Viaggi diversi

Il diario di viaggio degli studenti del Vanoni alla scoperta della Sicilia. Giorno 2

Continua il racconto del viaggio in Sicilia degli studenti dell'istituto vimercatese.

Viaggi Diversi

Prosegue il nostro tour con Viaggi diversi insieme ai ragazzi del Vanoni di Vimercate in Sicilia. Il 22 maggio, i ragazzi hanno visitato Segesta e Erice, ieri, 24 maggio, invece una tappa unica: la meravigliosa isola di Favignana dove gli studenti si sono rinfrescati con una nuotata nelle sue acque cristalline.
Ecco il reportage a cura di Andrea Motta 4D e Tommaso Grassi 4E

Giorno 2. Isola di Favignana

Il secondo giorno del nostro “viaggio diverso” inizia al mattino presto e con un po’ di fatica. La stanchezza del viaggio si sente ancora e con essa la fame del mattino!
Ci ritroviamo in sala per la colazione e già iniziamo a confrontarci sul lavoro che ci attende in giornata e sulle cose belle che faremo e che vedremo.
Oggi un’unica tappa, Favignana, bella isola delle Egadi il cui nome latino “favonius” rimanda al vento caldo che soffia da ovest, attraverso i giardini ipogei dispersi nella macchia mediterranea.
L’isola si trova a circa 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, tra Trapani e Marsala e vi approdiamo con un traghetto che parte da Trapani ogni ora circa nella stagione turistica.

Una volta arrivati sull’isola decidiamo di iniziare la scalata al monte Santa Caterina per arrivare in vetta e vedere il panorama dal castello situato all’estremità. Il castello di S. Caterina fu eretto in pietra calcarea locale con pianta a forma rettangolare e torri di vedetta simmetriche ai quattro angoli. Il piano terra era infossato nella roccia e fu qui che, a partire dal XVII secolo, languirono i prigionieri politici. Il castello ha avuto diverse funzioni nei secoli e ci ha particolarmente colpiti il racconto di Yasmine sulle navi pirate che venivano avvistate dalle torri durante la dominazione saracena.

Salendo sotto il sole e gradini di roccia, che caratterizzano l’ultima parte del percorso, la fatica è ripagata da visuali che un tornante dopo l’altro si allargano fino ad abbracciare tutta l’isola. Favignana da qui sembra una zattera al largo nel blu. In lontananza compaiono anche le piccole isole di Levanzo e Marettimo, che da qui sembrano disabitate.

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Arrivati in cima, sfiniti e grondanti di sudore, incontriamo un gruppo di una sessantina di settantenni freschi e arzilli. Ci guardiamo e ci mettiamo a ridere: da questo incontro capiamo bene come forza di volontà e allenamento contano molto più dell’età!

Nella tarda mattina prima di pranzare utilizziamo le bici noleggiate per fare un breve giro e visitare il borgo, le calette e i bellissimi giardini ipogei, che sembrano selvaggi e abbandonati tra gli arbusti già bruciati dal sole, e le villette isolate fra palme e cinerarie.
Ci colpiscono i negozietti di maioliche e artigianato locale, i profumi di frittura mista e vaniglia da ristoranti e pasticcerie, i pescatori che sistemano le reti sul molo e i gabbiani che si contendono gli scarti del pesce appena pulito a mani nude.
E poi abbiamo fame….

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Per pranzo abbiamo deciso di dividerci in piccoli gruppi e di cercare autonomamente un posto per mangiare. Ciascuno avrebbe assaggiato, secondo i propri gusti, un piatto della cucina locale. Busiate, spaghetti al nero di seppia, fritto misto o pesce fresco, c’era tanto di buono nell’offerta culinaria dell’isola!
Finito il pranzo, dopo essersi ritrovato, il gruppo si è confrontato sulla possibilità di fare un’imprevista escursione in barca. Qualcuno era allettato dall’idea di rilassarsi in spiaggia e scoprire le bellezze delle calette nascoste, altri sono stati affascinati dall’idea di fare il bagno a largo e scoprire le grotte azzurre tra i faraglioni e le costa rocciosa del versante nord di Favignana

Il piccolo dibattito è stato risolto dalle abilità di contrattazione della prof. che ha trovato la soluzione perfetta: un mini yacht che ci avrebbe permesso sia di rilassarci e sia di farci il bagno nelle fantastiche acque dell’isola.

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Una volta rientrati al porto ci siamo ritrovati velocemente sul traghetto che ci avrebbe riportati a Trapani, e da Trapani saremmo andati a Marsala….
In città kiara e Nicole ci hanno condotti verso Porta Garibaldi e il Duomo normanno, costruzione del XII secolo. Esso sorgeva con la facciata su Piazza della Repubblica. Il Duomo ci ha colpiti per la sua bella facciata barocca e gli interni ricchi di opere realizzate da artisti locali. La messa in opera a bugnato sembra essere caratteristica delle architetture locali. Anche Porta Garibaldi, presentata dalla bravissima Nicole, era caratterizzata dagli stessi materiali, con il fornice centrale incorniciata da altissime colonne con decorazioni manieristiche, gli stemmi degli Asburgo e nicchiette laterali che un tempo ospitavano belle sculture oggi perdute. La porta è commemorativa della liberazione del Regno delle due Sicilie ed è curioso l’aneddoto secondo il quale Garibaldi le sia passato attraverso l’11 Maggio del 1860.

Finita la visita nella città siamo ritornati in hotel dove abbiamo cenato per poi incontrarci e discutere insieme delle criticità e degli aspetti positivi della giornata. Le tradizionali riunioni di Viaggi Diversi ci piacciono molto. Ci aiutano a valutare il nostro lavoro, a confrontarci, a consolidare il gruppo.

Ma ora siamo stanchi, andiamo a dormire ripensando agli spaghetti al nero di seppia con burrata e granella di pistacchi.
Buona notte a tutti i viaggiatori!

Andrea Motta 4D
Tommaso Grassi 4E

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