Quantcast
"Milanisti come ebrei", dopo la bufera il sindaco porta il vice commissario in Sinagoga - MBNews
Seregno

“Milanisti come ebrei”, dopo la bufera il sindaco porta il vice commissario in Sinagoga

Con una delegazione del Comune, il sindaco di Seregno, Alberto Rossi, è stato ricevuto prima alla Sinagoga di Milano e poi al Memoriale della Shoah al binario 21.

sinagoga visita seregno

Seregno. Con una delegazione del Comune, il sindaco di Seregno, Alberto Rossi, è stato ricevuto prima alla Sinagoga di Milano e poi al Memoriale della Shoah al binario 21. “Ciò che abbiamo fatto oggi pomeriggio non cancella quanto accaduto e non influirà sull’iter disciplinare, ma spero possa aver fatto nascere del bene e della consapevolezza nella coscienza di ciascuno” ha commento il primo cittadino brianzolo. Tra i presenti, infatti, anche il vice commissario della Polizia Locale, Massimo Vergani, che qualche giorno fa è finito al centro di una polemica per aver postato (e poi rimosso) dalla sua bacheca Facebook la frase “Finalmente si ritorna nella posizione naturale di dominio sugli ebrei”, in riferimento al derby di Coppa Italia vinto 3 0 dall’Inter sul Milan, disputato lo scorso 19 aprile.

DOPO IL POST (RIMOSSO) SU FACEBOOK I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

Una frase, quella dell’agente tifoso sfegatato dell’Inter, che aveva scosso Seregno e l’amministrazione comunale tanto da decidere di prendere dei provvedimenti contro lo stesso Vergani.  L’agente, dopo il terremoto di polemiche, si sarebbe poi giustificato a mezzo stampa dicendo che “il termine “ebreo” non aveva nulla a che fare con l’antisemitismo ma che, in termini calcistici, sarebbe sinonimo di persone poco affidabili”.
La pezza forse era stata anche peggiore del buco ma quanto accaduto era stato abbondantemente condannato proprio dallo stesso Rossi. “Le frasi espresse sono assolutamente biasimevoli e irricevibili, e la situazione è resa ancora più biasimevole dalle successive giustificazioni. L’uso di termini razzisti o di discriminazione territoriale è una piaga che continua ad affliggere la nostra società e questo ne è, purtroppo, un pessimo esempio. Non posso che rammaricarmi profondamente che questo esempio sia venuto da una persona che lavora per la nostra Istituzione, in un ruolo pubblico così a diretto contatto con la nostra comunità e che, peraltro, ha svolto finora con riconosciuta dedizione e capacità. Chi riveste un ruolo pubblico deve adottare una dose maggiore di cautela in servizio ma anche nei comportamenti privati, a tutela dell’autorevolezza del proprio lavoro e dell’istituzione che si rappresenta. L’episodio è accaduto nell’ambito della vita e sfera private della persona ed è estranea al servizio ma, proprio in considerazione del ruolo pubblico ricoperto, sono già in corso le opportune valutazioni e azioni, anche a tutela dell’ente, che ovviamente verranno condotte con l’accuratezza necessaria, e con la dovuta riservatezza” aveva dichiarato ad MBNews, il sindaco di Seregno, Alberto Rossi.

LA VISITA IN SINAGOGA, ROSSI: “NON ERA SCONTATA, CHE OGNUNO RIFLETTA”

Lo scorso 5 maggio, poi, la visita alla Sinagoga di Milano e poi al Memoriale della Shoah al binario 21 dove, non a caso, era presente anche l’agente della Polizia Locale. 
“All’ingresso del Memoriale c’è scritta una parola, fortemente voluta da Liliana Segre: indifferenza. Un atteggiamento che non volevo contraddistinguesse quanto accaduto settimana scorsa con protagonista un dipendente del Comune, e che per questo mi ha spinto a voler organizzare questo momento. Una visita importante che non sostituisce in alcun modo l’iter disciplinare in corso ma che potesse servire come momento di riflessione e presa di coscienza per tutti.
In Sinagoga, insieme al Rabbino Capo, alcuni componenti del Consiglio della Comunità, e al Presidente dell’ANPI Cenati, abbiamo avuto modo di condividere una sofferenza, che non è solo una storia di 80 anni fa da non dimenticare, ma una realtà che tocca oggi la nostra società e la sua identità, che quotidianamente segna episodi preoccupanti di antisemitismo. Al memoriale – dentro i vagoni, di fronte al muro dei nomi, leggendo e ascoltando le testimonianze dei sopravvissuti – abbiamo proseguito il percorso a cavallo fra emozioni e approfondimento con l’obiettivo di andare oltre l’indifferenza o inaccettabili banalizzazioni. È stato un pomeriggio importante che ognuno dei presenti elaborerà dialogando con se stesso, perché in fondo ciascuno di noi è chiamato a rispondere di fronte a quello che la realtà ci presenta prendendo decisioni e direzioni rispetto alle azioni che compie, alle parole che sceglie e al modo con cui si comporta. Ringrazio di cuore il Presidente della Fondazione del Memoriale della Shoah Roberto Jarach che ci ha guidato nella visita. Ringrazio gli esponenti della comunità ebraica, tra cui la Portavoce del Presidente della Comunità ebraica Roberta Vital, il Consigliere Comunale Daniele Nahum e Talia Bidussa del Memoriale della Shoah, che mi hanno aiutato ad organizzare questi momenti, condividendo lo spirito e l’intenzione di questa iniziativa, un gesto non scontato visto quanto compiuto da un dipendente del Comune, che era presente con noi in questa delegazione.
Ringrazio chi era con me: gli assessori Laura Capelli e William Viganó, come rappresentanti dell’amministrazione, il Presidente Pietro Amati in rappresentanza del Consiglio Comunale, i dirigenti del Comune e il Segretario generale, il Comandante e il Vice Comandante della Polizia Locale per aver accetto di venire in delegazione e vivere insieme questo momento. Ciò che abbiamo fatto oggi pomeriggio non cancella quanto accaduto e non influirà sull’iter disciplinare, ma spero possa aver fatto nascere del bene e della consapevolezza nella coscienza di ciascuno“.
commenta