Cronaca

Monza, nuova aggressione in carcere: 4 agenti in ospedale

L'uomo ha prima tentato di strangolare un agente, poi ne ha spinto uno per le scale minacciandolo di morte.Immediata è stata la corsa all'ospedale San Gerardo di Monza dove i 4 poliziotti sono stati dimessi con prognosi da 3 a 8 giorni.

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L'agente aggredito

Monza. Sembra non avere fine l’ondata di aggressioni ai danni degli agenti della polizia penitenziaria in forza nella casa circondariale di Monza. Ieri, sabato 7 agosto, tre agenti e un sottufficiale, durante lo spostamento di un detenuto con disturbi psichiatrici, a seguito di disposizione da parte del magistrato, sono stati vittima di una brutale aggressione. L’uomo ha prima tentato di strangolare un agente, poi ne ha spinto uno per le scale minacciandolo di morte.Immediata è stata la corsa all’ospedale San Gerardo di Monza dove i 4 poliziotti sono stati dimessi con prognosi da 3 a 8 giorni.

Il detenuto protagonista dell’aggressione, nel mese di luglio, era stato autore di un ulteriore agito violento ai danni di un altro agente, anch’egli costretto a ricorrere alle cure ospedaliere.

“Nonostante la circolare in vigore del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che prevede il trasferimento dei detenuti che sono stati coinvolti in aggressioni in danno al personale, il ristretto, in seguito alla prima aggressione, non era stato trasferito in un altro Istituto penitenziario” spiega il Segretario Generale dell’OSAPP, Leo Beneduci. “Oltre a denunciare quello che si sta rivelando un vero e proprio flagello delle carceri , ovvero l’ininterrotta sequela delle aggressioni al personale di polizia penitenziaria da parte di ristretti facinorosi e soggetti a disturbi psichiatrici, constatiamo, sulla scorta di quanto ci viene rappresentato , che la circolare del dipartimento circa la gestione dei detenuti, compreso il trasferimento a seguito dei gravissimi fatti pregiudizievoli per l”ordine e la sicurezza, sia di fatto inattuata. ” Conclude il sindacalista: ” ci chiediamo come sindacato se non si riesce nemmeno ad attuare una circolare in questa delicata materia, a quali altri rischi dovranno essere esposti gli agenti di polizia penitenziaria?

 

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