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Monza, “Antonio Ligabue. L’uomo, l’artista”: prorogata la mostra in Villa reale - MBNews
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Monza, “Antonio Ligabue. L’uomo, l’artista”: prorogata la mostra in Villa reale

Novanta opere, tra dipinti, sculture, incisioni e disegni, ripercorrono la vicenda umana e creativa di uno degli autori più geniali e originali del Novecento italiano

Antonio Ligabue mostra villa reale
Mostra: “Antonio Ligabue. L'uomo, l'artista”

Monza. A seguito del grande riscontro di pubblico, la mostra “Antonio Ligabue. L’uomo, l’artista” allestita alle Orangerie della Reggia di Monza è stata prorogata fino all’8 maggio 2022. L’antologica, curata da Sandro Parmiggiani, prodotta e organizzata da ViDi in collaborazione con il Comune di Monza e il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, celebra il genio dell’artista nato a Zurigo nel 1899 e scomparso a Gualtieri (Reggio Emilia) nel 1965.

Novanta opere, tra dipinti, sculture, disegni e incisioni ripercorrono la vicenda umana e creativa di uno degli autori più geniali e originali del Novecento italiano, lungo un arco cronologico che dagli anni venti del secolo scorso giunge fino al 1962, quando una paresi pose di fatto fine alla sua attività.

Antonio Ligabue ha vinto ancora una volta – afferma Fabio Sanvito, amministratore delegato di ViDi. E noi, con lui. Quella di organizzare una mostra, non appena l’emergenza pandemica si era affievolita è stata una sfida che abbiamo accolto con entusiasmo, sia per la qualità delle opere di uno degli artisti più geniali e originali del Novecento italiano, sia per il prestigio del luogo che le avrebbero accolte. E avevamo ragione. Ma tutto non si sarebbe potuto realizzare senza la serietà del progetto del curatore Sandro Parmiggiani e senza i partner che lo hanno sostenuto, in primo luogo il Comune di Monza e il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza”.

Antonio Ligabue mostra villa reale

L’esposizione si snoda attraverso i due poli principali lungo i quali si è sviluppato il suo percorso artistico: gli animali, selvaggi e domestici, e i ritratti di sé, senza dimenticare altri soggetti come le scene di vita agreste o i paesaggi padani, nei quali irrompono, come un flusso di coscienza, le raffigurazioni dei castelli, delle chiese, delle guglie e delle case con le bandiere al vento sui tetti ripidi della natia Svizzera, dov’era nato e dove aveva vissuto fino all’espulsione nel  1919 – la memoria della patria perduta.

L’esposizione costituisce un ulteriore capitolo per riportare il lavoro di Ligabue a una corretta valutazione critica e storica: un’occasione per riaffermare, al di là delle fuorvianti definizioni di naïf o di artista segnato dalla follia, il fascino di questo “espressionista tragico” di valore europeo, che fonde esasperazione visionaria e gusto decorativo.

Una mostra family friendly, con un percorso creato ad hoc per i bambini, un kit didattico in omaggio da ritirare in biglietteria appositamente studiato per la visita dei più piccoli. Un’opera ad “altezza bambino” attenderà i giovani visitatori per un’esperienza immersiva a loro dedicata.

Antonio Ligabue

Antonio Ligabue. Note biografiche

La triste odissea di Antonio Ligabue ha inizio il 18 dicembre 1899 a Zurigo e si conclude il 27 maggio 1965 a Gualtieri, dove era approdato il 9 agosto 1919, espulso dalla Svizzera, dopo un’infanzia e un’adolescenza segnate dall’emarginazione (a soli nove mesi di età fu affidato dalla madre a un’altra famiglia) e dall’insofferenza verso il mondo che lo circondava – a scuola, tuttavia, già si erano rivelati la sua passione e il suo talento per il disegno. A Gualtieri la sua vita resta durissima, soprattutto nei primi anni, in cui, per riuscire a vivere, fa lo scariolante sulle rive del Po. Inizia a dipingere alla fine degli anni venti, apprezzato da rari estimatori, tra i quali Marino Mazzacurati. Nel 1955 tiene la prima mostra personale a Gonzaga, in occasione della Fiera millenaria; nel 1961 un’esposizione a Roma, alla Galleria La Barcaccia, ne segna la consacrazione nazionale (“il caso Ligabue”), dopo un’intensa attività artistica, spesso incompresa e addirittura derisa, che nel tempo susciterà tuttavia l’ammirazione e l’interesse di collezionisti, critici e storici dell’arte. Tra le antologiche più recenti, si ricordano quella, con quasi duecento opere, tenuta nel 2005 a Palazzo Magnani di Reggio Emilia e a Palazzo Bentivoglio di Gualtieri, in occasione del quarantesimo anniversario della sua scomparsa, e la successiva mostra, sempre a Gualtieri, nel 2015, a cinquant’anni dalla morte.

 

ANTONIO LIGABUE. L’UOMO, L’ARTISTA

Monza, Orangerie della Villa Reale (viale Brianza 1)

Prorogata fino all’8 maggio 2022

Biglietti

Intero €12,00; ridotto €10,00 (ragazzi dai 13 anni ai 18 anni, over 65, possessori del biglietto dei Musei Civici di Monza – Casa degli Umiliati); bambini €5€,00 (dai 7 ai 12 anni); gratuito: visitatori disabili muniti di certificazione attestante una invalidità superiore al 74%, 1 accompagnatore visitatore disabile solo in caso di non autosufficienza, giornalisti con tessera in corso di validità, bambini fino ai 6 anni, accompagnatore scolaresche (2 per gruppo), accompagnatore gruppi adulti (1 per gruppo), possessori abbonamenti Musei Lombardia Milano.

Orari:

Lunedì e martedì chiuso

Mercoledì e giovedì 10.00 – 13.00/ 14.00 – 19.00; venerdì, sabato e domenica 10.00 – 20.00

La mostra si svolge nel rispetto delle misure anticontagio da Covid-19.

 

Per informazioni:

mostraligabuemonza@gmail.com;
www.vidicultural.com

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