Il ricordo

Monza, Istituto Olivetti: il bar del personale intitolato alla professoressa Delzanno

L'iniziativa celebra una donna che ha creato, insieme al marito, Giovanni Garofalo, l'indirizzo alberghiero e i corsi serali. Alla cerimonia presenti anche le istituzioni locali. Dal 3 maggio riapre il ristorante didattico.

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Monza. Chi frequenta il bar del personale tutti i giorni, magari anche solo per un caffè, oppure chi si trova a visitare l’Istituto professionale statale per i servizi dell’enogastronomia e commerciali “Adriano Olivetti” di Monza e prende qualcosa da bere, non potrà fare a meno di notare quel nome sulla targa accanto alla porta d’ingresso. Sopra c’è scritto: “Bar del personale – Con gratitudine alla docente “Maria Federica Delzanno”. Poche, semplici, parole per mantenere eternamente viva la memoria di una donna, una professoressa, che, insieme al marito, Giovanni Garofalo, a partire dalla seconda metà degli anni Novanta ha praticamente creato prima l’indirizzo alberghiero e poi i corsi serali dell’Olivetti, un istituto oggi all’avanguardia nella didattica con oltre 1300 studenti.

La Delzanno, a circa un anno e mezzo dalla morte, arrivata nel novembre 2020 dopo una breve, ma devastante, malattia, si è vista assegnare da quella che è stata per tanto tempo la sua scuola un riconoscimento quanto mai sentito.

LA MEMORIA

“Abbiamo pensato fosse giusto intitolare alla nostra cara Maria Federica, una persona che ci ha dato tanto, il bar del personale, un luogo molto frequentato e soprattutto collocato in una posizione visibile – spiega Renata Antonietta Cumino, dirigente dell’Istituto Olivetti – ho tanti ricordi personali di lei. L’ultimo risale a due mesi prima della sua morte, quando a settembre è iniziato l’anno scolastico che l’avrebbe portata alla pensione, mi disse che sentiva di non avere le solite energie. Purtroppo non era un malessere, ma la malattia fatale”.

“Quando stava ancora bene, però, la professoressa Delzanno era un vulcano di idee, una persona irrefrenabile, piena di iniziative – continua Cumino – ora questo bar del personale, che recentemente ha visto l’inaugurazione del nuovo bar didattico, porta il suo nome e siamo fieri di questo”.

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Garofalo, Cumino, Allevi, Maffè

Proprio il nuovo laboratorio, che ha preso il via ufficialmente un mese fa ed è costituito da un mobile bar accessoriato di lavastoviglie, macchina tritaghiaccio, macchina del caffè e tutto l’occorrente per le classi del dipartimento di sala e cucina, sta diventando anche un simbolo di inclusione.

“Ogni settimana a rotazione tre studenti delle classi terze, quarte e quinte dell’indirizzo sala, sotto la supervisione di un assistente tecnico, lo gestiscono e si mettono alla prova con i clienti – afferma la dirigente dell’Olivetti – uno dei tre studenti, di volta in volta scelti per questo compito, è un diversamente abile”.

LA CERIMONIA

All’evento di intitolazione del bar del personale alla compianta professoressa Delzanno c’erano molti suoi colleghi, la famiglia, a partire dal marito e dall’anziana madre, gli studenti, ma anche i rappresentanti delle istituzioni locali e della Questura di Monza: il sindaco di Monza, Dario Allevi, l’assessore comunale all’istruzione, Pier Franco Maffè e la consigliera della provincia di Monza e Brianza con delega all’edilizia scolastica, Martina Cambiaghi.

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“Per me Federica era un’amica, una persona che conoscevo da 30 anni e con la quale c’era un grande feeling – afferma Allevi – aveva caparbietà, capacità di visione per far diventare l’Olivetti quello che è oggi, un sorriso contagioso che ci manca tantissimo. Federica era sempre disponibile a mettere a disposizione i suoi ragazzi per le iniziative del Comune, dai Giovannini d’oro al pranzo di Natale per i senza tetto”.

La testimonianza più toccante, nel corso della cerimonia di intitolazione in cui è stata usata una sciabola di sommelier per il brindisi ed è stato presentato un nuovo cocktail, Martini 54, che richiama l’anno di nascita della docente scomparsa, è stata naturalmente quella del marito della professoressa Delzanno.

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Federica è stata una grande insegnante, ma anche un’ottima moglie e madre, anche per tutti i ragazzi di questa scuola, molti dei quali sono poi diventati imprenditori e ristoratori – ricorda, con commozione, Giovanni Garofalo – quando nel 1996 siamo arrivati qui, l’Olivetti era in decadenza, ma io e Federica, grazie anche all’allora giunta comunale del sindaco Colombo e all’allora presidente della provincia di Milano, Ombretta Colli, abbiamo avviato l’indirizzo alberghiero, di cui Monza era sprovvista”.

“Negli anni è nato poi il corso serale settoriale e, negli ultimi anni, il Cookaround, un’iniziativa che ci permette di conoscere le tradizioni e la cultura della cucina internazionale e mondiale – continua – ora, mentre si parla di creare un Liceo del gusto, mi sto battendo con il Ministero, attraverso la Fondazione che porta il nome di mia moglie, perché si crei una laurea breve in enogastronomia e ospitalità, un pallino che con Federica avevamo da anni, perché gli studenti dell’alberghiero per poter lavorare in Europa devono avere un titolo di studio accademico”.

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Proprio il guardare anche oltre i confini nazionali è uno degli obiettivi dell’istituto Olivetti. Che non solo recentemente, grazie ad un bando Erasmus, ha mandato 100 studenti a fare formazione in Turchia, Spagna e Grecia. Ma si appresta a riaprire ufficialmente il ristorante didattico Olivettando che da alcuni anni ormai consente agli studenti di ideare i menù, scegliere gli ingredienti, preparare i piatti, accogliere clienti esterni e occuparsi del servizio.

“Dal 3 maggio e per le quattro settimane successive Olivettando sarà aperto il martedì e giovedì a pranzo e il mercoledì a cena – annuncia Cumino – il 4 maggio, poi, è prevista una serata Slow Food perché l’Olivetti entra a far parte dei Cuochi dell’Alleanza, un’iniziativa che mette insieme più di mille cuochi in Italia e nel mondo all’insegna del cibo buono, pulito ed espressione del territorio”.

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