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Natale in Siria, i progetti per i profughi della Onlus monzese “Insieme si può fare” - MBNews
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Natale in Siria, i progetti per i profughi della Onlus monzese “Insieme si può fare”

Il fondatore dell'organizzazione, Lorenzo Locati, ci racconta la sua visita nei territori martoriati dalla guerra civile e in particolare ai bimbi della Plaster School. Si può contribuire anche acquistando i saponi di Aleppo.

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Che ci crediate o meno alla frase che “a Natale siamo tutti più buoni”, non si può negare che in occasione della festività più sentita dell’anno si respiri un’atmosfera generale di maggiore allegria e disponibilità verso il prossimo. Perfino se quest’ultimo, nonostante il Covid ancora ci limiti negli spostamenti e nei contatti interpersonali, si trova a centinaia di chilometri di distanza da noi, al confine tra Siria e Turchia.

Proprio lì, dal 2013 “Insieme si può fare”, la onlus nata a Monza per una prima missione di beneficenza denominata “Pasqua in Siria”, aiuta in svariati modi una popolazione martoriata ed impoverita da oltre dieci anni di sanguinosa guerra civile.

E anche in vista dell’ormai prossimo Natale, il fondatore di “Insieme si può fare”, Lorenzo Locati, ex professore di Educazione fisica al Liceo artistico Nanni Valentini di Monza, nei giorni scorsi è andato di persona, insieme con la vicepresidente Noura Warrak, in quei territori a controllare l’evolversi delle molteplici attività e progetti di beneficenza in corso. Tra questi il Sacchetto della felicità, uno strumento semplice per fare del bene a chi da anni, bambini in primis, subisce, incolpevolmente, gli effetti della guerra civile in Siria.

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I SAPONI DI ALEPPO

“Con una donazione di 25 euro (qui il codice Iban) si ricevono 5 panetti di sapone di Aleppo al 25% di olii essenziali, un prodotto tradizionale siriano e, soprattutto, si ha la consapevolezza di dare a noi la possibilità di acquistare un pacco di viveri essenziali ogni mese per 60 famiglie musulmane e cristiane – spiega Locati – si può anche scegliere di acquistare un sapone singolo a 5 euro”.

Ad Aleppo, una delle città più antiche del mondo e seconda per popolazione, dopo la capitale Damasco, della Siria, sono tanti i progetti curati sul posto da Noura Warrak, vicepresidente della onlus “Insieme si può fare”. “In questa città abbiamo una sede che abbiamo chiamato Casa dell’Accoglienza, dove si svolgono corsi di sartoria, di avviamento al lavoro di parrucchiere per ragazzi e ragazze siriane e a breve anche un corso professionalizzante per carrozzieri” afferma Locati.

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“Inoltre ad Aleppo paghiamo in toto le spese, dal cibo alle medicine alle lezioni scolastiche, di Casa Speranza, una struttura/riformatorio che ospita 42 bambini e bambine non scolarizzati e sorpresi a rubare e mendicare – continua – la Lega delle Donne, un’associazione di Aleppo, composta da vedove di guerra e da donne vittime di abusi che lottano per l’uguaglianza di genere, ha deciso di collaborare con noi, ha organizzato una Giornata di festa in cui le donne si sono trasformate in cuoche per un bellissimo pranzo ed hanno regalato caldi berretti di lana a ciascuno dei 42 bambini di Casa Speranza”.

LA PLASTER SCHOOL

Il cuore della recentissima visita del fondatore della onlus “Insieme si può fare” e del suo staff ai confini tra Turchia e Siria è stato il campo profughi di Reyhanli, città di frontiera dove dal 2017 l’organizzazione benefica monzese gestisce la Plaster School, un’iniziativa concepita per togliere dalla strada i bambini colpiti dalla guerra, che è sostenuta dal progetto “Every child is my child”, che vede coinvolti oltre 200 artisti tra i quali l’attrice Anna Foglietta.

“La Plaster School, dove potenzieremo l’insegnamento della lingua turca, anche per gli adulti, è veramente una splendida realtà perché accoglie 80 bambini siriani dai 6 ai 13 anni, di cui una buona parte portatori di handicap, che non potendo frequentare costosi istituti privati, non hanno un’altra occasione per prepararsi ad accedere alle scuole pubbliche turche – spiega Locati – ogni mese regaliamo anche cibo e materiale scolastico alle famiglie di questi bambini”.

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I giorni di presenza del fondatore di “Insieme si può fare” nel campo profughi di Reyhanli, dove la popolazione negli ultimi anni è salita a 240mila abitanti di cui 140mila profughi siriani, sono stati intensi di appuntamenti ed eventi.

Dalla consegna dei diplomi del corso di fotografia ai pacchi pieni di abiti e aiuti umanitari, preparati dall’associazione ManidiPace OdV e destinati alle famiglie bisognose. Fino ad un giro sul moto furgone elettrico donato a Kaleb, un giovane siriano a cui la Onlus monzese aveva recentemente pagato l’intervento di trapianto di cornea

“Alla Plaster School abbiamo vissuto momenti davvero emozionanti anche con la diretta Instagram organizzata da Anna Foglietta e Andrea Bosca in rappresentanza di Every Child Is My Child Onlus e con lo spettacolo messo in scena dai bambini che, in una settimana, hanno anche imparato a cantare in italiano “Io Vagabondo” dei Nomadi, una scelta simbolica per stigmatizzare la loro situazione di persone forzate a scappare dalla guerra” afferma il fondatore di “Insieme si può fare”.

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I CONTAINER

Ai profughi siriani mancano le cose essenziali. Il cibo è sicuramente tra queste. Ecco perché acquista un valore speciale la distribuzione dei biscotti donati da Galbusera ed arrivati ai confini tra Turchia e Siria con il 47esimo container inviato dall’Italia dalla Onlus monzese con il contributo di ManidiPace OdV, che ne ha pagato metà delle spese di viaggio.

“Si tratta di 60 quintali di biscotti che dimostrano la straordinaria generosità di Galbusera – afferma Locati – per dare un’idea, se 100 grammi è la colazione di un bambino, Galbusera l’ha pagata a 60mila bambini. La distribuzione di questi biscotti, due confezioni a bambino, è partita con i circa 250 studenti della Insieme si può fare school che abbiamo costruito nel campo sfollati di Bab al-Hawa, ma si allargherà a moltissime altre scuole del territorio, anche lontane decine di chilometri”.

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La diffusione a macchia d’olio della solidarietà e della beneficenza per “Insieme si può fare” continua anche nel Peace and Cooperation Camp, un piccolo campo sfollati in Siria, proprio a 200 metri dal confine con la Turchia, dove ci sono 35 famiglie e 140 persone. Qui è stata creata la Tenda della solidarietà, donata dall’azienda Bizerba, che è un luogo per la scuola e per il gioco, ma soprattutto per l’aggregazione delle famiglie di profughi. Un valore da scoprire e riscoprire. Non solo a Natale.

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