Lettera al giornale “La Pandemia della guerra: quando la politica non è mossa da valori Veri”
Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera che è arrivata alla nostra redazione.
Siamo di fronte a una società dove i protagonisti principali della Politica Internazionale sono diventati giocatori di RisiKo: la difesa dei propri interessi è l’unico principio che muove le scelte politiche di tutti i capi di Stato.
In secondo, terzo, quarto ordine sono finiti il bene comune, il rispetto dell’altro, la dignità degli uomini e delle donne a cui vengono proposti solo modelli di grandezza del proprio io. La storia del passato sembra non aver insegnato niente e si avvicina sempre di più il rischio di un conflitto che può solo allargarsi o, peggio ancora, fa pagare il conto solo ai più deboli. A tutti quanti stanno a cuore unicamente le alleanze parziali con altri per accaparrarsi vantaggi solo di tipo economico a favore dei propri stati.
Questo atteggiamento sembra proprio una pandemia e sta diventando sempre di più contagioso.
E sì che l’ultima vera pandemia (quella del Covid) avrebbe dovuto insegnarci qualcosa. Non è stato l’intento unitario di tutta la comunità scientifica a rendere possibile la messa a punto dei vaccini e a salvarci tutti insieme ?
Questo esempio, non molto lontano negli anni, dovrebbe aiutare a ritrovare uno spirito comune che sappia guardare oltre orientando i passi verso la pace e la liberazione dagli egoismi.
Tutto ciò vale anche per le nostre politiche locali che invece diventano sempre di più il riflesso di quelle nazionali ed internazionali. Anche tra comuni limitrofi i rapporti sono sempre tesi e quasi mai costruttivi; contraddistinti solo nella difesa dei propri interessi e incapaci di trovare un dialogo che sia rivolto al bene comune superando il campanilismo.
In definitiva, voglio concludere riportando una affermazione che in questi giorni di commemorazione del 25 Aprile, ha riportato Enrico ( 92 anni e testimone vivente di quegli anni bui in cui fratello, partigiano, è stato ucciso dai Tedeschi):
“ Noi tutti in famiglia (persino il cane) eravamo antifascisti per necessità ”
Oggi purtroppo si potrebbe declinare così:
“Noi tutti adesso, siamo sfiduciati o (peggio ancora) indifferenti per …….
Lascio decidere ad ognuno la propria conclusione.
Carmelo De Luca, Giussano al Centro


