il progetto
|Monza, l’Arengario verso l’accessibilità totale: settimana decisiva con lo studio Boeri
La prossima settimana l’amministrazione comunale vedrà lo studio d’architettura Boeri per decidere come superare le barriere architettoniche che rendono il monumento utilizzabile a metà.
Incontro decisivo per il futuro della Arengario di Monza. La prossima settimana l’amministrazione comunale vedrà lo studio d’architettura Boeri per decidere come superare le barriere architettoniche che rendono il monumento utilizzabile a metà. In particolare, si tratta di capire come e dove realizzare l’ascensore che dovrebbe renderlo visitabile da chiunque.
Il Comune ha affidato lo studio dell’opera all’”archistar” Stefano Boeri. L’intervento dovrebbe costare alle casse comunali 700 mila euro. Le vicissitudini legali che hanno coinvolto l’architetto non hanno minimamente pregiudicato l’operazione, anche perché l’amministrazione comunale ha a che fare direttamente con lo studio.
L’Arengario, situato in piazza Roma, il “salotto buono“ della città, da tempo al centro di una polemica velenosa. Sotto i riflettori è finita la sua “fruibilità“. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è di renderlo disponibile a tutti entro la fine del suo mandato. O almeno questo è quello che ha dichiarato l’assessore al Pgt, Marco Lamperti, che preferisce non sbilanciarsi su date di fine lavori. L’incontro in programma la prossima settimana sarà decisivo per l’esecutivo cittadina capitanato da Paolo Pilotto e per il futuro dell’ex palazzo comunale. Sul tavolo dell’assessore ci sono diversi progetti avanzati dallo studio d’architettura. Si tratta di capire quale scegliere e di contemperare le esigenze dei vigili del fuoco, che ovviamente privilegiano l’aspetto sicurezza, con quelle della Sovrintendenza di Milano, che dal suo canto mette in cima alla lista l’aspetto architettonico e storico. Proprio per tener conto di queste due esigenze l’amministrazione comunale deve decidere se l’ascensore va fatto internamente o esternamente. Di certo, per usare le parole dell’assessore, “un anno è più che sufficiente per decidere come agire”.


