Investimenti

Ad Arcore la giunta Bono tenta il colpo: offerta privata per comprare l’ex asilo San Giuseppe

Comune pronto a spendere 2 milioni di euro entro il 20 luglio, per una Casa della Comunità

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La struttura di via Tomaselli

Sull’ex asilo San Giuseppe l’amministrazione arcorese sceglie la linea aggressiva. Obiettivo: acquistare la struttura che oggi è all’asta per 2 milioni 600mila euro con una trattativa privata per non più di 2 milioni e 60mila euro. E poi lasciare che sia Regione Lombardia a ristrutturarla e adeguarla a Casa di Comunità o altre funzioni sociali). Il procedimento non è privo di incognite e necessita di un ok da parte del consiglio comunale. Ok che è stato chiesto in settimana in sede di commissione e che il consiglio potrà accordare nella seduta di lunedì prossimo 18 luglio.

I COSTI

Il nodo riguarda in parte il prezzo. La perizia comunale non consente di andare oltre i 2 milioni e 60 mila euro. Partecipare all’asta con la cifra stabilita dalla curatela (va ricordato che la Civica Fondazione è nelle mani di una curayrice fallimentare e che ci sono debiti da coprire per 1 milione 800mila euro), rischierebbe di sollevare problemi di resposnabilità contabile, ha chiarito il sindaco Maurizio Bono. Ecco allora il tentativo di trovare la scorciatoia: provare con una trattativa privata. L’asta, secondo indiscrezioni, non sta andando bene per la curatela: “sappiamo che nessuno ha chiesto di visitare l’immobile -ha detto Bono- e solitamente operatori interessati compiono almeno un sopralluogo”. I termini scadono il 20 luglio. Per il 18 luglio il centrodestra spera nell’ok del consiglio e conta di approvare una maxi-variazione di bilancio per finanziare l’acquisto. Il 19 avanzerebbe la proposta alla curatela. Un iter a tappe serrate che porterebbe alla realizzazione di una Casa della Comunità in via Tomaselli, nell’ex prestigioso asilo San Giuseppe.

IL PARERE DI ATS

Altro nodo da sciogliere è che Ats ha escluso il San Giuseppe dall’elenco delle strutture idonee a Casa della Comunità. Era stato il centrosinistra di Rosalba Colombo nel 2021 a portare avanti il progetto che oggi evidentemente convince anche il centrodestra. “Questo è un problema che conto di superare -ha detto il sindaco- perché ad escluderci era stato proprio il fatto di non essere i proprietari dello stabile”.
Dopo l’acquisto, il progetto richiederebbe una riqualificazione radicale che costerebbe secondo le prime stime, oltre 4 milioni di euro. Cifre a carico di Regione che potrebbe poi disporre dell’edificio arcorese per 90 anni (questo sarebbe l’accordo di base) con prestazioni sociosanitarie anche per Usmate, Lesmo e Camparada. Al Comune di Arcore resterebbero il vantaggio di uno stabile ristrutturato e la concessione di usare un spazio sia per servizi sociali sia per un progetto tutto nuovo dedicato alle problematiche neuropsichiatriche infantili.

IL CENTROSINISTRA

Lo sguardo, ora che il piano è svelato, è tutto puntato sul centrosinistra: primo promotore del progetto per la Casa della Comunità nel San Giuseppe. Lunedì in consiglio comunale sarà chiamato a votare una maxi-variazione di bilancio. Approvarla significherebbe avallare un documento politico targato centrodestra, ma non farlo significherebbe in qualche modo prendere le distanze anche dal progetto Casa della Comunità. “La nostra scelta sarà nota solo la sera del consiglio – ha commentato il consigliere democratico Michele Calloni– in ogni caso è noto che per noi questo progetto deve essere fatto. Lo abbiamo creato dal nulla, con il contributo di Rosalba Colombo, Valentina Del Campo e Paola Palma, e sostenuto da sempre.  Siamo contenti che il sindaco Bono abbia cambiato rotta”.

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