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Il carcere di Monza “scoppia”, il sindacato chiede lo sfollamento

Situazioni ai limiti del quieto vivere dove a farne le spese, troppo spesso, sono gli agenti della Polizia Penitenziaria. Ed ecco giungere la richiesta choc della UILPA: " Uno sfollamento immediato di detenuti dalla Casa circondariale brianzola".

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Il carcere di Monza

Troppi detenuti, e molti di essi problematici. Tristemente agli onori della cronaca per episodi di violenza e incendi dolosi, il carcere di Monza finisce di nuovo sotto la lente dei sindacati. Situazioni ai limiti del quieto vivere dove a farne le spese, troppo spesso, sono gli agenti della Polizia Penitenziaria. Ed ecco giungere la richiesta choc della UILPA: ” Uno sfollamento immediato di detenuti dalla Casa circondariale brianzola”.

“Sig. Provveditore, la UILPA Polizia Penitenziaria ha il diritto di rappresentare le gravi problematiche che sta attraversando l’Istituto di Monza. Sgomberiamo subito il campo e affermiamo che le difficoltà che rappresenteremo e che vivono tutti i lavoratori della Casa Circondariale di Monza non sono dovuti alla gestione dei vertici dell’Istituto”. Inizia così la lettera a firma della UILPA indirizzata al Dott. Pietro Buffa, Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria Milano, e alla Dott.ssa Maria Pitaniello, Direttore della Casa Circondariale di Monza.

Sistematicamente accadono eventi critici, ultimo episodio avvenuto il 24 giugno 2022, un incendio doloso con l’evacuazione di una sezione e del personale intervenuto intossicato dai fumi, nonostante l’utilizzo dei DPI in dotazione. Ultimamente abbiamo verificato che il servizio di Sorveglianza Generale, oltre a gestire le serie problematiche legate alla sicurezza deve richiamare personale a riposo per sopperire alle assenze del servizio a turno. Questo problema si verifica soprattutto nei giorni pre e festivi. Crediamo fermamente che i problemi mai risolti a Monza generano nel personale, insofferenza gestionale quotidiana, perché? A Monza c’è da anni un grave “sovraffollamento” ed un’alta concentrazione di soggetti problematici” spiega la sigla sindacale.

TROPPI DETENUTI A MONZA, IL SINDACATO CHIEDE LO “SFOLLAMENTO” 

“La Casa Circondariale di Monza è l’unico istituto del mondo occidentale ad avere i detenuti che dormono sulle brandine pieghevoli. Una sezione con 50 posti letto, viene trasformata in una sezione con capienza di 75″ prosegue la lettera. “In alcune camere, sistematicamente vengono rilevate cimici da letto e ci sono chiusure di stanze per la disinfettazione, quindi mancano altri posti. Ogni giorno arrivano detenuti problematici da altre sedi regionali e dall’istituto di Monza a quanto sembra si fa fatica a trasferire quei soggetti che creano problematiche all’ordine e alla sicurezza. E’ stato recentemente aperto un nuovo padiglione con capienza di 80/90 posti letto ed attualmente ospita poco più di 10 detenuti, ed in istituto ci sono sezioni che scoppiano, con detenuti che dormono sulle brandine che per stare da soli preferiscono andare all’isolamento, così come è difficile gestire adeguatamente le sezioni 1^ accoglienza e sez. D in quanto ospitano detenuti fuori circuito. Tutto questo in violazione degli artt. 1, 3 e 5 dell’ O.P”.

Per la UILPA il carcere sarebbe un ambiente che “crea conflitto” e che tale situazione potrebbe essere attenuata se “l’Amministrazione si impegnasse a creare quei luoghi non sovraffollati, strutturati adeguatamente per soggetti sempre più problematici (psichiatrici) e per i lavoratori di Polizia Penitenziaria ed operatori civili che sono stufi di fare da capo espiatorio e pagare per colpe non generate da loro ma dovute a mancanze da parte dell’Amministrazione Penitenziaria”.

In attesa di una convocazione da parte del Provveditore, la UILPA chiede che “venga valutata la possibilità di attuare nell’immediato per l’istituto di Monza uno “sfollamento” di detenuti in modo che le sezioni possano ospitare il giusto numero e non avere persone costrette a dormire su brandine” conclude la missiva.

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