Formazione

Progetti Erasmus, l’Olivetti di Monza alla prova della cucina europea

L'istituto di via Lecco ha riaccolto, con una serata a base di pietanze straniere, i circa 80 studenti, i docenti e il personale Ata che sono stati in diversi Paesi tra cui Turchia, Grecia e Spagna. Altri viaggi sono già in programma.

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La conoscenza è il primo pilastro su cui si può costruire l’edificio di quello che si è e si vuole essere. Se poi l’obiettivo è lavorare nel mondo alberghiero e della ristorazione, la conoscenza degli altri e della loro cultura in senso ampio è quanto mai utile, se non necessario.

Ecco perché l’esperienza, che circa 80 studenti dell’Istituto professionale statale per i servizi dell’enogastronomia e commerciali “Adriano Olivetti” di Monza hanno fatto in Turchia, Spagna e Grecia nell’ambito di progetti Erasmus per gli accreditamenti dei settori scuola ed educazione adulti, ha un significato davvero speciale. E merita di essere celebrata in un vero e proprio Erasmus dinner.

“Volevo un momento meno formale, ma coinvolgente, dedicato ai circa 80 studenti e alla trentina di docenti, tra diurno e serale, e al personale Ata, che hanno già fatto questa esperienza all’estero – spiega Renata Antonietta Cumino, dirigente dell’Istituto Olivetti – una serata in cui rivedere attraverso foto e immagini quello che i vari gruppi hanno fatto e vissuto nelle due settimane all’estero, ma anche gustare le specialità culinarie dei luoghi in cui sono stati”.

E, così, se l’aperitivo e il dolce sono stati rigorosamente italiani, nel corso dell’Erasmus dinner dell’istituto di via Lecco si è potuto assaggiare la moussaka, un tradizionale piatto greco composto di svariati ingredienti tra cui carne, formaggio, melanzane e besciamella, un’originale variante della paella spagnola e un gustoso spezzatino di carne, ticipo della cucina turca.

CIBO, MA NON SOLO

Dénia, tra Alicante e Valencia, Heraklion a Creta, Manavgat, città turca nella regione dell’Anatolia, sono state solo alcune delle tappe che il bando per i progetti Erasmus, vinto dall’Olivetti per i prossimi 7 anni, dal 2021 al 2027, ha consentito fino ad ora di toccare.

“Con l’inizio del prossimo anno scolastico partirà un altro gruppo di una ventina di studenti, ragazzi che attendevamo compissero la maggiore età – spiega la preside – probabilmente andranno a Cordoba, in Spagna, per due settimane, ma non abbiamo ancora deciso definitivamente”.

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Aprire la cucina, ma anche la mente e il cuore, oltre i confini dell’Italia, ha avuto un riscontro positivo per chi ha partecipato, ma anche per chi ha ospitato.

“Si tratta di esperienze multiculturali in cui è stato possibile per i nostri studenti, i docenti e il personale Ata visitare anche mostre, musei e siti archeologici, fare gite in battello, sfidare in competition culinarie gli studenti degli altri Paesi e, perfino, essere ospiti in televisione di una sorta di Masterchef greco in cui in diretta hanno cucinato tortellini alla parmigiana” racconta la preside.

“Abbiamo ricevuto apprezzamenti e complimenti dalle scuole e dagli alberghi che ci hanno ospitato – continua Cumino – al rientro con i docenti abbiamo fatto il punto della situazione in maniera oggettiva, mentre agli studenti abbiamo sottoposto un questionario on line di cui analizzeremo presto i risultati”.

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IL RISCONTRO

La soddisfazione per quanto visto e vissuto si legge non soltanto negli occhi degli studenti, ma anche in quello dei docenti. “Conoscere la cultura di altri Paesi, il loro modo di lavorare in cucina, confrontarsi con le loro tradizioni e scoprire, ad esempio, che usano in maniera intensiva prodotti, come le spezie e la cannella, che in Italia hanno un’importanza decisamente minore, è qualcosa di bello e da rifare” affermano Manuel Magurno e Daniele Zanbito, docenti di cucina, che hanno accompagnato gli allievi rispettivamente in Grecia e in Turchia.

“Abbiamo appoggiato sin dall’inizio questa iniziativa e siamo convinti che possa avere solo effetti positivi sui nostri ragazzi e sulla loro capacità di trovare lavoro in un settore che è sempre più internazionale” sostiene Maria Carmela Grecò, presidente del Consiglio d’Istituto.

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LE PROSPETTIVE

I progetti Erasmus del bando vinto dall’Olivetti hanno anche permesso ad alcuni docenti e al personale Ata di andare a Barcellona, Parigi, Tenerife, Sesimbra, per fare esperienze di “job shadowing”, un breve periodo lavorativo all’estero per apprendere buone pratiche, prassi educative ed effettuare uno scambio culturale, professionale e umano.

A questi, come ai docenti che hanno accompagnato gli studenti, la preside Cumino, che recentemente è stata nominata ambasciatrice Erasmus+, il programma di interscambio educativo che l’Unione promuove per le scuole primarie e secondari, ha consegnato la spilla con il logo ufficiale dell’istituto di via Lecco. “Dovete indossarla ogni volta che andate in giro per rappresentare la nostra scuola – si raccomanda – è un segno distintivo che vi identifica come membri di questa comunità”.

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The scent of success, il profumo del successo, è la frase scritta sulla spilla. Ma anche lo slogan dell’Olivetti, che ha riaperto per un mese il suo ristorante didattico con un boom di clientela.

Mettere insieme buoni odori e il raggiungimento di traguardi personali e professionali ambiziosi è la sfida che hanno cominciato ad affrontare gli studenti dell’istituto monzese. Farlo con un bagaglio di esperienze accumulate anche all’estero consente di aggiungere ingredienti prelibati nel piatto della propria vita.

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