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Crisi di Governo, Draghi pronto a dare le dimissioni. Il commento dei brianzoli

Il Governo ottiene la fiducia al Senato, ma Lega, Forza Italia e M5S non votano. Draghi domani alla Camera.

Mario Draghi fiducia Senato
Mario Draghi

Sono ore di fuoco per il Governo Draghi. Si è svolta oggi, mercoledì 20 luglio, quella che molti giornali hanno definito come “la giornata più lunga” per il premier Mario Draghi. Il Presidente del Consiglio ha ottenuto dopo una lunga giornata fatta di consultazioni, tensioni e tentativi di risoluzione, la fiducia del Senato, ma in un voto a cui non hanno preso parte il centrodestra e il Movimento 5 Stelle, che hanno di fatto ritirato il sostegno al Governo.

Il voto era stato deciso dopo la crisi politica innescata la scorsa settimana dai pentastellati di Giuseppe Conte. Ad aggravare la situazione sono stati Lega e Forza Italia che hanno deciso di uscire dalla maggioranza in seguito al duro discorso di Draghi di questa mattina. Una scelta non pacifica e addirittura mal digerita da un pezzo del centrodestra: la ministra Gelmini, ad esempio, storico volto di Forza Italia ha annunciato con una nota stampa di voler uscire dal partito.

I numeri. Il Senato si è espresso sulla risoluzione Casini, che chiedeva al Parlamento di dare fiducia a Draghi e proseguire così l’esperienza di Governo. Presenti 192 senatori, votanti 133, voti a favore 95, contrari 38, astenuti nessuno. La risoluzione tecnicamente è passata, ma votata da soli 95 senatori: la maggioranza che sosteneva il Governo è quindi venuta meno. In molti si aspettavano le dimissioni del Premier già in serata. Così non è stato. Secondo gli ultimi aggiornamenti Mario Draghi domattina sarà alla Camera: l’orientamento del presidente del Consiglio sarebbe però quello di non aspettare il voto di fiducia a Montecitorio sulle risoluzioni ma di andare direttamente a rassegnare le dimissioni dal Presidente della Repubblica.

Mario Draghi fiducia Senato

I commenti dalla Brianza

“Come ha correttamente sottolineato il presidente Mario Draghi nel corso del suo intervento, la decisione del Movimento 5 stelle ha rotto il “patto di fiducia” che era alla base del Governo di unità nazionale, che pure ha affrontato – con successo e ha avviato con il nostro leale contributo – gravi emergenze e avviato un lavoro prezioso sul Pnrr. Il centrodestra è disponibile a un “nuovo patto” e continuerà a dare il suo contributo per risolvere i problemi dell’Italia soltanto con un nuovo Governo, guidato ancora da Mario Draghi, senza il Movimento 5 Stelle e profondamente rinnovato”. Questo il commento del capogruppo della Lega in Senato, Massimiliano Romeo. 

“Oggi ci aspettavamo di sentir parlare di impegni precisi su salario minimo, stipendi dei lavoratori, misure per salvare 50mila piccole imprese nel settore dell’edilizia – prosegue Gianmarco Corbetta, senatore M5S. – Invece siamo stati oggetto solo di attacchi politici per metterci alla porta. Continueremo le nostre battaglie per il Paese e per chi non conta, per chi non ha voce”.

“Oggi al Senato della Repubblica è stata una giornata allucinante. A fronte di un Paese che chiede risposte e che vive momenti di tremenda difficoltà la stragrande maggioranza degli attori in campo non è stata capace di guardare oltre il proprio ombelico. Il punto massimo di una decadimento progressivo di quella che dovrebbe essere una classe dirigente. La Politica è altro. Lontana anni luce. E la risalita rispetto alla crisi della democrazia e all’abbandono da parte dei cittadini, che si fa sempre più corposo, è lunga e faticosa.
Ma bisognerà raccogliere tutte le energie per percorrerla. Continuo a rispondere a cittadini su ogni canale, a spiegare, a raccontare. Raccolgo delusioni, rabbie, incredulità. E provo ad essere all’altezza del momento” il commento del Senatore del Pd, Roberto Rampi.

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