L'intervista

Elezioni, intervista a Sara Montrasio (M5S): “In Brianza ho ritrovato ottimismo. Ai cittadini dico: impegniamoci per il nostro territorio”

E' uno dei nomi di punta del Movimento 5 Stelle in Brianza. La nostra intervista a Sara Montrasio su quelle che sono le sue priorità. "Serve tornare a votare con consapevolezza, non con il “voto utile” (utile a chi?) ma con il voto convinto", racconta la candidata a MBNews.

Generico settembre 2022
Sara Montrasio

Monza. Usa parole a cui la politica non è più abituata: creatività, empatia, innamoramento. Ma non dimentica che per fare questo mestiere servono anche impegno, professionalità, competenze. E quindi la sfida numero uno potrebbe proprio essere questa: tenere insieme questi due mondi e poi metterli a servizio dei cittadini, perché “la politica ha il compito di dare le risposte”. Ha le idee chiare Sara Montrasio, candidata alla Camera dei deputati con il Movimento 5 Stelle. C’è anche il suo nome tra quelli che hanno ricevuto la fiducia dalla base del Movimento e il prossimo 25 settembre saranno in prima fila in queste elezioni, inedite per molti motivi.

Generico settembre 2022

Desiana, volto conosciuto del territorio, già consigliera comunale e candidata sindaca nel 2016, oggi Montrasio guarda a Roma e lo fa con i pentastellati di Giuseppe Conte, che nelle ultime settimane stanno guadagnando terreno e crescendo nei sondaggi. L’abbiamo intervistata, per sapere quali sono le sue priorità per la Brianza e per capire dove, a suo parere, la politica ha ancora tanta strada da fare.

Montrasio, è una campagna elettorale strana questa e che si svolge in tempi record. Che clima si respira nel Movimento? E in Brianza?
Nel Movimento, e soprattutto nella nostra Brianza che in questo periodo sto percorrendo in lungo e in largo, c’è un rinnovato ottimismo. Non tanto per i sondaggi, che pure ci danno in crescita, ma per la campagna e la linea politica coerente che Giuseppe Conte sta portando avanti. Per tutti noi sentire di nuovo parlare di economia circolare, stop agli inceneritori e al nucleare, sì ai diritti civili, tutela dei lavoratori e delle persone fragili, è una spinta fortissima per tornare a impegnarci su qualcosa in cui crediamo.

Si vota per la prima volta a settembre e il nemico numero uno dei partiti potrebbe essere lastensionismo. Perché secondo lei questo allontanamento delle persone dalla politica?
La politica sembra non dare risposte ai bisogni dei cittadini e questo per molti anni li ha allontanati, ma il Movimento 5 Stelle al governo ha dimostrato che non deve essere per forza così. Appena arrivati nel 2018 abbiamo subito messo in campo una rete di protezione per le categorie economicamente più fragili, con il Reddito di cittadinanza, che in seguito, durante la pandemia, ha preservato il Paese da una nuova ondata di povertà. Questa misura è così importante che gli altri partiti la attaccano nella loro campagna elettorale, ma nessuno potrà davvero abolirla, se non vuole affondare il Paese. Altre risposte fondamentali sono arrivate dalla politica del M5S durante la pandemia, quando sono stati pensati e distribuiti aiuti in tempo record, per non lasciare indietro nessuno, cittadini, imprese, partite IVA. Infine, la risposta che ha rilanciato l’economia, a partire dal settore edilizio, che si chiama Superbonus 110%.

Voi, tra laltro, le persone avete provato a coinvolgerle dal basso” con le parlamentarie. Di fatto gli elettori del Movimento hanno scelto i propri rappresentanti. È corretto? Pensa sia il giusto modo per selezionare la classe dirigente politica che poi ci deve rappresentare?
Da sempre il Movimento chiede una cosa ai cittadini: di impegnarsi in prima persona per il proprio territorio. È quello che ho fatto anch’io in tutti questi anni, prima come semplice attivista, poi come consigliere comunale e candidata Sindaco. Ora si è votato all’interno della nostra comunità di iscritti e molte persone hanno deciso di darmi fiducia, riconoscendomi questo impegno decennale nel Movimento. Questo è il nostro metodo. In più abbiamo ratificato con il voto la scelta di Giuseppe Conte di proporre la candidatura di personaggi di alto livello come Federico Cafiero De Raho e Dario Vassallo, insieme a persone che si sono distinte per le loro qualità all’interno del Movimento, tra cui Chiara Appendino e Mariolina Castellone. Io credo che la classe dirigente politica debba sicuramente avere competenze, ma senza empatia e capacità di ascoltare le persone non avremmo dei politici ma semplicemente dei tecnici. La politica secondo me è qualcosa di creativo e forse proprio per questo mi ci sono appassionata, essendo la creatività, da sempre, parte della mia professione.

Le chiedo tre battaglie alle quali è particolarmente legata.
Da quando sono in politica, cercando di ascoltare e aiutare la gente che incontro, mi sono resa conto che oggi uno dei problemi delle persone è la mancanza di formazione, principalmente digitale. Vedo persone che potrebbero reperire in rete tutte le informazioni di cui hanno bisogno (per trovare lavoro, per richiedere un certificato, o altro) ma non sono capaci di cercarle. Internet è uno strumento potentissimo, ma purtroppo le persone non sono state messe in condizione di sfruttarlo al meglio, anestetizzate dai social e dal loro brusio di fondo. Sono convinta che un’alfabetizzazione digitale, a partire dalle scuole dell’infanzia, ma anche per gli adulti di oggi, sarebbe una spinta fortissima per migliorare la vita degli italiani. Un altro tema che mi sento di portare avanti è ila tutela del lavoro, nelle sue diverse forme. Se da una parte c’è bisogno di contrastare il precariato e lo sfruttamento dei lavoratori, e lo facciamo con il Decreto Dignità già in vigore e la proposta di salario minimo, dall’altra non possiamo non guardare alle nuove professioni che nascono da nuovi bisogni, che vanno dal fenomeno dei riders alle occupazioni nel campo della transizione ecologica. Ognuna di queste professioni avrà bisogno di tutele, formazione, ammortizzatori sociali adeguati e bisogna essere pronti a metterli in atto. Infine, ma non ultime, le battaglie ambientali, caposaldo dell’azione politica M5S, e di cui sempre più tutti i partiti dovranno occuparsi, perché il nostro futuro dipende fortemente da come riusciremo a contrastare i cambiamenti climatici e i fenomeni che ne derivano.

Di cosa ha bisogno la Brianza secondo lei oggi? E per rispondere alle esigenze del territorio, cosa deve fare la politica?
La Brianza ha bisogno di cittadini (e ce ne sono tanti) innamorati del proprio territorio che trovino il modo a loro più consono per prendersene cura. Sono tante le possibilità e vanno dal lasciare a casa l’auto ogni volta che si può, a collaborare con associazioni o gruppi di volontari, a dedicarsi alla politica locale. La politica stessa, per rispondere ai cittadini, ha bisogno di continue sollecitazioni, idee, confronti. Per il Movimento 5 Stelle chi viene eletto non acquisisce una delega in bianco per fare quello che vuole, ma diventa portatore della voce dei cittadini all’interno delle istituzioni, attivando uno scambio continuo di informazioni e di idee e mettendo le persone in condizione di comprendere e giudicare le scelte della politica. Solo così possiamo tornare a votare con consapevolezza, non con il “voto utile” (utile a chi?) ma con il voto convinto.

 

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