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Intervista ai candidati di Italia Viva Monza su sicurezza, sostenibilità e mobilità - MBNews
#monza2022

Intervista ai candidati di Italia Viva Monza su sicurezza, sostenibilità e mobilità

Italia viva
Da sinistra Mirco Bertazzoni, sostenibilità Laura Pisani, mobilità Valter Artelli

Oggi diamo voce a tre candidati di Italia Viva Monza con competenze diverse: sicurezza (Mirco Bertazzoni), sostenibilità (Laura Pisani), mobilità (Valter Artelli).

#Monzapiùattenta alla SICUREZZA

DOMANDA: Lei come vede la sicurezza urbana sul territorio monzese?

MIRCO BERTAZZONI : Rispondere alla domanda di sicurezza richiede interventi su molti fronti e non  può essere semplificata solo intervenendo con metodi repressivi o con sporadiche retate come abbiamo visto a volte negli ultimi anni. Non è soltanto questo, ne fanno altresì parte anche l’aspetto, la cura della città, il contrasto al degrado, la gestione degli spazi e delle aree dismesse. Già da anni, gli studi effettuati in varie parti del mondo, ci insegnano come sia importante rafforzare il senso di appartenenza e di identificazione sociale con il proprio quartiere e area di residenza. Questo senso di appartenenza induce già di suo ad un controllo informale e attento da parte della comunità, favorisce e aumenta il rispetto per l’area urbana di appartenenza. Lo abbiamo ben visto con le importanti associazioni quali il controllo di/del vicinato, che dal mio punto di vista devono essere viste come una risorsa per le amministrazioni locali e non come una fonte di problemi da dover poi gestire, sono realtà che vanno valorizzate e accompagnate in un cammino che non sarà solo di controllo ma anche di promozione della convivenza nei vari quartieri interessati. Questo senso di appartenenza non nasce dal nulla, ma si genera e si rafforza mediante interventi coordinati e strategie di tipo urbanistico legato all’ambiente e con programmi sociali e culturali che possano trasmettere il concetto di bellezza,  ordine e vivibilità del quartiere e/o dell’area pubbliche cittadine.

Nella sicurezza, la “tolleranza zero” tanto decantata da questa amministrazione è più che altro una forma di pubblicità politica, piuttosto che un programma per la sicurezza. Nella realtà applicare questo modello a tutta la città di Monza è abbastanza difficile se non impossibile. Servirebbero un quantitativo di agenti spropositato per poter coprire tutto il territorio in modo uguale e costante, in oltre il propagarsi di comportamenti illeciti, come lo spaccio, l’uso di sostanze stupefacenti e della prostituzione, che interessano e coinvolgono moltissime persone, applicando la tolleranza zero non fa altro che spostare il fenomeno criminale e/o antisociale nelle aree limitrofe e nei quartieri dello stesso comune. Ecco perché noi sosteniamo fermamente e gli studi in materia ci danno più che ragione, che la riqualificazione urbana dei quartieri e la presenza costante di varie attività che facciano vivere la zona e partecipare i cittadini sono la soluzione.

Tutto questo per dire che la sicurezza in un comune come Monza, è e sarà vincente solo ed esclusivamente tramite quel valore aggiunto che chiamiamo progettazione partecipata. La mia visione, quindi, è quella di riuscire a diminuire il rischio e contestualmente rafforzare lo stato di sicurezza percepita mediante la progettazione e realizzazione di studiati e condivisi interventi sulla città. Per il resto, possiamo dire che non c’è molto da inventarsi, tutto è già ben definito dall’ Unione Europea che ha stabilito e predisposto strategie comuni per la sicurezza delle città, producendo anche un manuale di norme e linee guida in merito alla progettazione delle città per la sicurezza.

Sicuramente e gli ultimi casi di cronaca di questi giorni ce lo ricordano, non bisogna dimenticare la sicurezza urbana e le donne. Già la Dichiarazione di Montreal per la Sicurezza delle Donne e il programma Città più sicure dell’ONU hanno ribadito l’importanza e la necessità dell’approccio di genere e del necessario coinvolgimento diretto delle donne per una più efficace e completa realizzazione dei programmi di sicurezza urbana.

Anche l’illuminazione è un fattore importantissimo e oserei dire quasi essenziale per la sicurezza urbana, cosa che questa amministrazione forse valuta diversamente (e lo dico a ragion veduta, visto che la cosa mi ha interessato in prima persona). Una buona ed efficiente illuminazione riduce il senso di insicurezza percepita e l’oggettivo rischio di essere vittime di aggressioni o/o di altre attività criminali. Una buona illuminazione permette di vedere ed essere visti, di poter percepire e valutare le persone che si incontrano, di vedere e capire in modo chiaro i movimenti di chi è attorno a noi, oltre a rendere assolutamente riconoscibile ad altri cittadini qualsiasi eventuale situazione possa essere ritenuta pericolosa e/o che necessiti di una richiesta di aiuto o d’intervento.

Una corretta cura del verde, importantissimo arredo urbano ma che non deve trasformarsi in un ostacolo per quella che deve essere una corretta libertà visuale. (parcheggi, fermate autobus, percorsi ciclabili e pedonali, ecc…). Un altro tema, uno dei tanti e che non possiamo sicuramente toccare tutti oggi in questa breve intervista, è il servizio di accompagnamento per persone sole gestito da associazioni presenti sul territorio e la nascita di uno sportello sicurezza dedicato ai cittadini, questo proprio per poter creare progettazioni condivise e funzionali. Per ultimo ma non per importanza, grande attenzione da porre in modo costante su quelle che sono le manutenzioni e la riqualificazione dell’arredo e recupero urbano.

DOMANDA : Cosa ci dice dell’operato della Polizia Locale?

MIRCO BERTAZZONI : La Polizia Locale è parte integrante della sicurezza e della vicinanza ai cittadini, per questo occorre tener conto del loro ottimo e spesso complesso operato.

Perché complesso?

Perché su Monza (come ci viene detto dalla loro stessa centrale in caso di telefonate relative a segnalazioni varie) pare che, come numero di agenti siano sotto personale e gestire l’elevato numero di attività giornaliere in svariate aree come: commercio, edilizia, infortunistica stradelle, attività di polizia giudiziaria, attività amministrative, ecc. (perché Polizia Locale non è solo presidio e retate), diventa estremante oneroso in condizioni di scarsità di personale. Ove possibile, sicuramente l’attenzione ad un amento del personale sarà prioritaria.

Perché si trovano ad operare senza un’infrastruttura di rete e telecamere ad alto contenuto tecnologico quali ad esempio quelle di lettura targhe, che possano identificare e trasmettere una serie di informazioni essenziali alle attività di prevenzione e controllo sul territorio e altresì fondamentali anche per le altre Forze dell’Ordine.

Della Polizia Locale penso che siano un valore aggiunto per la cittadinanza e che debbano poter trasmettere a pieno i progetti relativi alla sicurezza urbana e far da collante tra amministrazione e cittadino. Per questo è necessario fornire loro la massima formazione possibile, aggiornamenti e sostegno concreto per le loro attività amministrative e sul campo.

Sicuramente alla Polizia Locale unitamente all’assessorato alla sicurezza, chiederei di non dimenticare la necessità di un grande lavoro e una altrettanto importante presenza presso gli istituti scolastici per una corretta educazione alla legalità, alla prevenzione di fenomeni ormai purtroppo molto diffusi quali Bullismo, Cyberbullismo e quello che ad oggi si sta diffondendo in modo molto preoccupante, relativo alle baby Gang.

#MonzaPiùAttenta alla Sostenibilità

Domanda : Il tema della sostenibilità è diventato sempre più cruciale a causa dei cambiamenti climatici e degli impatti ambientali legati alle città. Come si pone Italia Viva su questo tema?

Laura Pisani : Italia Viva è estremamente attenta al tema della Sostenibilità per diverse ragioni. Prima di tutto perché i danni all’ambiente li vediamo costantemente sotto i nostri occhi; i cambiamenti climatici non sono un concetto astratto, accademico, ma con i loro effetti sono purtroppo sotto i nostri occhi quotidianamente. Basta vedere che quasi tutta Italia è in una situazione di siccità, i fiumi sono in secca parecchi mesi all’anno, piove meno e quando piove le piogge sono molto intense e creano danni all’agricoltura, alla natura ed alle infrastrutture. Bisogna intervenire subito, da una parte riducendo il più possibile l’impatto delle città sull’ambiente e dall’altro realizzando le opere necessarie ad aumentare la resilienza delle città. Il Piano Nazionale di ripresa e Resilienza attribuisce un’importanza cruciale al tema della Sostenibilità, assegnando alla Missione 2 “ Rivoluzione verde e transizione Ecologica” 60 miliardi di euro; riteniamo che Monza dovrebbe attingere ai fondi messi a disposizione per poter diventare più sostenibile e attenta all’ambiente, in particolare sui temi dell’efficienza energetica e della riqualificazione degli edifici, nonché sulla mobilità sostenibile. A tale proposito, va purtroppo sottolineato come l’attuale amministrazione non abbia saputo in alcun modo sfruttare finora  l’enorme opportunità del PNRR.

Domanda : In concreto cosa proponete?

Laura Pisani: Per esempio potremmo partire dall’illuminazione pubblica, che a Monza oltre ad essere molto carente (basti vedere i numerosi interventi della nostra Consigliera Comunale Francesca Pontani per denunciare intere vie al buio) necessiterebbe di una riqualificazione, sostituendo i lampioni tradizionali con sistemi di illuminazione a LED, insomma realizzare una smart City.. il cui appalto giace in Comune nei cassetti  tra ritardi e ricorsi

In Italia il consumo annuale di energia elettrica per l’illuminazione pubblica pro-capite (100kWh) è circa il doppio della media europea (51kWh) – dati del 2017.

Il passaggio all’illuminazione pubblica a LED o ancora meglio all’illuminazione adattiva (ovvero che adatta l’intensità dell’illuminamento in base alle reali necessità, delle condizioni meteo, dell’orario nella giornata), porterebbe, secondo studi condotti dall’Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano, a raggiungere importanti risultati con risparmi compresi tra il 60 e l’80%.

Domanda : oltre all’illuminazione pubblica, in caso di vittoria, cos’altro mettereste nella lista delle priorità per la città di Monza?

Laura Pisani: Un’amministrazione pubblica avveduta, secondo noi di Italia Viva, dovrebbe puntare all’efficienza energetica e all’efficientamento energetico dei propri edifici, con l’obiettivo, non solo di fare del bene all’ambiente, ma anche di ottenerne un grande risparmio economico. Partendo dalle scuole, e proseguendo su tutti gli edifici di proprietà del Comune, occorrerebbe rendere gli edifici scolastici efficienti nell’utilizzo dell’energia per riscaldare gli ambienti con il risultato di renderli anche più freschi durante l’estate ed impostare la questione delle comunità energetiche se rappresentano il futuro nelle città.. Non solo,  il Comune dovrebbe anche snellire le pratiche di efficientamento e riqualificazione energetica dei privati e delle aziende favorendo l’iniziativa del settore privato.

Un altro punto che ci sta molto a cuore è il potenziamento della mobilità dolce nella città, incoraggiando l’utilizzo della bicicletta da parte dei cittadini per gli spostamenti all’interno della Città. Questo può avvenire solo se il Comune saprà mettere a disposizione delle persone una rete interconnessa di piste ciclabili, comode, illuminate, sicure e belle, in grado di collegare tutti i quartieri tra loro e con il centro. Non solo ma servono anche parcheggi custoditi dove poter lasciare le biciclette per soste brevi o lunghe. Oggi purtroppo usare la bicicletta è pericoloso (perché le piste ciclabili esistenti sono frammentate e obbligano a continui attraversamenti delle strade) e non si hanno posti adeguati dove parcheggiarla (con quasi la certezza di non ritrovarla più, in quanto come tutti abbiamo sperimentato a Monza il tasso di furto delle biciclette è elevatissimo). Un’altra opportunità da sviluppare è il bike sharing elettrico, che a Monza non ha preso piede come  in altre grandi città, per errori di progettazione del servizio.

Da ultimo, ma non meno importante, occorre lavorare sul tema della circolarità e dei rifiuti. Purtroppo l’incapacità dell’attuale amministrazione si è dimostrata in modo palese con le recenti modifiche del sistema di raccolta dei rifiuti. Monza è diventata una discarica a cielo aperto, con sacchi dell’immondizia lasciati per strada anche in orari diurni, dando un pessimo aspetto alla città non solo ai cittadini, ma anche ai (pochi) turisti. La raccolta dei rifiuti deve essere rivista completamente, ammodernata e resa più efficiente. Servono idee innovative soprattutto per il centro storico dove non possiamo permetterci di vedere pile di cartoni e di immondizia a qualsiasi ora del giorno. Occorre ripensare anche a come mantenere pulita la città, i marciapiedi, le strade, perché oggi Monza è sporca e noi monzesi meritiamo di più e meglio. Le tecnologie ci sono, occorre impegnarsi a progettare servizi utili alla collettività e soprattutto occorrono le competenze e la capacità di ascolto di tutte le voci che a buona ragione possono dare un contributo di valore.

Per Italia Viva il tema delle competenze è fondamentale. Le persone che si sono candidate nella Lista Italia Viva-PSI sono tutte persone che possiedono competenze specifiche sui diversi temi e accomunate dalla passione e dall’amore per la città di Monza.

#MONZAPIUATTENTA ALLA MOBILITA’

Valter Artelli

  • Muoversi a Monza è diventato difficile in bici, auto e bus ma persino a piedi. Come affrontare la sfida della mobilità?

R: E’ una sfida che richiede tempo, competenza e passione. Finora si è sempre puntato sulle infrastrutture di trasporto, certamente necessarie ma si deve puntare di più sul concetto di servizio, leggasi avere più corse ed archi di servizio più estesi. Monza è fra Milano e la Brianza, con un traffico di attraversamento ma ha ben quattro linee ferroviarie (da Como/Chiasso, da Lecco/Tirano, da Bergamo via Carnate e da Lecco via Molteno), una potenzialità da valorizzare. Il trasporto ferroviario è  competenza regionale ma il Comune può anzi deve portare avanti proposte di miglioramento, ad esempio per la fascia dei servizi ferroviari serali.

  • Quali strategie per il trasporto pubblico su gomma ovvero le linee bus?
  1. E’ importante far sapere ai Cittadini che da tempo esiste un unico biglietto integrato valido su tutti i mezzi pubblici. Ad esempio con un unico biglietto da 2,40 € viaggio dalla zona di viale Libertà per il bus z202 o z321 per poi proseguire con il treno per Milano e da qui con metro/tram/bus fino a piazza Duomo ma anche a Rho – Fiera. Va poi migliorata la rete dei collegamenti in termini di linee e soprattutto di arco di servizio; non esiste che l’ultimo bus alla sera sia alle 2030 e che nei festivi ci sia una rete di bus cittadini minimale.
  • Infine sulla mobilità ciclabile?
  1. Oggi anno messe in rete le piste ciclabili esistenti collegandole fra loro in modo che siano comode, illuminate, sicure e belle, in grado di collegare tutti i quartieri tra loro e con il centro. Ma non c’è solo la bici, anche l’uso dei monopattini va disciplinato, per la sicurezza di tutti. L’orizzonte M5 è più lontano ma va tenuto in conto l’arrivo di M1 a Bettola, che ben si presta ad essere raggiunta in bici se si realizza un itinerario protetto.
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