegano Di Martino, Polini e Pasinato – assicurando che questa azione non avrà ripercussioni negative sulla realtà di Cesano”.

Dopo un periodo altalenante di produzione conseguente ad un calo di commesse, tra il 2020 ed il 2021 si concretizza il passaggio da Domo all’attuale proprietà Jindal. E così inizia l’ultima parte, per ora, di una storia che ancora deve scrivere altri capitoli nei prossimi mesi e, forse, anni.

LE PROSPETTIVE

“Con il passaggio alla Jindal, ad un primo periodo in cui sembrano consolidarsi i rapporti fra le parti improntati sul rispetto reciproco per la composizione delle tematiche relative all’evolversi della situazione industriale e di mercato – affermano i tre rappresentanti della Filctem Cgil – seguono importanti cambiamenti nel management ed un periodo di due anni in cui non si trova una figura di riferimento dell’azienda, tanto che si susseguono in brevissimo tempo continue dimissioni dei direttori generali“.

“Da qui la situazione attuale con un blocco di fatto del turn over, una continua diminuzione dell’attenzione da parte dell’azienda rispetto alla qualità delle condizioni di lavoro che portano all’agitazione del 2024 – continuano – ad un iniziale riscontro positivo da parte del datore di lavoro, segue nel settembre 2024 l’assunzione dell’attuale Direttore Generale. Ed è da qui che i rapporti con l’azienda prendono la forma attuale”.

Il periodo estivo stimolerà la riflessione o sarà il preludio di un autunno caldo alla Jindal Nylon Films? Difficile dirlo. “Cercheremo al più presto nuovi contatti con l’azienda per capire se è possibile riaprire almeno la trattativa sul premio di partecipazione, o se continuare la mobilitazione – concludono Di Martino, Polini e Pasinato – al momento non escludiamo nulla”.