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|“Un solo edificio per gli ambulatori medici di Renate e Veduggio”: la proposta di un cittadino ai sindaci
Lettera aperta ai Sindaci di Renate e Veduggio in merito alla sede degli ambulatori medici dei due comuni
Renate e Veduggio. Razionalizzare le spese, evitare doppioni e offrire un servizio sanitario più efficiente e accessibile: è l’appello lanciato da Gianni Trezzi, cittadino di Veduggio, attraverso una lettera aperta indirizzata ai sindaci dei due comuni brianzoli. Tema centrale: la sede degli ambulatori medici, che secondo Trezzi dovrebbe essere unica e condivisa, nell’edificio di via Roma a Renate, già attrezzato e centrale rispetto ai due paesi. Di seguito, pubblichiamo il testo integrale della sua lettera.
Ambulatori medici Renate e Veduggio: la proposta per una gestione condivisa
“A mio parere la soluzione più sensata è quella di prevedere un unico punto dove realizzare gli ambulatori di entrambi i comuni e ritengo che lo spazio più idoneo sia l’edificio comunale che già accoglie gli studi dei medici a Renate, in Via Roma – scrive – Dotare anche Veduggio di uno spazio proprio dove assegnare gli ambulatori, quando l’edificio di Via Roma a Renate è più che sufficiente per ospitare gli studi medici di tutti i professionisti operanti sul territorio, rappresenta un inutile e incomprensibile dispendio di risorse pubbliche. Una soluzione condivisa tra Renate e Veduggio consentirebbe di razionalizzare le spese garantendo costi di gestione contenuti per le due amministrazioni: che senso avrebbe riscaldare d’inverno due edifici siti a poco più di un chilometro di distanza, quando ne basta e avanza uno?”.
Le proposte del cittadino veduggese non si fermano qui. “Il fabbricato di Via Roma – continua -potrebbe essere ristrutturato e adattato per diventare sede della Casa di Comunità dei due paesi, garantendo servizi integrati per le cittadine e i cittadini, dove trovare assistenza sanitaria primaria e attività di prevenzione, equipe di medici di medicina generale, pediatri, medici specialisti, infermieri, punto prelievi e altri servizi relativi ai professionisti della salute come prevede la Legge regionale n° 22 del 14/12/2021”.
Non solo ipotesi ma anche soluzioni pratiche. “Se fosse necessario intervenire per adattare gli spazi, le spese di ristrutturazione potrebbero essere agevolmente affrontate insieme dalle due amministrazioni perché sappiamo che per i piccoli comuni è sempre più difficile trovare risorse per quadrare il bilancio; prevedere un accordo di rete per un obiettivo così importante per le nostre comunità faciliterebbe l’individuazione delle risorse finanziarie necessarie (per esempio partecipando ai bandi regionali o a quelli delle fondazioni, che prevedono punti aggiuntivi per le amministrazioni locali che attivano progetti in rete) – e aggiunge – I nostri due comuni sono assai piccoli e insieme non raggiungono la superficie di 7 kmq. meno della metà del territorio comunale di Besana: gli ambulatori di Via Roma sono quasi esattamente al centro del nostro territorio, raggiungibili da qualsiasi punto di Renate e Veduggio in pochissimi minuti, la struttura è accessibile alle persone con disabilità motoria e vi sono adeguati parcheggi in zona”.
Una sede unica per gli ambulatori: “Soluzione più efficiente per entrambi i comuni”
Gianni Trezzi sottolinea: “sarebbe un segno di grande lungimiranza per Renate e Veduggio decidere di collaborare per realizzare un unico punto dove ospitare gli ambulatori e tutti i servizi socio-sanitari, in un’ottica di efficacia ed efficienza, garantendo un uso oculato delle risorse pubbliche. A causa del crollo demografico i nostri paesi nei prossimi anni dovranno affrontare un drastico calo della popolazione, fenomeno che purtroppo inizia già a fare sentire i suoi effetti negativi sulla scuola e che presto graverà su molti altri servizi – e conclude -razionalizzare la spesa significa agire con saggezza, spendendo bene i pochi soldi pubblici disponibili. Penso sia un imperativo categorico, perché a breve i nostri paesi dovranno sempre più ragionare in ottica sinergica se vorranno continuare a garantire servizi pubblici di qualità. La gestione in comune degli ambulatori medici sarebbe un ottimo e virtuoso inizio, spero vivamente che sarà possibile prendere in considerazione questa modesta proposta e concretizzarla”


