Persone da raccontare

Il Covid spegne ancora la musica, la storia di Tommaso: da Jovanotti a maestro di chitarra

Kg Man, il suo nome d'arte, lo ha portato ad esibirsi sul palco in Italia e nel mondo. Con la pandemia, però, tutto si è fermato. E così ora Tommaso Bai insegna a suonare nelle scuole di Monza e della Brianza.

kg man

Si può calcare il palco con alcuni degli artisti italiani più noti. Dalle Vibrazioni a Jovanotti, da Roy Paci a Piotta, fino ad Andy dei Bluvertigo e al deejay Albertino. Si può prendere parte ad un progetto musicale benefico, il supergruppo italiano Rezophonic, che coinvolge, tra gli altri Caparezza, Francesco Renga, Daniele Silvestri e Giuliano Sangiorgi. Si può diventare un nome conosciuto ed apprezzato nell’ambito della musica reggae, della dancehall e delle loro contaminazioni, oltre ad avere migliaia di follower sui social.

Poi, però, basta l’arrivo di una pandemia, il Covid-19, a mettere in pausa la carriera musicale e in stand by sogni, progetti e aspirazioni. A scendere dal palco, su cui canta e suona da più di 20 anni, è Tommaso Bai, 39 anni, in arte Kg Man. Toscano d’origine, ma ormai monzese d’adozione, nella città di Teodolinda vive ormai da sei anni. Praticamente da quando, salvo un primo anno trascorso a Saronno, ha lasciato la sua Maremma perché chiamato dal produttore di Fabri Fibra.

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Tanti progetti, tante collaborazioni e un’intensa attività di turnista al seguito di gruppi e cantanti sia come vocalist che come chitarrista. Negli ultimi due anni, dallo scoppio della pandemia, però, Tommaso, che ha iniziato a studiare musica a 10 anni e a 18 anni ha fondato insieme ad alcuni amici la band “Quartiere Coffee”, deve “accontentarsi” di insegnare chitarra in alcune scuole medie ed elementari a Monza, Desio e Muggiò.

Le soddisfazioni sicuramente non mancano comunque. Anche se naturalmente Tommaso, come ci racconta in quest’intervista, è in attesa di tornare ad essere a tutti gli effetti Kg Man. Prima dell’estate, Covid permettendo, vorrebbe pubblicare dischi, da solista o in gruppo, salire sul palco e girare in tour per l’Italia e all’estero.

L’INTERVISTA

Tommaso, anzi Kg Man, ormai hai alle spalle una carriera ventennale. Quando hai iniziato ad avvicinarti alla musica e quali le tappe più importanti del tuo percorso artistico?

Ho iniziato i miei studi musicali all’età di 10 anni. A 18 anni, data la mia passione per le sonorità reggae, sono stato tra i fondatori della band “Quartiere Coffee”, di cui sono ancora il cantante. Qualche anno dopo, anche per la mia conoscenza del dialetto jamaicano Patwa, inizio a registrare materiale per il mercato estero, soprattutto per produttori francesi, tedeschi e jamaicani.

Intanto aumentano le collaborazioni con i maggiori artisti dancehall mondiali, da Stephen Marley a Sizzla e con la band figuriamo nella line up di importanti manifestazioni estive come l’Heineken Jamming Festival, il Rototom Sunsplash, l’OverJam Festival e il Venice Sunplash. Una decina di anni fa mi unisco al progetto benefico “Rezophonic” e nel 2014 pubblico il mio primo album da solista, “International Business”.

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Le tue esperienze, anche con artisti molto noti della scena musicale italiana, sono davvero numerose. Tra quelle più recenti quali sono le più significative?

Le mie esperienze sia come cantante che come chitarrista si sono ramificate in tante direzioni. Ho calcato i palchi un po’ con tutti: Le Vibrazioni, Roy Paci, Piotta, Andy dei Bluvertigo, Rezophonic, Quartiere Coffee. Ma le due grandi opportunità le ho avute con il Jova beach party e con la possibilità di collaborare con il Deejay Time di Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso. Sono autore e interprete di un loro singolo e di due single sia per Radio Deejay che per M2o.

Tommaso, il tuo soprannome è piuttosto curioso. Da dove nasce Kg Man?

Ho sempre avuto un debole per la musica reggae, quella contaminata da altri generi. Come diceva il grande Bob Marley “Roots Rock Reggae”. Da ragazzino cercando di trovare il nome d’arte, mi ero orientato su King Man. Mi è sembrato, però, troppo autoreferenziale e, così, ho optato per abbreviare King in Kg. Da allora nella scena musicale sono Kg Man.

Veniamo alle note dolenti. Il mondo dello spettacolo è ancora uno dei settori più colpiti dal Covid, nonostante ormai si cominci decisamente a parlare di un ritorno alla normalità. Quanto la pandemia sta ancora pesando sulla tua carriera musicale?

Il Covid da quando sono in carriera è stato il più grande colpo mai preso fino ad ora dal mio settore. La musica Live è sinonimo di aggregazione, di contatto, di gioia. Tutto il contrario della situazione che stiamo vivendo da due anni a questa parte. Credo che se quest’ultima non cambierà repentinamente, tutto l’indotto si ritroverà veramente in guai seri.

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Da quando ti sei trasferito dalla Maremma in Brianza, circa sei anni fa, hai avviato anche l’attività di insegnante di chitarra nelle scuole, che ora hai intensificato. Dove stai lavorando?

Attualmente sono impegnato tutta la settimana. A Monza insegno chitarra nella scuola elementare “Puecher” e nella media “Zucchi”, che fanno parte dell’Istituto comprensivo “Anna Frank”. Inoltre insegno anche nelle scuole di Desio e Muggiò e per la scuola di musica Nerolidio di Como.

Anche se non si tratta di esibirsi davanti a migliaia di persone, come ti è capitato spesso in carriera, quali sono le soddisfazioni più grandi nell’insegnare a suonare a bambini e ragazzi?

I miei allievi vanno a cercare i miei video su Youtube e mi chiedono di rifare dal vivo con la chitarra le canzoni che ho scritto. Tanti di loro, a volte anche i loro genitori, conoscono la mia carriera. Un episodio che mi piace ricordare è che quando Andy dei Bluvertigo ha fatto la serata dedicata a David Bowie al Teatro Manzoni di Monza, io mi sono esibito in un freestyle sul palco e tra il pubblico c’erano tanti miei allievi con i genitori a vedermi.

Nella speranza che presto si possa tornare a godere come un tempo un concerto dal vivo, quali sono i tuoi progetti musicali?

Sembra scontato, ma il primo è quello di tornare a suonare. Sto inoltre scrivendo un mio disco in italiano e uno per la mia band. Le case discografiche sono pronte ad appoggiarmi. Speriamo che prima dell’estate si possa tornare a parlare di musica.

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