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Monza, "Ospedali aperti ai parenti": Damasco protesta davanti al San Gerardo - MBNews
La protesta

Monza, “Ospedali aperti ai parenti”: Damasco protesta davanti al San Gerardo

Riaprire subito ai parenti dei pazienti ricoverati le visite in Ospedale. Clamorosa protesta di Mirko Damasco, presidente della Onluns "Salvagente", davanti al San Gerardo di Monza.

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Il presidente di Salvagente, Mirko Damasco, davanti al San Gerardo

Riaprire subito ai parenti dei pazienti ricoverati le visite in Ospedale. Clamorosa protesta di Mirko Damasco, presidente della Onluns “Salvagente”, davanti al San Gerardo di Monza.

“Mi dispiace, sono impopolare, diretto e poco diplomatico, ma ne sono  convinto per quello che conosco, dopo una decina d’anni che mi occupo del tema visite parenti in ospedale. Certamente in una prima fase, gli ospedali dovevano proteggersi e proteggere escludendo le visite dei parenti. Adesso no. Adesso è una scelta. Adesso hanno avuto tutto il tempo di organizzarsi. Adesso, molti reparti, “usano” questa situazione per tenere lontano, quella che nella mentalità comune è solo una fonte di disturbo: il parente” commenta Damasco.

NUOVA PROTESTA DOPO LO SCIOPERO DELLA FAME

Il presidente di Salvagente, che già lo scorso anno aveva messo in atto uno sciopero della fame per la stessa situazione, riferisce di ricevere lettere dai contenuti “incredibili”.

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Persone novantenni sottoposte ad interventi senza che i parenti possano esserci nel pre e nel post; persone che non si vedono da due settimane e sono in terapia intensiva. Solo chi ha provato un’atrocità del genere può capire. Solo chi ci pensa davvero può capire. La stessa cosa vale per le Rsa e per le coppie in attesa di un figlio. Padri che non possono assistere alle visite della compagna, che non possono seguire tutto il percorso del parto. Non c’è alcuna motivazione, alcuna, per cui con regole ferree e regolamentazione i parenti non possano entrare. Alcuna. I degenti, umananmente, non hanno bisogno di medici ed infermieri, hanno bisogno delle persone che amano. E chi lavora in ospedale, ed ha un cuore enorme, dovrebbe fermare la palla che scorre sul piano inclinato. Dovrebbero fermarla, riflettere e far cambiare le cose. Come hanno fatto in Toscana. Avere un parente accanto è un diritto, non un favore. Non potremo, noi, cambiare lo stato delle cose, ma oggi inizieremo a sollevare questo problema”.

LA PETIZIONE: I PARENTI SONO UN DISTURBO

Mirko Damasco oggi si è così piazzato davanti al nosocomio monzese, con tanto di cartello, per sensibilizzare sul tema e invitare tutti a firmare la petizione da lui stesso lanciata sul web.

“È compito di tutti firmarla, perché avere un parente in quello stato è una possibilità che tocca a tutti”.

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