Lissone: scoppia la bufera tra Pd e centrodestra sull’assessora in maternità
Il democratico Talarico ha criticato le assenze in consiglio dell’assessora Minotti. “Il Pd non sostiene la maternità”, dice lei, “esistono le sedute da remoto” ribatte lui.
Scoppia la polemica a Lissone sulla maternità e le assenze dell’assessora alla Cultura Carolina Minotti di centrodestra, mamma da 5 mesi. La vicenda, diventata una bufera politica sul tema della maternità e dei supporti alle donne da parte della società, è nata da un intervento del consigliere di minoranza Elio Talarico (Pd) che furante il consiglio comunale di ieri sera ha definito imbarazzante l’assenteismo in consiglio dell’assessora. Un intervento che nella mattina di oggi ha spinto l’assessora a pubblicare un post di condanna sui social che ha imperniato la questione proprio sul diritto alla maternità.
Lo sfogo via social
“Nonostante il mio status di neo mamma – ha scritto l’assessora Minotti di Lissone – non mi sono mai sottratta dal mio impegno di assessore, portando avanti i progetti legati alle mie deleghe e partecipando alle sedute di giunta già dopo una settimana dal parto. Non devo certo giustificarmi con chi, conscio della mia maternità con una bambina di 4 mesi alla data del Consiglio comunale del 12 giugno, vuole solo alimentare sterili polemiche”. E poi l’affondo: “Fa riflettere peró, che al giorno d’oggi, il Consigliere Talarico pensi ancora che alla donna sia relegato il ruolo di fattrice. Sottolineo inoltre che, nel Consiglio comunale di ieri il Consigliere Concettina Monguzzi ha giustificato l’assenza di tutta la minoranza di ben sette mesi, per protestare contro un regolamento, adducendo un motivo serio. Evidentemente la maternità per loro non lo è”! E ancora: “Questi vili attacchi, uniti a quello già visto di recente a Treviglio, fungano da monito a tutte le donne. Nel 2025 è inaccettabile e fa capire quanto ci sia ancora da lavorare per colmare questo gap”.
Il supporto del marito Luca Veggian
Le fa eco il marito, Luca Veggian, sindaco di Carate ma anche coordinatore provinciale di Forza Italia che ha condiviso il post della moglie ed espresso il suo biasimo per la presunta insensibilità del Partito Democratico su un tema su cui invece si dice attento. Citando anche il precedente del consiglio comunale di Monza. “Peraltro gli assessori non hanno alcun dovere di partecipare a un consiglio se non ci sono temi che li riguardano all’ordine del giorno”.

L’origine della polemica: le dichiarazioni di Talarico (Pd Lissone)
L’episodio ha sollevato il dibattito sui social, con qualche mal di pancia nel Pd di Lissone il cui capogruppo però, proprio Talarico, non ha lasciato cadere l’argomento. “Sono sconcertato dall’interpretazione data dall’assessora sui social alle mie parole. Non ho mai messo in dubbio il sacrosanto diritto alla maternità, nè nella vita privata nè come politico di un partito che si batte per queste tematiche sociali. Trovo anzi un po’ poco elegante che l’assessora Minotti sposti un concetto politico sul personale facendo leva su un tema sensibile come quello della maternità”. Talarico ha argomentato: “ci felicitiamo con l’assessora per la maternità che è una cosa bellissima. Per mesi non abbiamo detto nulla malgrado le continue assenze. Ci siamo limitati a chiedere chiarimenti al sindaco. Ma come consigliere di minoranza stavo discutendo del nostro diritto all’informazione e all’interlocuzione. Nella fattispecie avrei voluto chiedere dell’assenza di eventi in città per il mese di agosto“.

“Esistono le sedute da remoto”
Inoltre, sottolinea il consigliere Talarico, i nuovi regolamenti consentono anche la partecipazione da remoto che è una buona soluzione per conciliare vita familiare e impegno politico in alcune situazioni particolari come la maternità. “Non facciamo una commissione cultura da mesi – ha chiosato – non dico di farle tutte, ma magari convocarne qualcuna a distanza potrebbe essere una soluzione per tutelare anche il diritto di informazione e confronto dei consiglieri comunali”. Un’altra soluzione per il consiglio potrebbe essere quella di fare parlare l’assessora all’inizio per poi liberarla”
L’assessora oggi si è detta stupita di avere ricevuto critiche dalla minoranza e mai nulla dalla sua giunta e dagli uffici, “questo, perché io il mio lavoro di assessora l’ho fatto”.
Su un unico punto le posizioni delle due parti coincidono: “su questi temi la società ha ancora molta strada da fare”.


