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Intervista al candidato Carlo Cappuccio sul futuro della Villa Reale e del Parco di Monza - MBNews
Politica

Intervista al candidato Carlo Cappuccio sul futuro della Villa Reale e del Parco di Monza

Generico maggio 2022

Abbiamo rivolto tre domande sul parco e la Reggia di Monza all’avvocato monzese Carlo Cappuccio che si candida per le prossime elezioni amministrative di Monza del 12 giugno nella lista civica “Noi con Dario Allevi”.

Avv. Cappuccio, una sua riflessione sul nostro parco e la Villa Reale.

Premetto che, ad oggi, parlo da semplice cittadino che non conosce bene tutte le dinamiche e le attività espletate dal “Consorzio Villa Reale e Parco di Monza” istituito circa 13 anni fa al fine di valorizzare la Reggia di Monza, con la Villa Reale, i Giardini Reali e il Parco. Partendo dal presupposto che parco e Villa Reale sono senz’altro un unicum storico e paesaggistico, al cui interno troviamo arte, cultura, natura, ovvero quello che un essere umano può desiderare vicino alla propria abitazione, penso che tutto ciò possa essere un importantissimo polo culturale per la nostra città e non solo, anche in termini di produttività se ben inserito in un corretto e proficuo lavoro congiunto fra pubblico e privato. Grazie al cielo l’afflusso dei visitatori della Reggia, negli ultimi mesi, registra dei numeri molto importanti e positivi, grazie alle importanti iniziative che hanno ripreso dopo la pandemia, ma sono sempre più convinto che ormai come anche in altri settori, sia fondamentale, appunto, una sana partnership tra pubblico e privato. Tale abbinamento, ovviamente se gestito da validi manager con una visione a lungo termine, credo sia diventata una necessità anche per quanto riguarda il modo di fare cultura all’interno di realtà formidabili come la nostra Villa Reale, con tutto ciò che la circonda. La bellezza dei nostri luoghi dovrebbe far assumere alla nostra città il giusto ruolo che le spetta nel panorama culturale e turistico nazionale e internazionale. Tra l’altro anche il Sindaco Dario Allevi, quale Presidente del Consorzio, ha un particolare occhio di riguardo in tal senso; infatti, qualche mese orsono ha voluto istituire un comitato tecnico-scientifico composto da personaggi del mondo della cultura, molto qualificati, con lo scopo di supportare il Consorzio per il rilancio della Reggia.

Come promuovere allora il turismo su scala nazionale e internazionale la Reggia di Monza, con la Villa Reale, i Giardini Reali e il Parco?

Beh, la risposta appare forse scontata. Si promuove il turismo organizzando valide e importanti iniziative culturali e musicali, mostre e convegni all’interno della Reggia, anche con importanti personaggi del mondo della cultura e dell’arte; così facendo, si potranno veicolare, per esempio, i tanti turisti che transitano da Milano per dirottarli verso Monza, il tutto grazie a un’intensa attività di promozione e, perché no, anche di marketing, usando internet, i social e qualsiasi forma di comunicazione. A mio parere, bisogna anche smetterla di fare troppo gli schizzinosi e bisogna avere la capacità di saper monetizzare l’arte e la cultura, stando al passo con i tempi, ovviamente nel modo giusto e trovando il corretto equilibrio, poiché se i conti non quadrano i partner privati scappano, come peraltro mi pare sia già successo. E, quindi, se il privato scappa via, organizzare mostre, iniziative o eventi diventa più complicato. Per esempio, se ogni tanto dovesse capitare il miliardario, la grande azienda o la multinazionale che paga ingenti somme di denaro per organizzare, per la durata di un giorno, un proprio evento privato all’interno della Villa Reale, la si conceda pure e si eviti di creare sterili polemiche fini a se stesse, come recentemente avvenuto con Gianluca Vacchi; in buona sostanza, con quei soldi si potranno ospitare le numerose iniziative, tra l’altro sempre di qualità e di spessore delle importanti realtà associative presenti nel nostro territorio, organizzare altrettante attività di pregio, mostre e concerti a favore dei cittadini e, quindi, attirare turisti, oltreché, ripeto, far quadrare i conti. Bisognerebbe entrare nell’ottica, come in parte nel resto del mondo, che certe operazioni finanziarie o commerciali intorno ai nostri monumenti non significa profanarli, ma considerarle delle grandi opportunità di sviluppo per il nostro territorio e di promozione turistica.

E per il parco?

Quanto appena affermato per la Villa Reale tenderei a ribadirlo anche per il nostro bellissimo parco e l’autodromo. Esso un vero e proprio polmone verde al cui interno vi sono tantissime specie di animali e una natura ancora incontaminata che deve essere necessariamente preservata con ogni mezzo. L’autodromo, ben conosciuto in tutto il mondo, a mio parere non dovrebbe limitarsi ad ospitare eventi motoristici, ma anche iniziative di respiro internazionale, quali ad esempio forum sull’ambiente e sulla sostenibilità, sull’importanza dei parchi e sul verde nelle città. Detto questo, noi monzesi abbiamo il privilegio di avere vicino a casa uno dei parchi più belli del pianeta, un patrimonio che tutti ci invidiano, al cui interno troviamo un curioso e formidabile connubio tra natura, uno storico tempio della velocità oltreché la bellezza e l’arte della Villa Reale.

 

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