Confronto

Monza, primarie nei quartieri: San Biagio-Cazzaniga punta su servizi e rigenerazione

Pilotto e Lamperti, in corsa alle primarie, si sono confrontati in un incontro pubblico. Tante le tematiche affrontate per il rilancio di una zona d'accesso alla città in cui sorgono la Villa Reale, il Parco, l'Università e l'ospedale.

primarie centrosinistra

Monza. L’atmosfera non è certo quella della contesa, ma piuttosto assomiglia ad una chiacchierata tra amici che, seduti vicino ad un tavolo, condividono molte idee e parlano del più e del meno. Paolo Pilotto e Marco Lamperti, candidati alle primarie del centrosinistra, in programma il prossimo 13 marzo per scegliere chi correrà come sindaco alle prossime elezioni comunali, si sono confrontati al Centro civico San Biagio-Cazzaniga.

Nel loro primo incontro pubblico con i cittadini di Monza, a cui ne seguiranno altri nei prossimi giorni, in particolare il 4 marzo alle 21 quello all’Urban Center, Pilotto e Lamperti hanno affrontato diverse tematiche, molte delle quali specifiche del quartiere in cui si trovavano. A partire dal luogo in cui hanno parlato, il Centro civico San Biagio-Cazzaniga.

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LE QUESTIONI

“Come le altre strutture di questo tipo di Monza, a parte il Liberthub, deve essere ripensato per diventare davvero quello per cui è stato concepito – afferma Pilotto, 62 anni, insegnante di religione e vicepreside al Liceo Zucchi, ma con molteplici esperienze, anche amministrative, nella politica locale – adesso può ospitare incontri, ma non è attrezzato per essere davvero un centro di aggregazione con molteplici attività, ad esempio per i bambini”.

Il discorso sul Centro civico si inserisce in una generale carenza di servizi a San Biagio-Cazzaniga, un quartiere che sulla carta avrebbe molte potenzialità da sviluppare. Per la sua posizione, che lo pone come porta di accesso principale a Monza da nord e da ovest, ma anche per la presenza nel suo territorio di forti elementi di attrazione: la Villa Reale e il Parco, l’Università e l’Ospedale San Gerardo.

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Al microfono Paolo Pilotto

“Questo quartiere è bello, ma, soprattutto la sera, tende a spegnersi perché ha pochi servizi e attività socio-culturali – sostiene Lamperti – cambiare questo trend si può fare agendo sulla mobilità e sulla viabilità, ricostruendo il PGT (Piano di Governo del Territorio) e concependo Monza non più con un centro e delle periferie, ma come città di quartieri che hanno ognuno il proprio centro”.

“Questo significa, ad esempio, costruire una piazza a San Biagio-Cazzaniga, che è un luogo di incontro, ma anche un fulcro intorno al quale crescono attività economiche e commerciali” continua il 35enne ingegnere ambientale, consigliere comunale del Partito Democratico dal 2012.

VISIONE PROSPETTICA

Pilotto e Lamperti concordano sull’approccio di fondo alle diverse problematiche in ballo. La capacità, che non avrebbe, secondo loro, l’attuale amministrazione comunale di Monza, guidata dal sindaco Dario Allevi, di avere uno sguardo d’insieme che permetta di pensare in maniera organica e non con interventi slegati tra loro.

ingresso villa reale mb
Al microfono Marco Lamperti

Questa modalità d’azione diventa dirimente nelle scelte urbanistiche. “San Biagio-Cazzaniga è uno dei quartieri di Monza oggetto di rigenerazione urbana – afferma Pilotto, che all’incontro con i cittadini si è presentato con il Libro Bianco 3.0 redatto da Comitati e associazioni sotto braccio – basti pensare che sono su uno stesso asse piazzale Virgilio, l’area ex Scotti, dove ci sarebbe spazio per associazioni e scuole musicali, e la Villa Reale, ma perché si è deciso di fare un Auditorium il più lontano possibile dal nostro monumento simbolo, che non ha un vero luogo per eventi?”.

“Si può fare qualcosa di diverso, sempre restando in questo quartiere, anche per la Sp6, che è stata finalmente inaugurata dopo 20 anni – continua – ci sono ancora 3 lotti che devono essere completati, che passano viale Brianza e puntano su Vedano e Biassono e potrebbero essere legati ad un rovesciamento dell’asse di ingresso all’ospedale”.

Guardare oltre sul fronte delle infrastrutture può significare anche rispolverare le idee di una fermata ferroviaria Monza/Boito oppure il parcheggio interrato davanti all’ospedale San Gerardo. Ma soprattutto riguarda la futura metropolitana che nel progetto approvato, nell’ambito del territorio di San Biagio-Cazzaniga, prevede fermate anche in Villa Reale, Ospedale San Gerardo e polo istituzionale.

“Sono previsti 6 anni di lavori, che facilmente potranno diventare otto – afferma Lamperti – Monza sarà divisa in due ed io credo che sia necessario ragionare per tempo su come fare a gestire dal punto di vista della mobilità, del traffico e dei servizi questa situazione”.

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IL PNRR

L’opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza è un’occasione da non perdere per tutto il capoluogo della Brianza, compreso il quartiere San Biagio-Cazzaniga. Sarà compito soprattutto del prossimo sindaco e della sua Giunta, che emergeranno dopo le elezioni in programma tra fine maggio e metà giugno, cercare di muoversi il più rapidamente possibile per riuscire ad ottenere i fondi ingenti a disposizione.

“Il Pnrr non finanzia strade, ma ci sono diversi bandi a cui l’attuale amministrazione comunale sta dimostrando di non saper partecipare – attacca Lamperti – ci sono, ad esempio, 2,5 miliardi di euro per il recupero di parchi e ville storiche, il cui bando scade tra pochi giorni, e il Comune di Monza non ha ancora aderito pur sapendo che dal nostro Parco, dalle sue ville e cascine può partire il rilancio del tessuto economico e culturale della nostra città”.

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“La nostra città avrebbe potuto ottenere 20 milioni di euro nell’ambito di un bando da 3,4 miliardi di euro per la rigenerazione urbana e anche in questo caso Allevi e la sua Giunta hanno deciso di non partecipare” continua.

La strada verso il futuro è tutta ancora da scoprire e, in alcuni casi, piuttosto lunga. Chi tra Pilotto e Lamperti potrà provare a percorrerla da sindaco di Monza, però, lo sapremo tra pochi giorni. Poi si aprirà il capitolo della campagna elettorale. Insomma, ne vedremo e sentiremo ancora tante.

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