Tavola rotonda

L’arresto cardiaco nello sportivo, grande partecipazione all’evento di Brianza per il Cuore fotogallery

Ad aprire i lavori la presidente Laura Colombo che ha ribadito l'impegno della Onlus nella lotta e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Brianza per il cuore
Da sinistra Davide Corsi, Leonardo Fiori e Giovanni Rovaris

La storia di Livia Fiori: una testimonianza vera, profonda e importante. Ieri pomeriggio, 22 giugno, il neurochirurgo del San Gerardo di Monza, Leonardo Fiori, ha voluto raccontare al pubblico presente nella sala stampa dell’U-Power Stadium la storia di sua figlia Livia, un’atleta agonista che ha rischiato molto nel cercare di percorre il suo sogno, perchè affetta da cardiopatia aritmogena del ventricolo destro.

Una testimonianza per sensibilizzare che di certo ha colpito nel profondo allenatori, dirigenti, e presidenti intervenuti alla tavola rotonda “L’arresto Cardiaco nello sportivo, un evento non così raro” organizzato da Brianza per il Cuore Onlus. Un incontro unico nel suo genere che le società sportive del territorio hanno apprezzato tantissimo perchè dal confronto, nasce la consapevolezza e la prevenzione. E quando si parla di prevenzione Brianza per il Cuore è sempre in prima linea per combattere le malattie cardiovascolari. L’elenco delle attività messe in campo dalla Onlus monzese dal 1995 è lungo, solo per citarne alcune: dal sostegno all’ospedale San Gerardo all’attivazione della centrale operativa del 118 a Monza, dalle donazioni di apparecchiature ai reparti di cardiologia e cardiochirurgia al mega progetto di Monza cardioprotetta con la diffusione dei defibrillatori in città. Per non dimenticare tutta la parte dedicata alla formazione, dai corsi di primo soccorso agli incontri formativi, come quello di ieri rivolto al mondo dello sport.

Brianza per il cuore conferenza
In video la presidente di Brianza per il Cuore, Laura Colombo

Ad aprire i lavori la presidente Laura Colombo, che con un video messaggio ha ribadito l’impegno dell’associazione: “Ci tengo a dire che Brianza per il Cuore negli anni ha reso Monza una delle città più cardioprotette d’Europa, un lavoro lungo e faticoso del quale siamo molto orgogliosi. Se Monza è una città cardioprotetta, per noi anche lo stadio cittadino deve essere cardioprotetto e colgo l’occasione in vista della ristrutturazione e l’ampliamento dell’impianto di offrire la nostra collaborazione e mettere a disposizione le nostre competenze”. Così proprio nella sede del Calcio Monza, simbolo di grande sport dopo la conquista della Serie A, si è affrontato il delicato tema dell’arresto cardiaco negli atleti.

Un plauso all’iniziativa è arrivato anche dal direttore generale dell’Asst Monza, Silvano Casazza: “Ben vengano iniziative come questa dove i nostri medici professionisti si mettono a disposizione della collettività anche al di fuori delle mura dell’ospedale per sensibilizzare chi si occupa di sport o pratica sport a riconoscere per tempo i segnali di malattie cardiache subdole soprattutto nei giovani”.

Ricordiamo che l’evento è stato promosso con la collaborazione di “Insieme al Monza”, il progetto di AC Monza per creare rapporti sinergici con il territorio brianzolo e vanta il patrocinio del Comune di Monza e di Regione Lombardia.

LA STORIA DI LIVIA FIORI

A raccontare la storia dell’agonista Livia Fiori, ieri c’era il papà che l’ha sempre accompagnata nel suo percorso sportivo di nuotatrice. La sua potrebbe sembrare una storia come quella di tante altre ragazze che nello sport avevano trovato un punto di riferimento, allenamenti, risultati e amicizie: nel 2019 ha vinto gli europei giovanili in vasca di nuoto per salvamento e più volte il titolo di campionessa italiana. Ma non è così. Livia da tempo accusava palpitazioni e fatica a respirare in allenamento. Segnali che suo papà essendo medico aveva raccolto e cercato di verificare con esami, ma tutto sembrava solo un problema emotivo-psicologico. “Gli allenamenti continuavano e anche le prestazioni miglioravano – spiega Leonardo Fiori – ma io non ero tranquillo le chiedevo spesso come si sentiva. Finchè una domenica pomeriggio, che non aveva gare in programma, Livia è uscita in bicicletta con delle amiche, si è sentita male ed è stata portata in ambulanza all’ospedale dove è andata in arresto cardiaco”. La diagnosi: Cardiopatia aritmogena del ventricolo destro, frequentemente chiamata Malattia degli sportivi. Un problema genetico che ha causato la morte di molti giovani atleti, tra i quali ricordiamo gli sportivi  Davide Astori, Piermario Morosini e altri ancora. Un problema non facile da individuare. “Livia è stata fortunata – continua il padre – ora sta bene, deve convivere con un defibrillatore sotto pelle. Siamo felici che sia viva. Non oso pensare se fosse accaduto durante una delle sue gare in mare, sarebbe sparita nell’acqua. Io voglio che passi questo messaggio: quando un ragazzo, come mia figlia, dice che si sente qualcosa di strano, sente dei battiti, fa fatica a respirare all’improvviso, non bisogna dire che è ansia e sottovalutare i sintomi. A noi è andata bene, ma magari per qualcun altro non è così, ecco perchè sono qua a raccontare la sua storia, per fare prevenzione“.

LA CARDIOMIOPATIA ARITMOGENA

La Cardiomiopatia Aritmogena (ARVG) pur essendo considerata una malattia rara riguarda una persona su 5000. Fra le persone che senza saperlo ne sono affette, coloro che svolgono sport agonistico ne accelerano le dinamiche di sviluppo e progressione, potendo presentare situazioni di rischio che se riconosciuti permetterebbero una diagnosi precoce e quindi controllati con terapie e l’impianto di un defibrillatore sottocutaneo salvavita.

Il dottor Giovanni Rovaris, aritmologo responsabile Elettrofisiologia Interventistica dell’ospedale San Gerardo, nella sua relazione è entrato nel merito dell’arresto cardiaco e delle cardiopatie aritmogene presentando dati interessanti e ponendo l’accento sui benefici dello screening da quando è stato introdotto.

SPAZIO ALLE DOMANDE

Come intervenire in caso un atleta manifesti affanno e altri sintomi? Ci sono esami consigliati e specifici per sportivi di età avanzata? Quali esami consigliare se un atleta manifesta sintomi? Queste sono solo alcune delle tante domande che tecnici e rappresentati delle società sportive hanno rivolto agli esperti. Ma non solo, hanno espresso anche i loro dubbi e raccontato episodi accaduti nelle palestre e sui campi. Un momento di condivisione utile e apprezzato da tutti, che ha permesso al dottor Davide Corsi di Brianza per il Cuore, che ha moderato l’incontro, di raccogliere spunti e proposte per progetti futuri.

 

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