Calcio Dilettanti, la Vis Nova torna in Eccellenza: parla il D.G. Marco Barollo
Dopo un solo anno in Promozione, la squadra neroverde torna in Eccellenza. Decisivo un gol all’ultimo minuto dell’ultima giornata per tenere a distanza il Seregno. Le parole d’ordine del D.G. Barollo: giovani e progettualità.
È stato romanzesco il ritorno della Vis Nova nel campionato dilettanti di Eccellenza: ci è voluta la rete nel recupero di Alberto Redaelli per stendere un tenace Lissone e spegnere le velleità di rimonta della damigella Seregno, costretta ai Play Off. Nonostante il largo 5 a 1 azzurro in quel di Cavenago, il torneo delle due rivali si è concluso con l’incollatura di distanza che ha avviato gli ultimi 90′. Per raccontare la stagione dei neroverdi ci siamo affidati alle parole del D.G. Marco Barollo.
Numeri da record
Per i nerovedi, che hanno preso le redini del Girone B sin dalle prime battute, è stata una stagione entusiasmante: le 23 vittorie – completate da 6 pari e 5 sconfitte – sono indice di un rendimento sempre costante e molto elevato. Soltanto lo scontro diretto perso al “Borgonovo” a pochi turni dal termine ha riaperto un finale di campionato con il Seregno capace di colmare quasi del tutto i 9 punti di distacco.
Parla il D.G.
È il Direttore Generale Marco Barollo, che ha avviato il progetto Vis Nova nel 2004 assieme al compianto Stefano Borgonovo, a raccontare il colpo di reni decisivo: “L’ultimo match è stato importante e così il gol-promozione da cardiopalma, ma sottolineo con orgoglio come il campionato sia stato vinto: l’ossatura della Prima Squadra è costituita per l’80% da elementi del Settore Giovanile e la rosa allestita ha richiesto un terzo del budget delle rivali più accreditate, poco meno di 90 mila euro. Non dimentico però i giocatori di esperienza, uomini veri che hanno aiutato i più giovani a crescere. Quando abbiamo raggiunto la Serie D col filotto di tre promozioni, nella Vis Nova giocavano parecchi calciatori che sgambettavano da noi in Prima”
Marco Barollo, Direttore Generale Vis Nova GiussanoEra questo l’obiettivo di inizio anno?
“Di anno in anno dico che la Vis Nova non insegue obiettivi, se non quello di lavorare e di farlo in modo serio con i giovani: chi arriva sposa la nostra filosofia e quest’annata si è rivelata l’incastro vincente. Siamo adesso uno dei Settori Giovanili più importanti in Lombardia, il nostro investimento va in tale direzione: non ha senso se vinciamo il campionato e non valorizziamo la nostra linea verde. Perciò non è stato un problema retrocedere un anno fa: è importante avere un’idea e da noi quella è chiara da vent’anni. Lo scorso anno abbiamo vinto tre campionati e centrato cinque fasi finali, e quest’anno ne vinceremo due-tre. La Vis Nova va spiegata e capita”
Parlaci della gara chiave…
“Fa piacere che l’eroe della domenica sia stato un ragazzo che milita qui dall’età di 7-8 anni: Alberto ha insaccato di testa al secondo tentativo, dopo il contrasto vinto da Piacenti. Non c’è stato un momento decisivo, se non essersi guardati in faccia quando il Seregno da -9 ci ha messo il fiato sul collo: per molti addetti ai lavori il sorpasso era inevitabile, ma l’ambiente non ha subito scossoni, né sentito la pressione. Il comandamento è stato chiaro: non ci sono obblighi, andiamo in campo e divertiamoci”. Il successo è stato il premio a un gruppo di lavoro interamente nuovo, dal ds Beppe Zora a Mister Gabriele Raspelli, dallo staff tecnico ai tanti giovani (classe 2003-2007) di talento, integrati com’è giusto che sia da qualche elemento di esperienza”.
Il pregio delle sue Lucertole?
“Questo gruppo ha ampi margini di miglioramento, perché giovane. I giovani devono giocare per crescere il prima possibile: i giocatori di categoria sono per anagrafe funzionali a dare la direzione. Plaudo ai ragazzi: sono stati umili, seri e capito quanto giorno dopo giorno ti migliori l’allenamento”.
Siete Centro di Formazione Inter: un altro riconoscimento della bontà del lavoro svolto…
“Quando io e Stefano ci siamo rimboccati le maniche per ricostruire il Settore Giovanile, non c’erano neppure i campi; è dal 2015 che ho rilevato la società in un momento di difficoltà e mi spiace che lui non abbia assistito a questo riconoscimento. Da calciatore ho fatto la trafila nerazzurra: l’Inter è casa mia, ma io e lui cercavamo solo una società che lavorasse in un certo modo e il rapporto è culminato nel diventare uno dei 14 Centri di Formazione Inter. Ne sono coinvolti Esordienti e Pulcini, la didattica che insegnano i loro allenatori e imparano i nostri è inerente all’aspetto tecnico-calcistico”


