Polemica

Pedemontana tratta D breve, il sindaco di Agrate: “Uno scempio!”

Il primo cittadino brianzolo più volte ha manifestato le sue perplessità e oggi torna a commentare la nuova infrastruttura.

pedemontana tratta d
Il tracciato della tratta D breve di Pedemontana

Agrate. “Uno scempio! Non c’è altra parola per indicare la devastazione del nostro territorio. Purtroppo questo è un incubo che potrebbe diventare realtà”. Non usa mezzi termini il sindaco di Agrate, Simone Sironi, per descrivere l’immagine che ritrae la tratta D breve di Pedemontana. Il primo cittadino brianzolo più volte ha manifestato le sue perplessità e oggi torna a commentare la nuova infrastruttura.
Simona Sironi sindaco di agrate mb

LO STUDIO DI FATTIBILITA’

“La lunga e larga (in alcuni casi oltre 75 metri) linea bianca rappresentata è il risultato di una rielaborazione di come ci immaginiamo possa essere il “tracciato” della Tratta D Breve di Pedemontana sulla base “studio di fattibilità – Alternativa progettuale 3 – datato gennaio 2021” che solo qualche giorno fa è pervenuto da parte di Autostrade Pedemontane Lombarde al Comune di Agrate Brianza, come semplice allegato ad una richiesta di verifica dei sotto servizi presenti nella zona. – spiega Sironi – E’ lo stesso studio di fattibilità che in queste settimane alcune amministrazioni avevano insistentemente richiesto ufficialmente a APL per poter cercare di capire, approfondire, conoscere, essere consapevoli dello scempio che stanno progettando a danno del nostro territorio senza aver mai averlo presentato, condiviso o discusso con chi lo amministra e vi abita. Ora, però, questo “tracciato” lo possiamo vedere tutti attraverso questa rielaborazione. Lo possiamo vedere non su una tavola bianca di progetto ma rappresentato su immagine colorata di quella vasta porzione del nostro territorio che, per ora anche nella realtà ma in un prossimo futuro probabilmente solo nei nostri ricordi, è ancora pieno di natura e di verde: piante, prati, animali, attività, cascine, Parco Agricolo Nord Est. Tutto ciò che le persone, i cittadini, le Amministrazioni locali hanno da sempre cercato di tutelare e custodire con impegno umano e economico, passione, dedizione. Quello a cui stiamo assistendo, quasi impotenti, è un procedimento scorretto sotto tutti i punti di vista. Dove sta il rispetto per le Istituzioni? Dove è finito il rispetto nei confronti dei cittadini, del loro presente e del loro futuro? Regione Lombardia dimostra nei fatti di non averne, nei confronti di nessuno”.
Per Simone Sironi “migliaia di persone avranno la loro esistenza modificata negativamente da una scelta che non hanno neppure potuto conoscere: tra questi, soprattutto bambini, bambine, ragazzi e ragazze a cui vengono tolti il verde e la natura sotto casa per trovarsi stretti dentro la morsa di un’ulteriore arteria di cemento”.

SIRONI: “VOGLIAMO UN CONFRONTO, NON STAREMO FERMI A GUARDARE”

“Pedemontana doveva essere un “collegamento autostradale” che sarebbe dovuto andare da Dalmine al Valico del Gaggiolo e che, proprio per questa funzione di collegamento, era stato autorizzato. In realtà sappiamo ora che si innesterà sulla A4 lontano da Dalmine e senza arrivare al Valico del Gaggiolo. Correrà parallelamente ad un’altra arteria ad alto scorrimento già esistente, la tangenziale-est A51 , che però non fa parte del sistema autostradale e che, quindi, non viene considerata nel progetto. Tutto questo realizzando, tra l’altro, uno svincolo grande quanto la zona centrale della frazione di Omate. E’ evidente quale sia il fine non dichiarato di questa operazione: dirottare sull’ennesima strada a pedaggio (cioè a pagamento) un traffico locale che ormai ha direttrici completamente diverse da quelle previste trent’anni fa quando si cominciò a “parlare” di certi sviluppi viabilistici. Benefici attesi scarsissimi, dunque, a fronte di perdite ingentissime, visto che questo tracciato e le sue opere connesse consumeranno il poco suolo libero nella Provincia più urbanizzata d’Italia senza poter neanche prevedere le minime compensazioni che, per legge, dovrebbero andare a limitare il danno che una tale arteria comporterà. Ancora una volta la sfida di un problema complesso come quello della mobilità in un territorio vasto come il nostro trova risposte obsolete e inadeguate. Di fronte a Regione Lombardia che, nei fatti, non ha alcuna intenzione di condividere le scelte che riguardano il futuro di tutti neanche con chi amministra i Comuni direttamente interessati, che cosa possiamo fare? Molti Sindaci del territorio hanno ripetutamente chiesto un confronto istituzionale che, ad oggi, non è ancora stato concesso. Noi questo incontro lo esigiamo: vogliamo un tavolo di confronto e discussione per poter essere messi a conoscenza di quanto stanno decidendo di fare sperando di trovarci inerti. Ci sentiamo impotenti di fronte a tutto questo, ma non li staremo a guardare mentre distruggono il nostro territorio senza fare niente. Che cosa potremo fare, che margine di intervento ci possa effettivamente essere, lo sapremo solo quando avremo le carte su un tavolo e delle persone che abbiamo il coraggio di spiegarcele guardandoci negli occhi e non nascondendosi dietro rare comunicazioni burocratiche. A quel punto potremo dire a tutti i cittadini dei nostri Comuni che cosa saremo intenzionati a fare, sperando di costruire una forma di resistenza contro quello che si preannuncia come un vero e proprio sopruso subdolo, prepotente e arrogante” conclude Sironi.
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