L'intervista
|Monza, la morte di Aristide Frascadore riapre il dibattito sulle piste ciclabili
MONZA – La tragica morte di Aristide Frascadore, investito in bicicletta lungo viale Cesare Battisti, ha scosso profondamente la città e riportato con forza al centro del dibattito il tema della sicurezza stradale per ciclisti e i percorsi ad essi dedicati. Un dramma che, al di là della cronaca, diventa simbolo di una città che – lo dicono i numeri e le scelte urbanistiche – è ancora troppo indietro nella promozione della mobilità dolce.
Monza: il dibattito sulle piste ciclabili

A Monza, infatti, le piste ciclabili sono poche rispetto alla popolazione. “Una situazione strutturale che affonda le radici in decenni di investimenti insufficienti e in una cultura della mobilità storicamente incentrata sull’auto privata. Strade ampie, doppio senso ovunque, pochissime aree a velocità moderata: per i ciclisti, ogni spostamento può trasformarsi in un rischio” spiega l’assessore alla Mobilità, Irene Zappalà. “La conformazione urbanistica di Monza e la sua viabilità pongono oggettivi ostacoli allo sviluppo della mobilità dolce. Paghiamo il prezzo di scelte del passato, ma ora siamo al lavoro per cambiare”.
Un cambiamento che – promette Zappalà – è già in cantiere: 500 mila euro stanziati per la manutenzione delle ciclabili esistenti, con una gara in corso per individuare l’operatore che si occuperà degli interventi. Ma soprattutto, per la prima volta nella storia della città, si parlerà concretamente di zone 30, ovvero tratti urbani dove il limite di velocità è abbassato a 30 km/h, per rendere più sicuro l’ambiente urbano.
“Le prime zone 30 nasceranno nei quartieri Libertà e Triante”, afferma l’assessora, che si dice fiduciosa di poter consegnare questo traguardo alla città entro la fine del mandato. A queste si aggiungeranno le prime “strade scolastiche”, in cui il traffico automobilistico sarà regolamentato o interdetto in orari di ingresso e uscita da scuola. Un progetto pilota è già in fase di progettazione nel quartiere San Rocco.
FIAB Monza in Bici, l’associazione che da anni promuove una mobilità sostenibile, ha rilanciato l’allarme: “Servono misure urgenti e strutturali. Chiediamo più sicurezza sulle strade, l’istituzione di zone 30 vere, una politica che metta al centro pedoni e ciclisti, non solo come slogan ma con interventi concreti”.


