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Ricoveri per Covid in aumento al San Gerardo. Bonfanti: “Sono persone anziane con patologie croniche”

L'ultimo bollettino Covid-19 diffuso oggi, 21 marzo, dal nosocomio cittadino parla di 39 pazienti ricoverati, contro i 33 di settimana scorsa (+6).

Prof Paolo Bonfanti Direttore unità operativa di Malattie Infettive ospedale san gerardo monza
Paolo Bonfanti, il Direttore unità operativa di Malattie Infettive

Torna a salire la curva dei contagi e salgono (di poco) anche i ricoveri in ospedale. L’ultimo bollettino Covid-19 diffuso oggi, 21 marzo, dall’ospedale San Gerardo di Monza parla di 39 pazienti ricoverati, contro i 33 di settimana scorsa (+6). I pazienti con un’età media di 70 anni sono ricoverati 30 in malattie infettive, 1 in terapia intensiva e 8 in altri reparti. Nell’ultima settimana in pronto soccorso sono entrati 1.813 i pazienti, di cui 166 con sintomatologia Covid (10 sono stati ricoverati). Sono due i pazienti morti per infezione da Coronavirus negli ultimi 7 giorni.

“Il numero dei pazienti ricoverati è in leggero aumento e questo riflette la ripresa della curva epidemica a livello locale e nazionale, già evidenziata nella settimana scorsa. -commenta Paolo Bonfanti, il Direttore unità operativa di Malattie Infettive -. I nuovi pazienti ricoverati sono persone anziane, frequentemente affette da patologie croniche (diabete, ipertensione) che favoriscono lo sviluppo di Covid. L’effetto del vaccino su queste persone è attenuato per via dell’età e della immunodeficienza associata alle patologie associate. Da qui l’importanza di completare il ciclo vaccinale con la dose booster per chi non l’avesse ancora fatta o la IV dose per le categorie previste. Bisogna inoltre tenere conto che in questa fase epidemica, anche in Italia, circola la nuova variante Omicron 2 (o BA.2), più contagiosa ed in grado di provocare re-infezioni. La protezione immunitaria offerta dal ciclo vaccinale completo anche verso questa variante è superiore a quella che si ottiene naturalmente se si fosse stati contagiati con una variante precedente, differente da Omicron. Quindi, a maggior ragione, la strada è quella di completare il ciclo vaccinale”.

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