Politica

Pedemontana, eco-ricorso alla Banca Europea degli Investimenti: “Entro 6 mesi la risposta”

Oggi in provincia la riunione dei sindaci: in agenda Pedemontana e l'impatto sui comuni della Brianza.

Generico febbraio 2022

Per avere una risposta al reclamo presentato dalle sigle ambientaliste il 15 novembre alla Bei, Banca Europea degli investimenti, ci vorranno 170 giorni. Sei mesi per capire se l’autorizzazione per il prestito di 550 milioni di euro concesso dall’istituto per completare l’autostrada Pedemontana Lombarda sia o meno “improprio”.

LENTE DI INGRANDIMENTO SUI DOCUMENTI

“La sensazione che abbiamo avuto è che non tutti i dettagli tecnici siano stati presentati o siano stati letti in maniera approfondita.” – esordisce Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente di Meda – Noi non abbiamo fatto altro che presentare documenti prodotti da Pedemontana, ma che la Bei probabilmente non ha ricevuto o non ha avuto modo di vedere. Si tratta di aggiornamenti sull’opera e analisi paesaggistiche e ambientali recenti. Vogliamo sottolineare come nel tempo alcune scelte siano cambiate, portando ad avere un maggior impatto ambientale. Alcune parti di strada che erano in galleria sono passate in trincea, per esempio. Preoccupa il fatto che nella tratta C (quella a nord di Arcore) diverse aree dove è previsto il passaggio della nuova infrastruttura sono diventate addirittura parchi, regionali o sovracomunali, eppure lì sono previsti svincoli che avranno un impatto devastante, di fatto compromettendo il territorio”.

Ma non solo. “Secondo la società Pedemontana con l’autostrada diminuirà l’emissione di Co2, invece secondo noi non è così, in quanto il traffico, essendo Pedemontana con un pedaggio alto, si riverserà sulla strade urbane congestionatole più di quanto lo siano ora. Nel frattempo a ciò si sommerà il traffico autostradale. Queste considerazioni, tra l’altro, sono sostenute da uno studio fatto dalla Provincia di Monza e Brianza redatto dall’ingegner De Bernardi nel 2016. Lo studio in particolare evidenzia che la trasformazione della Milano-Meda in strada a pagamento non porterebbe alcun beneficio al traffico e alla qualità dell’aria”.

LA QUESTIONE DEI TERRENI CONTAMINATI

Per quanto riguarda la tratta B2 gli ambientalisti hanno di nuovo fatto presente alla Bei che l’autostrada Pedemontana passerà su quei terreni contaminati dalla diossina del disastro della Icmesa. “Rileviamo che la manipolazione del suolo contaminato rimette in circolazione la diossina e vi sarà un rischio per i lavoratori e i cittadini”. – afferma Colombo.

Insomma, circa i temi del consumo di suolo, inquinamento e traffico veicolare, le considerazioni fatte da Apl, secondo gli ecologisti, sono datate e non corrispondono ai dati attuali. Per questo motivo a loro giudizio il prestito fatto dalla Bei per un’opera definita dal ministero “green” sarebbe da rivedere.

LOTTA SU DIVERSI FRONTI

“Siamo molto contenti dell’attenzione che la Bei ci ha riservato” – ha affermato Roberto Sala, porta bandiera arcorese della battaglia contro Pedemontana – A differenza delle istituzioni italiane, quelle europee si sono dimostrate più attente. Non sappiamo che cosa possa sortire il nostro reclamo. Non crediamo sia così facile fermare l’opera, anche se ancora ci speriamo. Sicuramente constatiamo oggi un nuovo ritardo nel piano: da una parte il ricorso fatto dalla seconda cordata arrivata in gara fa slittare di qualche mese e poi con questi ricorsi e opposizioni non credo i lavori possano partire prima della primavera del 2023″. Una data politicamente significativa, perchè si andrebbe al voto in regione e chissà che le carte sul tavolo non possano cambiare.

Nel frattempo ricordiamo che il presidente di Onlint, Dario Balotta, sta portando avanti l’iniziativa di una class action degli espropriandi (351 7474978), affinchè si oppongano ad un’azione che a suo giudizio non ha più i termini legali.

Oggi in provincia alle ore 16:00 la riunione dei sindaci: in agenda Pedemontana e l’impatto sui comuni della Brianza.

 

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