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Atletica, si avvicinano i Mondiali di Tokyo: luci ed ombre per Filippo Tortu!
Filippo Tortu in un'immagine d'archivio

A settembre il velocista brianzolo gareggerà nei 200 metri e nella staffetta 4×100 metri. Il 2025 sul mezzo giro di pista non gli ha riservato soddisfazioni, meglio da frazionista.

Due mesi possono sembrare lunghi, ma per chi pratica sport a livello professionistico segnano già l’inizio di un inevitabile conto alla rovescia. E se poi parliamo di atletica, ancor di più di velocità, è proprio il caso di dire che il tempo ha già cominciato a correre sempre più veloce. Ecco perché per Filippo Tortu, velocista brianzolo, cresciuto a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza, i Mondiali di atletica, in programma a Tokyo dal 13 al 21 settembre, dove gareggerà nei 200 metri e nella staffetta 4×100 metri, sono un obiettivo sempre più nel mirino.

Il 27enne sprinter, ex studente del Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza, però, sta ancora cercando la condizione migliore in questo 2025. Soprattutto nelle gare individuali, i 100 e i 200 metri, dove si è mostrato in più occasioni molto lontano dai suoi personali. Decisamente migliore il contributo di Tortu alla staffetta italiano 4×100 metri, che non a caso ha portato, grazie ad uno dei suoi migliori finali nell’ultima frazione, all’incredibile oro olimpico proprio a Tokyo nel 2021.

Incontro Jannik Sinner e Filippo Tortu Tortu in un recente incontro con Sinner

LA SITUAZIONE

Luci ed ombre, insomma, per Filippo, primo italiano a scendere sotto i 10 secondi nei 100 metri, che da anni, dopo una promettente carriera giovanile, è alla ricerca, fino ad ora vana, di una definitiva consacrazione individuale nella velocità.

Tra infortuni, un pizzico di sfortuna e una certa incapacità di essere pienamente performante quando più ce n’è bisogno, Tortu non ha colto occasioni importanti. Su tutte l’oro europeo nei 200 metri, in casa a Roma nel 2024, quando con un deludente 20.41 si è dovuto “accontentare” di un argento mentre il metallo più prezioso era decisamente alla sua portata.

Il 2025 non ha visto un’inversione di trend. Anzi, lo sprinter brianzolo, tesserato per le FiammeGialle, nei 200 metri un mese fa ad Oslo, dove si svolgeva la sesta tappa della Diamond League, ha chiuso al quinto posto con il tempo di 20.53, più alto perfino del suo stagionale, il 20.41 corso a Doha.

filippo tortu

LE OMBRE

Tortu, insomma, appare quasi in una fase di involuzione sul mezzo giro di pista, gara che per il suo fisico dovrebbe essere più idonea. E, invece, non solo i tempi sono lontani dall’obiettivo da tempo dichiarato di scendere sotto i 20 secondi nei 200 metri, cosa riuscita in Italia solo a Pietro Mennea, capace di 19.72 nel 1979, ancora oggi record europeo.

Attualmente Filippo non vede vicino nemmeno quel 20.10 che nel 2022 non gli permise per un soffio di qualificarsi alla finale dei Mondiali di Eugene e ancora oggi resta il suo personale sulla distanza. La prossima occasione sui 200 metri per lo sprinter brianzolo arriverà tra pochi giorni. Il 15 luglio, infatti, è in programma il Grand Prix Brescia 2025, un meeting internazionale in cui il velocista di Costa Lambro dovrà sfidare anche il campione olimpico in carica sul mezzo giro di pista, Letsile Tebogo, oro nel 2024 a Parigi.

LE LUCI

Se quest’anno anche nei 100 metri Tortu non ha brillato, chiudendo settimo in 10.19 al Golden Gala di Roma poco più di un mese fa, il velocista di origine sarda non ha deluso le aspettative nella staffetta 4×100. A Guangzhou in Cina, dove ad inizio maggio si è svolta la settima edizione delle World Relays, da ultimo frazionista dopo Fausto Desalu, Matteo Melluzzo e Lorenzo Patta, ha chiuso in finale al quinto posto in 38.20, tempo superiore al 38.16 ottenuto nelle batterie, ma sufficiente per qualificarsi ai Mondiali di Tokyo.

jacobs tortu foto colombo Tortu con Jacobs qualche anno fa

Tortu ha mostrato di trovarsi a suo agio nella staffetta, di cui ormai è il capitano, anche pochi giorni fa alla Coppa Europa di Atletica. Sulla pista di Madrid, infatti, nonostante l’infortunio dell’ultimo minuto di Patta, sostituito da Randazzo, lo sprinter brianzolo, costretto a correre in seconda frazione e non in quarta come suo solito, è stato tra i protagonisti del 38.46 con cui l’inedita Italia ha conquistato il quarto posto finale.

LE PREMESSE IRIDATE 

Cosa potrà fare, quindi, Filippo a settembre ai Mondiali di Tokyo? Difficile dirlo, ma a questo punto meglio non avere aspettative troppo alte. Due anni fa a Budapest, dove si è svolta l’ultima edizione della rassegna, il velocista cresciuto sulla pista d’atletica di Giussano, deluse sui 200 metri eliminato in batteria con il tempo di 20.46. Si rifece, poi, con l’argento nella staffetta 4×100 metri, ottenuto con un ottimo 37.62, solo 12 centesimi in più del 37.50 corso per l’oro alle Olimpiadi.

Il sogno della finale mondiale nei 200 metri, quindi, è difficile. Se ci riuscisse, Tortu bisserebbe quella conquistata nei 100 metri a Doha nel 2019, dove chiuse settimo con un buon 10.07. Il prossimo settembre a Tokyo potrebbero contare anche altri fattori esterni alle gare. Su tutti il caso dello spionaggio contro Marcell Jacobs, che ha coinvolto Giacomo, fratello di Filippo.

Per quanto lo stesso campione olimpico di Tokyo sui 100 metri abbia dichiarato anche recentemente di credere all’estraneità di Tortu nella vicenda che lo avrebbe visto oggetto di “attenzioni” particolari sulle sue analisi del sangue e altri dati sensibili, la tranquillità generale è fortemente a rischio. E se la mente non guida, il corpo non sa dove andare.