Calcio Dilettanti
|AC Leon, Ghidelli firma una rincosa storica: è Serie D
Al termine di una rincorsa avvincente la squadra di Vimercate ha conquistato la seconda promozione in Serie D della sua breve storia sportiva. La svolta nei risultati e nella classifica è arrivata a febbraio, con la promozione in panchina di Riccardo Ghidelli.
Febbraio 2025: l’AC Leon, impegnata nel girone B del campionato Dilettanti di Eccellenza Lombarda, perde a Treviglio con il punteggio di 3 a 1. La squadra brianzola si ritrova ottava, fuori dalla zona playoff. La dirigenza solleva il tecnico brasiliano Joelson dall’incarico e promuove l’allenatore in seconda Riccardo Ghidelli.
Sarà l’inizio di un’impresa sportiva che neppure il piùottimista tra i sostenitori dei arancionerogrigi poteva immaginare: la squadra cambia pelle, si trasforma nella testa e nei risultati, mettendo a segno l’incredibile striscia di 15 vittorie in 17 partite, con una media di oltre 2 reti segnate per gara.
Un capolavoro calcistico che ha il sapore di un Romanzo, che diventa Leggenda dopo le battaglie sportive per i playoff in Friuli e Veneto che significheranno promozione in Serie D per il torneo 2025/2026.
Il bottino di 66 punti, frutto di 20 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte, è valso la seconda piazza alle spalle del Mapello vittorioso di un’incollatura (+2): il fiore all’occhiello è rappresentato dalle 82 reti realizzate, ben 13 in più della capolista orobica.
Per la Leon e il suo allenatore, che ha concluso la carriera agonistica ventennale proprio a Vimercate tre anni fa, la festa è esplosa in una torrida domenica pomeriggio di giugno, che ha completato un’autorevole serie di spareggi: vittime il Codogno e la Trevigliese, outsider del Girone B di Eccellenza, prima, e il Tamai e il San Donà, ambiziosi esponenti del Triveneto, poi.
Mister, raccontami il tuo amore per il calcio e per un campo verde.
“Al seguito di papà che lavorava in banca, ho conosciuto molte città: da Napoli a Palermo, da Roma a Trieste, da Padova a Monza. Ho sempre rincorso un pallone che rotolava e ho concluso il mio ‘apprendistato’ con Fiorin negli Allievi del Calcio Monza: è curioso aver esordito nel calcio dei grandi a Lissone con la maglia del Brugherio del presidente Rogari e chiuso il classico cerchio nello stesso stadio ‘Palestra’, difendendo i colori della DiPo Vimercatese; non volevo finire a causa del Covid, ma sgambettare a quarant’anni non è affatto facile. Sono stato una punta centrale fastidiosa per le difese e sono andato a segno 237 volte: ricordo ancora la festa per il 200^ gol a Muggiò.. L’anno più intenso? Con il Sant’Angelo Lodigiano: abbiamo vinto il campionato e perso la finale di Coppa Italia ai rigori”.
Il salto in panchina è stato naturale?
“Dopo la parentesi di un anno in direzione sportiva, ho capito che vestire i panni dirigenziali, per quanto in linea con la mia professione di avvocato, fosse meno soddisfacente di quel rettangolo verde: ho avuto l’opportunità di debuttare alla guida della stessa DiPo in Prima Categoria e quest’anno la Leon mi ha eletto vice di Joelson, uno che il calcio l’ha assaporato ad alti livelli. A proposito, non posso che fare i complimenti alla mia ex squadra per l’approdo in Promozione!”.
Che corde hai toccato?
“Ho preso le redini di una squadra ottava, a -2 dai Play Off, e lavorato su vari aspetti, non solo su quello mentale. La squadra era forte, ma non rendeva al massimo: abbiamo puntato sul lavoro e fatto un passo per volta, senza pensare a chissà quale traguardo; la disponibilità del gruppo e il morale che si alzava (nel finale di torneo solo l’Olginatese ci ha strappato punti) ha fatto il resto. Una chiave è stata senz’altro ‘limare’ la fase di non possesso: tenere poi in attacco un ritmo di tre gol a partita avrebbe fatto la naturale differenza. Il merito principale dei miei? Sporcarsi le mani quando serviva: quindi il senso di responsabilità“.
Con che autostima e forma avete approcciato il Play Off?
“Ogni partita è stata per noi decisiva, è un cammino che è appunto iniziato centrando i Play Off e siamo stati abili a non reputare più comodo, di volta in volta, l’ostacolo successivo. Un match che ci ha dato iniezione di fiducia è stato il colpaccio nell’infrasettimanale di Calvairate, in una sfida sentita per la presenza di qualche ex: per me vincere con un clean-sheet è sempre stato un segnale, il lavoro sul nostro neo stava dando i suoi frutti. L’ostacolo maggiore si è rivelato alla fine il Codogno, quinto e battuto grazie a Ferrè: Mister Tassi è maestro di queste categorie, non li avevamo mai superati in campionato; ero più preoccupato sulle reti bianche con loro che quando eravamo sotto con la Trevigliese, quarta e regolata con un veemente poker nella ripresa. Perdendo con loro in campionato, la società aveva provveduto al cambio tra Joelson e me..”.
A quel punto tra voi e la promozione c’erano una friulana e una veneta.
“Premessa: chi arriva in fondo è attrezzato, ha dalla sua un certo valore. Noi abbiamo però sfoggiato la nostra versione migliore, eccezion fatta per un paio di svarioni tecnici nell’andata contro il Tamai, quando si era in vantaggio 3 a 2; è stato dominio sul piano del gioco e ci tengo a sottolineare per esempio il ruolino di marcia che sfoggiava il San Donà, giustiziere ai rigori della Caronnese, siamo stati dunque noi a fare sembrare semplice tale confronto. Dopo la quaterna in riva al Piave ho avuto la sensazione che ce l’avremmo fatta: complice il caldo, sarebbe stato difficile per loro trovare un completo ribaltone al ritorno..».
La Leon completa un rincorsa lunga tre stagioni: alla quarta piazza del ’22-’23 ha fatto seguito la finale contro il Mapello un anno fa, finita in archivio sul punteggio (sfavorevole) di 1-1; c’è desiderio di rivalsa dopo una Serie D difficile, caratterizzata da 88 reti incassate.
“Ho la fortuna di operare in una società che ha grande ambizione, guidata da persone che hanno una visione chiara. Abbiamo un buon bacino di utenza e strutture di rilievo a livello regionale e ciò fa la differenza nel calcio di oggi: siamo in grande espansione, sarò orgoglioso di guidare i Leoni di Vimercate in Serie D”.


