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Fai Monza, Elena Colombo è presidente per la terza volta: “Siamo un gruppo in crescita”

Da qui al 2024, scadenza della sua carica, la rinnovata guida del Comitato locale del Fondo per l'ambiente italiano, come ci racconta in quest'intervista, ha in mente molti progetti e idee. Per valorizzare i beni culturali, ma anche i volontari.

Elena Colombo Fai Monza
Elena Colombo

Continuità, ma anche tante idee, progetti ed iniziative da sviluppare. Il tutto con una mission fondamentale: valorizzare sempre di più il gruppo di volontari della Delegazione Fai (Fondo per l’ambiente italiano) di Monza che, nelle loro diversità personali e anagrafiche e nel rispetto delle reciproche capacità e competenze, condividono il desiderio di impegnarsi a favore della comunità di appartenenza e in particolare per il patrimonio culturale. Con l’obiettivo chiaro di farlo conoscere ai cittadini.

C’è questo, ma anche molto di più, alla base del terzo mandato di Elena Colombo alla presidenza della Delegazione territoriale Fai. Eletta per la prima volta nel 2015, la Colombo resterà alla guida della sezione di Monza della fondazione nata nel 1975 fino alla fine del 2024.

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Gli anni trascorsi, il presente, ma soprattutto il futuro della Delegazione Fai di Monza sono al centro di quest’intervista in cui la presidente parla ad MBNews dei volontari, ma anche dei numerosi obiettivi e delle rinnovate collaborazioni con realtà associative ed istituzionali di Monza e della Brianza. E ci racconta qualche anticipazione sulle prossime Giornate Fai di Primavera.

L’INTERVISTA

Prima di tutto, Elena Colombo, complimenti per la sua rielezione. Quali sono le sue prime sensazioni?

Sono molto contenta, guidare il Fai Monza è una bella sfida e un bel compito. Siamo diventati davvero una squadra compatta che dai 40 del 2015 oggi conta 140 volontari attivi e 90 volontari del Gruppo Fai Giovani Monza.

Sono tante le persone che si propongono di darci una mano e di lavorare con noi in uno dei tanti campi di cui ci occupiamo. Dalla ricerca e lo studio dei beni culturali, ambientali, paesaggistici e artistici alle campagne fotografiche e social, dai compiti di segreteria alla logistica, fino alla rendicontazione. Non ci ha fermato nemmeno la pandemia che, anzi, ci ha dato la spinta per dare un valore ulteriore di unità e speranza alla passione che ci accomuna.

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Come è cambiato il Fai Monza che proprio nel 2022 compie 15 anni di attività?

La nostra organizzazione locale, che quando è nata nel 2007 si occupava soprattutto di organizzare gli eventi nazionali sul territorio di Monza e Brianza, in questi anni è cresciuta. Sono aumentati, ad esempio, i beni che curiamo, promuoviamo e tuteliamo.

In base a quanto indicato dal Fai all’interno del piano strategico anche noi abbiamo ridefinito la nostra struttura organizzativa al fine di andare sempre di più incontro al pubblico interessato alle nostre iniziative. Il capitale umano, accanto alla cultura, resta, comunque, la cosa più importante. Da soli non si fa nulla e tutti, attraverso le proprie capacità e competenze, condividono la missione del Fai.

Se pensa ai suoi due mandati da presidente del Fai Monza che ha già terminato, cosa la rende più fiera?

Abbiamo registrato un aumento di visitatori provenienti anche da fuori città (Milano, Como, Varese) sia negli eventi nazionali che locali. Abbiamo poi realizzato anche aperture di beni piuttosto insolite. Non soltanto palazzi, chiese e giardini dal grande valore artistico, storico e monumentale. Ma anche luoghi con storie interessanti da raccontare. È avvenuto con l’apertura delle sedi dei Vigili del Fuoco e con la Croce Rossa Italiana. In quest’ultimo caso c’è stato il valore aggiunto di mettere al centro persone che sono volontarie come noi, ma in maniera diversa, con le quali, tra l’altro, collaboriamo per garantire la sicurezza delle nostre aperture, soprattutto per il controllo del green pass e della temperatura in quest’epoca segnata dal Covid.

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Mi piace anche ricordare la valorizzazione della Quadreria dei benefattori dell’Ospedale San Gerardo di Monza. La Delegazione FAI di Monza, in collaborazione con la Asst Monza, nel 2020 e 2021 ha avviato un progetto con la Compagnia teatrale “Potrebbe Essere la Batteria” per raccontare, in maniera coinvolgente, la storia dell’ospedale e una parte della Collezione di dipinti, far conoscere il patrimonio culturale dell’ospedale cittadino e ripercorrerne la storia attraverso i ritratti dei benefattori.

Il 2022 è appena iniziato. Quali sono gli obiettivi principali della vostra Delegazione?

Prima di tutto vogliamo riaprire fisicamente lo Sportello presso la nostra sede di via San Gerardo che è chiusa da quando è scoppiata la pandemia. Deve tornare ad essere il primo punto di incontro con i nostri volontari.

Alla loro formazione, nell’ottica di fornire esperienze gratificanti, di crescita personale e di senso del gruppo, abbiamo intenzione di dedicare molta attenzione sia attraverso una piattaforma del Fai nazionale sia attraverso le nostre proposte. In particolare ci concentreremo sui beni oggetto di apertura e, nelle prossime settimane, sui fondamentali delle tecniche di comunicazione positiva, che sono utili a tutti i ruoli e sull’archivistica per consentire di effettuare ricerche.

Inoltre, a cura del Gruppo Fai Giovani Monza, vogliamo riprendere l’iniziativa “FAI conoscenza in libreria: raccontiamo il FAI e la sua missione” in collaborazione con “Libri e Libri” che ha l’obiettivo di andare dalle persone a spiegare chi siamo e cosa facciamo.

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Il rapporto con il territorio è sicuramente uno degli elementi più importanti del vostro operato. Cosa si sta muovendo su questo fronte?

Teniamo molto al rapporto con le scuole con le quali sviluppiamo il progetto degli “Apprendisti Ciceroni”. Non a caso abbiamo due delegate che si occupano proprio di questo. Inoltre stiamo puntando a valorizzare sempre di più le sinergie con soggetti che operano sul territorio di Monza e degli altri 28 Comuni della Brianza compresi nell’ambito della nostra Delegazione.

In questo senso mi piace ricordare la collaborazione con il Consorzio della Villa Reale e del Parco di Monza con il quale abbiamo organizzato percorsi alla scoperta degli alberi monumentali e sulla collezione degli agrumi storici, varietà dell’Ottocento riscoperte dal vivaista Chiaravalli. Inoltre vogliamo sviluppare un settore viaggi, in collaborazione con un’agenzia e con altre Delegazioni del Fai, per andare a visitare mete o luoghi meno conosciuti. L’intenzione è partire con escursioni di una giornata per arrivare a viaggi di una settimana.

Siamo ancora in pieno inverno, ma le Giornate Fai di Primavera non sono poi così lontane. Qualche anticipazione sulle aperture a Monza e in Brianza?

Posso dire che saranno sei i beni che andremo a raccontare: due chiese, un teatro, un museo e due ville. Per il momento su questo non posso dire di più, ma aggiungo che a breve, in occasione della nuova edizione della campagna nazionale del Fai, “I Luoghi del cuore”, cercheremo di far raccogliere più voti possibile a Villa Mirabellino. La fondazione, infatti, mette in palio delle risorse che potrebbero servire per il recupero di questo bene immerso nel Parco di Monza.

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