Cultura

Yōkai. Le antiche stampe dei mostri giapponesi in mostra alla Villa Reale di Monza fotogallery

Xilografie, rari libri antichi, e poi ancora abiti storici, armi tradizionali, un’armatura samurai e la preziosa collezione Bertocchi: 77 netsuke, piccole sculture in avorio, finora mai esposte al pubblico.


Sarà un viaggio fantastico con storie che miscelano mito, brivido e mistero attraverso duecento opere dei più spaventosi artisti giapponesi del XVIII e XIX secolo. Il tutto ben raccontato attraverso, immagini, testi e didascalie. E’ stata presentata questa mattina, 29 aprile, alla stampa la mostra Yōkai. Le antiche stampe dei mostri giapponesi, a cura di Paolo Linetti presso il Belvedere della Villa Reale a Monza. Al pubblico visitabile da domani fino al 21 agosto.

Dietro a tutto questo c’è anche Chiara Spinnato, fondatrice di Vertigo Syndrome che proprio a Monza, città nella quale vive, ha scelto di produrre la prima mostra della nuova società di ideazione, organizzazione e produzione di eventi artistici e culturali appena nata.

In esposizione ci sono stampe, rari libri antichi, abiti, armi, spade, un’armatura samurai, oltre a 77 preziosi netsuke (i bottoni giapponesi), piccole sculture in avorio, della collezione privata Bertocchi, finora mai mostrati al pubblico, così come un rotolo a scorrimento lungo 10 metri, anche questo esposto per la prima volta, che racconta la vicenda di Shutendoji, una creatura mitologica (Oni) a capo di un esercito di mostri che infestava il monte Oe nei pressi di Kyoto. Ad accogliere il visitatore ci sarà una sala immersiva che farà rivivere al visitatore l’esperienza della più leggendaria prova di coraggio dei samurai. E poi si potranno ammirare alcuni dei famosi quaderni manga di Hokusai e altri suoi capolavori.

Mostra Yōkai mb
Sala immersiva

“La mostra è frutto di uno studio che ha messo a confronto storici dell’arte, studiosi del folklore giapponese e professori di mitologia greca, teologia, leggende e storia della scienza occidentale – sottolinea il curatore Paolo Linetti – Ciò permetterà al visitatore di conoscere in modo approfondito le creature affascinanti, bizzarre e assolutamente non comuni che popolano le leggende giapponesi”.

Attenzione anche alla comunicazione. Chiara Spinnato, come già detto fondatrice di Vertigo Syndrome, ha sottolineato come il risultato esposto è il frutto di un lavoro di team: “Fin da subito abbiamo chiesto il supporto di un’agenzia di comunicazione, che ci ha aiutato nel curare il linguaggio. Non vi aspettate effetti speciali o proiezioni multimediali, ci saranno invece didascalie e testi ben curati che si rivolgono proprio al nostro target di visitatori”.

Una mostra rara e ricercata così l’ha definita Giuseppe Distefano, il direttore generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza che ha commentato: “Abbiamo scelto questa mostra per la sua particolarità. E’ rivolta di certo agli esperti, ma potrà incuriosire anche chi non conosce il mondo giapponese. Per noi è un esperimento, ma siamo certi che sarà in grado di attrarre i visitatori”. Certo del successo di Yōkai anche l’assessore alla Cultura Massimiliano Longo: “la cultura giapponese è lontana dalla nostra, ma affascina sempre”.

Fra l’altro per richiamare anche le famiglie è stato pensato anche a un taglio per bambini e ragazzi. La visita in mostra per un ragazzo appassionato o curioso di anime e manga può diventare spunto per un’analisi delle origini dei suoi personaggi preferiti. I più piccoli invece si divertiranno a ritrovare nelle raffigurazioni dei vari YŌKAI le fattezze di mostri e mostriciattoli protagonisti dei loro cartoni e film di animazione. Infine a tutti i bambini verrà regalato un piccolo gioco.

Mostra Yōkai mb
Lo spazio dedicato ai bambini

DA COSA E’ ISPIRATA LA MOSTRA YŌKAI

Il rituale macabro delle cento candele è la grande idea alla base della mostra che, ispirandosi a una leggendaria prova di coraggio iniziata da alcuni samurai nel XVII secolo, fa avanzare il visitatore attraverso una narrazione che stimolerà il suo coinvolgimento, non solo in termini didattici, ma anche emotivamente.

Il rituale iniziava dopo l’ora del tramonto: i samurai si ritrovavano in una stanza illuminata dalla luce di cento candele. Ogni samurai raccontava una storia agli altri compagni con l’obiettivo di spaventarli con racconti popolati di mostri appartenenti alla tradizione giapponese.

Le Jorogumo, avvenenti donne che rivelano alle vittime la loro reale natura di enormi ragni; i Tanuki, simpatici tassi trasformisti; i Bakeneko, gatti mostruosi; i Kappa, esseri acquatici, che importunano le natanti; le Ningyo le sirene giapponesi la cui carne profumatissima può donare agli uomini giovinezza o morte atroce; Okiku, il fantasma inconsolabile che cerca il decimo piatto a lei rubato…

Al termine della storia di paura, chi l’aveva narrata doveva alzarsi, spegnere la candela di una lanterna, prendere uno specchio e specchiarvisi nell’angolo più lontano: l’oscurarsi progressivo della stanza accompagnava la narrazione di racconti sempre più spaventosi e carichi di suspense.

Sono i mostri di queste storie, rappresentati nelle magnifiche opere dei più famosi artisti giapponesi del XVIII e XIX secolo, che impreziosiscono il percorso che condurrà il visitatore in un emozionante viaggio tra gli spiriti, le creature e i mostri del folklore nipponico: creature a volte grottesche, altre dispettose, spesso e volentieri spaventose, che abitano da sempre l’immaginario collettivo e il quotidiano degli uomini e delle donne giapponesi, tutti ben consapevoli di coesistere e di venire in contatto con questi esseri inquietanti. Yōkai (mostri), Bakemono (mostri mutaforma), Yurei (spettri e ritornanti) popolano le xilografie in mostra, insieme a draghi, orchi, volpi trasformiste, fatali mici mannari, spettri, rospi vampiri.

Tra questi Yōkai, il cui termine indica letteralmente i mostri, s’incontrano i Kodama, spiriti delle piante, gli Omukade (centopiedi giganti e velenosi), gli immensi Kaiju (bestie solitamente provenienti dal mare), gli Oogumo (ragni delle caverne dalle dimensioni di vitelli che prosciugano i dormienti), volpi trasformiste, i Bakeneko (gatti mannari-mammoni a due code), i Gama (rospi vampiri); o ancora i Bakemono, mostri mutaforma per nascita come le Jorogumo (donne ragno), i Tanuki (tassi) e le Kitsune (volpi).

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Mostra Yōkai mb

Il percorso espositivo, suddiviso in undici sezioni, è pensato come un viaggio all’interno dell’immaginario giapponese, e si apre con una sala immersiva che farà rivivere al pubblico l’esperienza della tradizionale prova di coraggio dei samurai del Rituale delle cento candele. I visitatori fanno il loro ingresso in una stanza totalmente buia, illuminata soltanto dalla fioca luce di cento candele che rivela la presenza delle opere. Le candele si spengono poi una ad una accompagnate dalla voce roca di un attore che impersona il fantasma di un vecchio samurai, morto dopo essere impazzito per aver incontrato un vero mostruoso Yōkai nella notte.

Il Rituale delle cento candele ebbe una grande influenza sul mondo dell’editoria. Alla Villa Reale si trovano alcuni preziosi volumi riccamente illustrati che raccolgono le leggende narrate in queste occasioni, oltre a un importante nucleo di xilografie policrome che davano forma ai racconti, realizzate dai più famosi artisti giapponesi del XVIII e XIX secolo.

Ognuno di questi autori era specializzato nel suscitare un diverso sentimento in chi le osservava; è così che Tsukiyoka Yoshitoshi, ultimo grande maestro dell’Ukiyo-e, sapeva rendere l’opera sanguinosa e terrificante, come ne l’Uccisione del vecchio Tanuki da parte di Naoyuki nel palazzo di Fukujima; Kuniyoshi Utagawa era in grado di rendere la scena spaventosa e di forte impatto visivo, come nel trittico La principessa strega Takiyasha e lo scheletro [del padre] da Storia di Utö Yasutaka, in cui l’enorme scheletro incombe su tutto l’impianto compositivo; d’altro canto, Chikanobu Yoshu è noto per la massima tensione psicologica che sapeva infondere nei suoi lavori, Kyosai Kawanabe per l’atmosfera divertente e grottesca, mentre Kunisada, con la sua onnipresente e posata grazia, era invece l’autore ideale per generare empatia verso protagoniste tragiche e romantiche.

La rassegna monzese propone un’intera sezione dedicata alla collezione Bertocchi che, per la prima volta, espone 77 netsuke, statuine in avorio e legno che le donne dell’alta borghesia e della nobiltà chiamavano con orgoglio “i bottoni giapponesi”, già conosciuti a partire dal XVII secolo, che venivano usati come elemento accessorio dei kimono per ancorare oggetti come contenitori, borsellini, tabacchiere e altro. La varietà della raccolta è documentata da una vasta eterogeneità di esemplari: dagli shishi, talismani a forma di leoni canidi che allungavano la vita, agli oni intenti ad aggrapparsi a un elefante, o a un vecchio saggio che cavalca una carpa a molti altri ancora.

L’iniziativa si completa con una sezione prodotta dalla casa editrice Hop!, con le opere di Loputyn, nome d’arte di Jessica Cioffi, l’illustratrice bresciana seguita come una rockstar da una vivace nicchia di hotaku appassionati di manga, che propone sei tavole originali, create per l’occasione che s’ispirano e interpretano altrettante leggende giapponesi. Ogni illustrazione presenterà in chiave contemporanea un racconto e un mostro grazie allo stile che la caratterizza in maniera inequivocabile. Tutte le sei illustrazioni creeranno un piccolo volume realizzato da HOP! e venduto esclusivamente presso la mostra e poi mai più, diventando di fatto un oggetto raro da collezione.

Una serie di eventi collaterali collegati alla mostra animeranno i mesi estivi con conferenze, workshop, concerti e visite guidate. Accompagna la mostra un catalogo d’arte Skira.

INFORMAZIONI

YŌKAI. Le antiche stampe dei mostri giapponesi
Monza, Belvedere della Villa Reale (viale Brianza 1)
30 aprile – 21 agosto 2022

Orari
Venerdì 15,00 – 20,00
Sabato e domenica 10.30 – 20.00

Biglietti
Intero € 10,00 | Ridotto € 8,00 | Gratuito per i bambini sino a 6 anni
Biglietto cumulativo Mostra Yokai + Villa Reale € 15,00
Ridotto Scuole € 5,00

Sito internet MOSTRA YOKAI www.mostrigiapponesi.it
Catalogo mostra: Skira (skira.net)
Catalogo sezione speciale Loputyn: Hop! (stay-hop.com)

 Vertigo Syndrome
Tel. + 39 351 656-0343
info@vertigosyndrome.it |  www.vertigosyndrome.it
FB @vertigosyndrome
IG vertigo_syndrome_

EVENTI COLLATERALI

15 maggio domenica, ore 11.00
I MOSTRI GIAPPONESI VS I MOSTRI OCCIDENTALI
Conferenza gratuita (durata un’ora circa)
Relatori: Paolo Linetti e Paolo De Ceglia
La conferenza ripercorre le tipologie principali dei mostri da quelli più antichi al contemporanei indicando similitudini, caratteristiche e differenze

22 maggio domenica, ore 10.30
VESTIZIONE DEL KIMONO
Introduzione al mondo del kimono e vestizione con maestra giapponese.
Workshop (durata circa 2 ore)
Prezzo € 28,70 (comprensiva del biglietto di ingresso alla mostra)
Partecipanti massimo 40
Si terrà al raggiungimento di minimo 25 partecipanti

28 maggio sabato, ore 11.00
LA CARTA GIAPPONESE
Le peculiarità della carta giapponese e i suoi vari usi ed esposizione di 1400 campioni di carta
Conferenza gratuita (durata un’ora circa)
Relatori: Meiko Yokoyama e Paolo Linetti

28 maggio sabato, ore 15.30
LANTERNA GIAPPONESE
Creazione di una lanterna tradizionale con vari tipi carta giapponese
Workshop (durata circa 3 ore)
Prezzo € 45 euro (senza ingresso alla mostra)
Partecipanti massimo 30
Si terrà al raggiungimento di minimo 10 partecipanti

29 maggio domenica, ore 10.00 e 11.30
PORTA CANDELA
Creazione di un porta candela con vari tipi di carta giapponese, fiori secchi e scrittura
Workshop (durata un’ora circa per ciascuna sessione)
Prezzo € 30 euro (senza ingresso alla mostra)
Partecipanti massimo 30 per ciascuna sessione
Si terrà al raggiungimento di minimo 20 partecipanti

11 giugno sabato, ore 10-13 più 15-18
LOPUTYN
Creazione di un’illustrazione: dallo sketch al colore. Una giornata con Loputyn per capire come nasce un’illustrazione. Dalla fase di elaborazione dell’idea, alla pulitura dello sketch per estrapolare una lineart cercando di mantenere anche nei definitivi la stessa freschezza e morbidezza delle linee tipiche degli sketch. L’aggiunta di colore dovrà quindi essere incentrata su tecniche che valorizzino queste linee, come acquerelli, gouache e su colori che esaltino le trasparenze.
Workshop di illustrazione (durata totale 6 ore circa)
Prezzo € 98,70 (comprensiva del biglietto di ingresso alla mostra)
Partecipanti massimo 12
Si terrà al raggiungimento di minimo 10 partecipanti

12 giugno domenica, ore 15:
I COSPLAYERS
Conferenza sul fenomeno storico del trasformismo e travestitismo nell’arte, folklore e nella letteratura. Fino al fenomeno della nascita alla fine degli anni’70 con il primo cosplayer. Cosa sono, cosa li connota rispetto a un semplice travestimento
Conferenza gratuita (durata un’ora circa)
Relatori: Paolo Linetti e Megumi Akanuma

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