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Siria, la “Insieme si può fare school” in bilico: “Aiutateci ad andare avanti!”

La Onlus monzese fondata da Lorenzo Locati opera in un territorio già colpito dalla guerra civile, poi dal terremoto e ora dall’incertezza politica. Ci vogliono donazioni per continuare i numerosi progetti attivi.

Si può fare del bene in tanti modi. Fornire istruzione a dei bambini in fuga dal proprio Paese in guerra e permettere loro di crescere con una certa serenità in un contesto estremamente difficile ha un valore immenso. Anche, soprattutto, in prospettiva. Ecco perché salvare la “Insieme si può fare school”,la scuola che prende il nome dall’omonima Onlus monzese e permette a 600 bambini di studiare in aule dignitose nel campo profughi di Bab al-Hawa, al confine tra Siria e Turchia, ha un significato molto più grande del semplice continuare a tenere aperto un istituto scolastico.

“Facciamo i salti mortali per tenere attivi tutti i progetti che da tempo portiamo avanti in questo territorio già martoriato da più di dieci anni di guerra civile – spiega Lorenzo Locati, fondatore di “Insieme si può fare”, realtà benefica nata nel marzo del 2013 con una prima missione di beneficenza denominata “Pasqua in Siria” – in particolare per continuare l’attività della “Insieme si può fare school” stiamo lavorando alacremente. Ci costa 4mila euro al mese tra spese per le bollette e gli stipendi per docenti e bidelli, una cifra notevole per le nostre risorse economiche“.

LA SITUAZIONE

La Onlus monzese, che in dieci anni ha inviato oltre 40 container di aiuti umanitari in Siria, è quindi alla continua ricerca di fondi (il codice IBAN di Insieme si può fare Onlus è IT95E0623020401000015299145) per continuare a fare del bene e puntare ancora sull’istruzione come elemento principale di speranza e riscatto per un popolo, quello siriano, che ha già sofferto tanto.

“Organizziamo eventi di beneficenza con i quali cerchiamo di aumentare il numero dei nostri sostenitori e stringiamo relazioni con altre realtà associative monzesi e brianzole, come “Generazione Senior”, che ci ha aiutato ad incartare e vendere i saponi di Aleppo, un prodotto della tradizione artigianale siriana tra i più antichi e naturali, per raccogliere risorse da destinare alla Insieme si può fare school” spiega Locati, che proprio nei giorni scorsi è tornato da un viaggio al confine tra Siria e Turchia.

Insieme si può fareLorenzo Locati nel suo ultimo viaggio al confine tra Siria e Turchia

LE DIFFICOLTA’

“Erano due anni che con la vicepresidente Noura Warrak non andavamo in quei territori e i segni del terribile terremoto di due anni fa, che ha colpito l’Anatolia del Sud tra Turchia e Siria, sono ancora evidenti a Reyhanli, passata da 60mila a 250mila abitanti, di cui 150mila profughi siriani – afferma il fondatore di “Insieme si può fare Onlus” – qui in Turchia, a un chilometro dal confine siriano, da 7 anni, grazie ad “Every child is my child”, gestiamo la Plaster School , una scuola frequentata da più di 80 bambini, alcuni dei quali portatori di handicap”.

“La situazione è tragica anche ad Antakya, la città più colpita dal terremoto di due anni fa, che abbiamo trovato ancora piena di macerie e con un centro storico distrutto e irriconoscibile” aggiunge. Ma non ci sono solo le calamità naturali a rendere più complicata la variegata opera della Onlus monzese. C’è anche la travolgente fine, avvenuta lo scorso dicembre dopo ben 24 anni, del regime di Bashar al-Assad, con la conquista del potere in Siria da parte dei ribelli jihadisti del gruppo Hayat Tahrir al-Sham (Hts).

Insieme si può fare

LE PROSPETTIVE

“Ci sono pareri discordanti perché c’è la speranza che il nuovo presidente possa mantenere una forma democratica di governo, ma c’è anche il timore che si mettano in atto assurde vendette – sostiene Locati – è necessario che questa transizione porti ad elezioni libere e ad un governo stabile”.

Intanto i profughi e gli sfollati siriani, mentre l’embargo continua i suoi effetti, non possono far ritorno alle proprie case perché distrutte, mancano infrastrutture ed elementari forme di assistenza medica. Non a caso la provincia di Idlib e Aleppo, una delle più antiche città del mondo, hanno stretto con la Turchia un accordo per la ricostruzione dopo il terremoto. Un patto le cui conseguenze si vedranno nel prossimo futuro.

Insieme si può fare

I PROGETTI

Proprio ad Aleppo “Insieme si può fare Onlus” ha la propria sede, organizza corsi professionalizzanti, molti dei quali destinati alle donne, come quelli di sartoria, fornisce un pacco di cibo, abbigliamento e medicine a decine di famiglie e gestisce Casa Speranza, una struttura che ospita 45 bambine e bambini sorpresi a mendicare o a vivere per strada perché orfani.

“Stiamo anche cercando di dare una mano ad una piccola scuola che ogni tanto riceve fondi dal nuovo governo per pagare gli stipendi – conclude Locati – pane ai bambini e un pacco viveri alla maestra, ma siamo davvero alla frutta. Abbiamo bisogno di fondi, per questo faccio un appello perché arrivino altre donazioni alla nostra Onlus. Altrimenti dovremo chiudere alcuni dei nostri progetti”.