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Siria, l’appello della Onlus monzese “Insieme si può fare”: “Non dimenticate questa guerra”

Il presidente e fondatore, a dieci anni dalla prima missione nel Paese martoriato da un conflitto sanguinoso, ci racconta i tanti progetti in corso. Ed invita a sostenerli con aiuti e donazioni.

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Da almeno cinquanta giorni basta vedere qualsiasi telegiornale o leggere tutti i giornali, anche sul web, per trovare sempre lo stesso argomento in prima pagina: la guerra tra Russia ed Ucraina. Questo conflitto, con le sue tante conseguenze anche in Europa e in Italia, non è però l’unico che in questo momento rende la nostra Terra un posto peggiore e meno umano in cui vivere.

In questo momento ci sono almeno 20 guerre dichiarate che insanguinano, uccidono e creano sofferenza e distruzione a diverse latitudini del mondo. Tra queste quella in Siria, dove da undici anni le forze governative del presidente Bashar al-Assad, appoggiate dallo stesso Putin che attacca gli ucraini, e le milizie armate ribelli si fronteggiano in uno scontro civile che ha fatto centinaia di migliaia di vittime e milioni di profughi e sfollati.

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Lorenzo Locati con una bimba siriana

IL DOVERE DI RICORDARE

Tra tanta disperazione e dolore, però, c’è chi cerca con tutte le proprie forze di portare avanti un bagliore di speranza. Sono passati dieci anni da quando la “Insieme si può fare”, Onlus monzese fondata da Lorenzo Locati, ex professore di Educazione fisica al Liceo artistico Nanni Valentini, ha dato vita ad una prima missione di beneficenza denominata “Pasqua in Siria”.

Era il 2013. Ora, che siamo nel 2022 e il Signore tra poche ore tornerà a risorgere anche quest’anno, i numerosi progetti, soprattutto a favore dell’istruzione dei bambini e per aiutare anche le loro famiglie, che “Insieme si può fare” mette in campo, conservano tutta la loro impellente necessità.

Anzi, forse acquistano un’importanza ancora maggiore di fronte alle tragiche condizioni di vita della popolazione civile e ad una situazione ormai incancrenita, dove i russi mantengono le posizioni e tengono sotto scacco una parte del nord-ovest della Siria non ancora riconquistata dal loro alleato, il presidente Assad. Il contesto geopolitico internazionale sempre più teso, poi, sicuramente non aiuta.

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LA SITUAZIONE

“Il giorno di Pasqua del 2013 eravamo all’interno del territorio siriano nel Campo Sfollati di Bab al-Salam – ricorda Locati – non avremmo mai potuto immaginare di essere ancora impegnati ad aiutare i civili siriani. Una guerra lunghissima, dimenticata, come tante altre, purtroppo, ma che sta distruggendo una nazione e una generazione di siriani”.

“In questo periodo, giustamente, si parla e si agisce concretamente, per aiutare la popolazione dell’Ucraina – continua – noi però non possiamo dimenticare i bambini che frequentano le nostre scuole, le famiglie che, scappate dalla guerra, sopravvivono in condizioni terribili nei campi tendati al confine con la Turchia”.

A preoccupare il fondatore e presidente della “Insieme si può fare” è l’estrema povertà in cui versano migliaia di bambini e famiglie. “L’embargo, voluto, dal mio punto di vista anche giustamente, dalle Nazioni Unite e dall’Occidente nei confronti di Assad, sta arricchendo i signori della guerra, mentre c’è chi muore di fame – spiega – l’inflazione rende difficile a molti reperire i beni alimentari di prima necessità e arrivare alla metà del mese. I prezzi di frutta e verdura sono aumentati di dieci volte rispetto a prima della guerra”.

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I PROGETTI

A difficoltà così grandi la Onlus monzese prova a rispondere concentrando i suoi sforzi sull’istruzione e il sostegno alle donne, nella profonda convinzione che il futuro di un Paese martoriato sia soprattutto nel dare una formazione scolastica a bambini che fino ad ora hanno conosciuto solo la guerra.

Ad aiutare “Insieme si può fare”, che ha messo in piedi una sempre più ampia rete di solidarietà in grado, tra le altre cose, di inviare oltre 40 container di aiuti umanitari, ci sono le tante persone che negli ultimi 10 anni hanno creduto e credono nel fare del bene in modo semplice e diretto.

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“Incredibilmente stiamo riuscendo a tenere aperti in questo periodo tutte le iniziative che abbiamo avviato e ci vedono impegnati in Siria e in Turchia ai confini siriani – afferma Locati – a partire dalla “Insieme si può fare school” a Bab al-Hawa in Siria, dove abbiamo costruito da zero, e manteniamo totalmente per le spese delle bollette, dei docenti e del materiale didattico, una scuola che permette a 250 bambini di studiare in aule dignitose, una delle quali è intitolata alla città di Monza per ringraziare la generosità di chi fa donazioni”.

“C’è poi la Plaster School a Reyhanli, in Turchia, sostenuta dal progetto “Every child is my child”, frequentata da 85 bambini, in maggioranza portatori di handicap, dove in questo periodo di Ramadan stiamo fornendo un pasto al giorno ai piccoli studenti e diamo loro un pacco alimentare a settimana da portare a casa alle loro famiglie – continua – sempre sul fronte istruzione, sosteniamo le spese per i docenti della scuola del campo di Rukban in Siria, ai confini giordani e iracheni”.

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L’attivismo della “Insieme si può fare” si rivolge anche alla formazione professionale degli adulti. In particolare delle donne. Come accade nel Peace and Cooperation Camp, un piccolo campo sfollati in Siria, proprio a 200 metri dal confine con la Turchia, dove ci sono 35 famiglie, che la Onlus monzese ha adottato insieme a ManidiPace e sorge la Tenda della solidarietà, luogo in cui svolgono corsi di sartoria e parrucchiera, una scuola per le donne analfabete e il doposcuola per i bimbi.

IL SAPONE DI ALEPPO

La capitale della Siria negli ultimi anni è diventata sempre di più uno dei centri di maggior interesse anche per la “Insieme si può fare”. Che qui ha una sede, Casa dell’Accoglienza, dove si svolgono corsi di sartoria e da tempo si fornisce un sussidio, con forniture di cibi e famarci salvavita, a 60 famiglie musulmane e cristiane.

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“Più di recente, nell’ambito del progetto “Valter”, è stata anche avviata una collaborazione con alcuni artigiani che tengono a bottega alcuni ragazzi siriani” spiega Locati. Che, poi, per restare ad Aleppo, si affretta a ricordare anche “Casa Speranza, una struttura/riformatorio che ospita 44 bambini non scolarizzati sorpresi a rubare e mendicare a cui forniamo cibo, medicine, vestiti”.

Porta il nome della capitale della Siria anche il sapone più naturale e antico al mondo, realizzato solo con olio d’oliva e di bacche di alloro. Per “Insieme si può fare” il sapone di Aleppo è diventato anche uno dei modi per sostenere i vari progetti nei campi profughi e l’invio di container di aiuti.

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“Chi lo volesse acquistare o regalare, magari per metterlo come sorpresa nell’uovo di Pasqua, può contattarci – è l’appello del presidente e fondatore della Onlus monzese – ci darebbe una grossa mano”.

Il buon cuore, l’aiuto verso chi ha più bisogno, può forse essere più sentito a Pasqua o Natale. Ma i “chili della solidarietà”, a differenza di quelli sulla bilancia, non devono far paura nemmeno in tutto il resto dell’anno.

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