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Di cosa ha bisogno la ristorazione, l’enogastronomia monzese ? Le riflessioni di Vincenzo Butticè - MBNews

Lettera al direttore

Riflessioni

Di cosa ha bisogno la ristorazione, l’enogastronomia monzese ? Le riflessioni di Vincenzo Butticè

Il noto ristoratore monzese scrive alla nostra redazione per esprimere il proprio punto di visto sui cambiamenti a cui il settore della ristorazione avrebbe bisogno in questo particolare momento storico e sociale

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Vincenzo Butticè

Cara Monza, l’opportunità di cambiamento radicale che stai affrontando sembrerebbe non avere precedenti, un’accelerazione immediata al mutamento sociale, comportamentale e una forte proiezione futura. Monza, tu possiedi le caratteristiche e le attitudini strutturali per cavalcare questi cambiamenti, tu possiedi l’energia e le competenze, tu possiedi la visione per cavalcare la rivoluzione in atto e non subirla passivamente. I cambiamenti sociali e culturali trovano il punto di sintesi a tavola, e proprio sulla tavola vorrei chiederti di andare oltre.

La tavola è prima di tutto il modo di essere, rappresenta il cuore pulsante della socialità, della convivenza civile e della condivisione di valori e simboli.

La centralità della tavola assume un valore di rappresentanza inequivocabile se a questo assunto si unisse il valore percepito e le aspettative che ospiti , italiani e non,  hanno e nutrono per il food e il beverage made in Italy, la rappresentanza della città monzese si innesterebbe su canali di multisensorialità e di esperienzialità sinestetiche.

Chiunque viva il paese Italia, e per qualsiasi ragione, lavoro, business, arte, sport  musica, cultura e religione deve portare con sé il ricordo indelebile della vivacità, dell’energia e delle opportunità suggellate dalle esperienze con il cibo e la tavola e con esse tutti i simbolismi che rappresentano.

Di cosa ha bisogno la ristorazione, l’enogastronomia monzese ?

Tirarsi fuori da logiche formali e insostenibili e orientarsi alle soluzioni sostenibili rispetto al freno motore in uso, ossia sarebbe auspicabile una burocrazia più snella, veloce, vicina al tessuto imprenditoriale ed economico;

Innestare un processo di chiara valorizzazione delle diversità e delle specializzazioni, che vada oltre la legge di mercato e dai risultati del business, perché identità aziendali specifiche e caratteristiche non dovrebbero confondersi a causa di catalogazioni burocratico/amministrative generiche e sommarie ma spiccare, splendere e luccicare;

Artigianalità dell’enogastronomia potrebbe assumere un ruolo e una funzione centrale del cambiamento, perché sono al centro dell’identità cittadina, definendo finalmente una chiara distinzione tra la produzione e somministrazione di un servizio immediato e istantaneo che logicamente soddisfa bisogni ben precisi, definiti e immediati, dalla produzione e somministrazione di un modo di essere, di una tradizione storica e culturale nella tutela del savoir faire dell’artigianalità, delle tecniche e dei saperi appannaggi di una cultura millenaria e tutta italiana.

Innestare, fare da lievito per migliorare, incentivare ed aumentare il senso di appartenenza e di rappresentanza attraverso stimolazione di relazioni formali e sostanziali tra le aziende specializzate in enogastronomia e il tessuto sociale, istituzionale ed economico, aziende, scuole, associazioni ed enti, favorendo reti d’imprese e soggetti no profit per il rilancio del patrimonio turistico, storico, architettonico e sportivo che caratterizza la città di Monza.

Necessita di una valorizzazione significativa dei simboli della cultura italiana, fontane e campanili, piazze e chiese nella loro geolocalizzazione di quartiere, i quartieri come luoghi di mantenimento e sviluppo delle socialità a prescindere dalla collocazione geografica superando la mera logica fisico – perimetrale e stimolando la valorizzazione di ogni singolo quartiere.

Necessita di una forte ripresa e rilancio della vena poetica, musicale e artistica che vada oltre il conformato o all’esistente, necessita che si respiri aria di festa, leggerezza, musicalità in ogni piazza, fontana o campanile.

Necessita di un luogo di scambio, di incontri e di socialità, persone monzesi e no incontrino i prodotti locali, l’artigianalità locale, e i mestieri della tradizione brianzola e lombarda.

L’espressione enogastronomica monzese , orientata verso il futuro, merita un tavolo di confronto permanente per rafforzare il concetto di turismo con gli assetti del enogastronomico.

La tavola, per la cultura italiana, rappresenta in modo esaustivo l’inclusione e la condivisione, il momento della trasversalità sociale, economica, culturale e religiosa, la tavola è l’emblema dell’accordo e del convenire, la tavola è il simbolo della gioia e della festa e la città di Monza ha il dovere di andare oltre rimettendo al centro del cambiamento la tavola e tutti i suoi tratti simbolici che rappresentano la cultura italiana.

 

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