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Finge di essere l’autista per coprire l’amico ubriaco: ciclisti brianzoli travolti, due feriti
(foto di repertorio)

L’auto responsabile dell’incidente era parcheggiata poco distante, ma a bordo non c’era nessuno. Il conducente sarebbe fuggito a piedi, lasciando i feriti sull’asfalto.

Un pomeriggio di sport e relax si è trasformato in un incubo per un gruppo di ciclisti brianzoli in vacanza sulla Riviera romagnola. Mentre percorrevano in fila indiana una strada nella frazione di Fiumicino, nel comune di Savignano sul Rubicone, sono stati travolti da un’auto sbucata all’improvviso da una via laterale che, stando a quanto riportato da “Il Resto del Carlino “, non avrebbe rispettato la precedenza.

L’impatto è stato inevitabile: due ciclisti sono finiti a terra, riportando fortunatamente solo ferite lievi. Ma la scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori ha assunto contorni ancora più inquietanti. L’auto responsabile dell’incidente era parcheggiata poco distante, ma a bordo non c’era nessuno. Il conducente sarebbe fuggito a piedi, lasciando i feriti sull’asfalto.

Poco dopo è arrivato sul posto un giovane magrebino che si è dichiarato il responsabile dell’incidente. Tuttavia, i ciclisti – ancora scossi ma lucidi – hanno subito segnalato agli agenti della Polizia Locale dell’Unione Rubicone e Mare che si trattava di un impostore: l’uomo alla guida era un altro, più alto e con tratti distinti, di cui hanno fornito una dettagliata descrizione.

È scattata così una rapida attività di ricerca, culminata con il ritrovamento del vero conducente: un altro cittadino magrebino di 30 anni, residente in zona, che barcollava visibilmente per strada. Sottoposto all’alcoltest, è risultato avere un tasso alcolemico oltre tre volte il limite consentito.

Per lui è scattata una denuncia pesante: lesioni colpose, fuga dopo incidente con feriti e guida in stato di ebbrezza aggravata. L’auto è stata immediatamente sequestrata ai fini della confisca, mentre la patente gli è stata ritirata con proposta di revoca.

Ma anche l’amico che aveva cercato di coprirlo non l’ha passata liscia: la sua falsa confessione è costata una denuncia per autocalunnia, reato grave che potrebbe avere importanti conseguenze legali.