Un fulmine a ciel sereno scuote il dibattito sul prolungamento della metropolitana M5 fino a Monza.
Monza – Un fulmine a ciel sereno scuote il dibattito sul prolungamento della metropolitana M5 fino a Monza. Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel corso di un incontro ad Assolombarda, hanno provocato una vera e propria bufera politica e civica. Fontana avrebbe dichiarato che la Regione non è disposta a coprire gli extracosti emersi nel progetto, lasciando di fatto l’opera senza copertura economica integrale. Immediate le reazioni, accese e trasversali.
HQMonza: “Monza non sia più la cenerentola della Lombardia”
Ad aprire il fronte della protesta è l’associazione civica HQMonza, con una lettera indirizzata direttamente al Presidente Fontana e firmata dalla portavoce Isabella Tavazzi. Il tono è chiaro e determinato: “Siamo a dir poco sorpresi dalle sue dichiarazioni. Era noto sin dall’inizio che un progetto di tale portata avrebbe subito degli aumenti. Ma la Regione, finora, non ha nemmeno prodotto una seria analisi sugli extracosti. È ora di finirla di considerare Monza e Brianza come la cenerentola della Regione Lombardia. A Brescia avete perfino pagato i costi di gestione della metro per sette anni. A Monza solo briciole.”
La Tavazzi punta il dito anche contro scelte strategiche regionali discutibili, come la “pessima convenzione” con un privato per la stazione Bettola, che ha contribuito alle criticità attuali. E conclude con un appello: “La invito ad attivarsi per stanziare i fondi extra mancanti, reperibili nell’imminente assestamento di bilancio. Il prolungamento di M5 è fondamentale per la Brianza.”
M5S Lombardia: “Fontana e Salvini i signori del no”
Anche il fronte politico si mobilita. A rispondere duramente è Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale: «Prima si è sfilato il ministro Salvini, invitando i Comuni a fare la propria parte, oggi è la volta del Presidente Fontana, il quale ha annunciato che sul prolungamento della M5 fino a Monza non stanzierà altre risorse. La Lega si conferma così il partito del no alle opere utili per i cittadini. È bene ricordare come quest’opera fu voluta a suo tempo dalla coalizione che sosteneva il governo Conte 1 e successivamente è stata portata avanti da tutte le forze politiche. Adesso nessuno può quindi tirarsi indietro. Anche in funzione del fatto che per Fontana i soldi da buttare per coprire gli extra-costi dell’eterna incompiuta Pedemontana non mancano mai, mentre Salvini non ha difficoltà a investire miliardi per progettare il ponte sullo Stretto di Messina. Quando invece si tratta di opere che veramente cambierebbero in meglio la qualità della vita dei cittadini lombardi, offrendo collegamenti vitali per unire la metropoli all’hinterland, le risorse spariscono e devono pensarci i Comuni. Fra un mese, il Consiglio regionale discuterà l’assestamento di bilancio. Il Movimento Cinque Stelle chiederà che i soldi dei lombardi non siano più sprecati, ma vengano invece investiti per ultimare la realizzazione del prolungamento della M5 fino a Monza» conclude Di Marco.
“A poco più di una settimana dall’incontro convocato dal Ministro Salvini, previsto per il 26 giugno, con Regione Lombardia e i Comuni interessati, le dichiarazioni odierne del Presidente Attilio Fontana sul prolungamento della M5 a Monza rappresentano una vera e propria doccia fredda e ci lasciano fortemente preoccupati. Le parole pronunciate oggi durante un incontro ad Assolombarda e riportate dalle agenzie di stampa, rischiano di compromettere il clima di “spirito di squadra comune” al quale faccio riferimento da settimane – uno spirito indispensabile, non solo tra forze politiche, ma anche con associazioni di categoria e enti pubblici. Mi auguro che quanto espresso dal Presidente Fontana sia una mossa tattica nella dialettica politica, e non la fotografia della realtà dei fatti. Siamo a meno di sette giorni dall’appuntamento romano: trovo che affermare in anticipo l’impossibilità di contribuire oltre quanto già stanziato rischi di minare la fiducia reciproca e l’efficacia del confronto, oltre a indebolire il fronte comune costruito faticosamente. Ribadisco quindi l’appello a tutti gli attori coinvolti: ognuno faccia la propria parte, anche quella economica. È il momento di unire le forze, superando divisioni e protagonismi, per consegnare ai cittadini un’opera strategica quanto attesa” la parole del consigliere regionale, Martina Sassoli.


