La ripresa

Top 500+, Assolombarda: “Nel 2021 le imprese di Monza e Brianza tornano ai livelli del 2019”

L'economia del nostri territorio cresce del 7% nel 2021. A tirare le fila dell'esportazione la farmaceutica e il legno-arredo. La digitalizzazione e la transizione ecologica le sfide per il 2022.


Più che Lucio Dalla all’Autodromo di Monza, in attesa dell’inizio dell’edizione 2021 di “Top500+ Monza Brianza”, evento promosso da Assolombarda in collaborazione con PwC e Banco BPM, forse avrebbero dovuto far ascoltare “Rewind” di Vasco Rossi. Perché il dato più rilevante che emerge nel corso dell’appuntamento tornato in presenza dopo la diretta streaming dell’anno scorso, è che le imprese di Monza e la Brianza, dopo il calo del PIL del 6,8% nel 2020, stanno vivendo, non senza qualche ombra, una sorta di riavvolgimento del nastro dell’economia fino al 2019.

Il 2021, secondo il Centro Studi di Assolombarda, vedrà nel nostro territorio un rimbalzo in termini di PIL pari al 7% con un sostanziale ritorno ai livelli pre-Covid. Un risultato che porta la provincia di Monza e Brianza ad essere da traino della ripresa in Lombardia che, in base allo scenario di Prometeia, al termine di quest’anno sarà sotto del 3,4% e solo nel 2022 completerà il proprio recupero rispetto alle perdite causate dalla pandemia.

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Valeria Negri

Durante la presentazione della survey di Assolombarda, condotta su un panel di 212 imprese di Monza e Brianza, è emerso che il 79% di queste prevede di tornare nel 2021 ai livelli di vendite precedenti al Covid. E il 33% dichiara addirittura di essere già sopra. Il 2022, dunque, si annuncia come un anno in cui il trend positivo troverà conferme.

“La risalita delle esportazioni a Monza e in Brianza è sorprendente – afferma Valeria Negri, Direttrice del Centro Studi di Assolombarda – tra gennaio e settembre 2021 sono aumentate dell’8,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre l’export lombardo è rimbalzato del 4,8%”.

“La spinta dall’estero riguarda quasi tutti i settori, ma la farmaceutica (34,9%), metalli (11,5%), legno-arredo (11,1%), anima di questo territorio e chimica (10,7%) spiccano sugli altri – continua – ancora qualche difficoltà rispetto al periodo pre Covid, invece, per la meccanica (-0,8%) e l’automotive (-4,5%)”.

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LA CLASSIFICA

A guidare le fila della crescita di Monza e della Brianza sono le 800 migliori aziende della provincia che rientrano nella classifica 2021 del “Top 500+” con ricavi riferiti al 2020 da un minimo di 8 milioni a un massimo di 4,5 miliardi di euro e un fatturato complessivo di 51 miliardi euro.

Ai primi sei posti della graduatoria di queste aziende, che per l’84% del totale sono in utile, ci sono realtà imprenditoriali con un fatturato superiore al miliardo di euro. Nell’ordine Esprinet S.p.A. (Vimercate), Mediamarket S.p.A (Verano Brianza), BASF Italia S.p.A. (Cesano Maderno), STMicroelectronics S.r.l. (Agrate Brianza), Candy S.p.A (Monza) e Decathlon Italia S.r.l. (Lissone).

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Dario Allevi

A completare la top ten SOL S.p.A. (Monza) che sfiora il miliardo di fatturato, Prenatal Retail Group S.p.A. (Cogliate), Roche S.p.A. (Monza) e Gruppo Sapio S.p.A. (Monza). Rispetto all’edizione 2020 di “TOP 500+”, BASF Italia e STMicroelectronics invertono le posizioni. E nei primi 10 posti entrano Prenatal e Gruppo Sapio, mentre escono Gruppo Fontana (Veduggio con Colzano) e Vender S.p.A. (Brugherio).

Il comune di Monza, secondo il Centro Studi di Assolombarda, conferma la parte da leone nell’economia del nostro territorio con 10,8 miliardi di euro di fatturato complessivo e 138 aziende sulle 800 della classifica. Seguono, sul podio, Vimercate (9,4 miliardi di euro e 74 aziende) e Agrate Brianza (4,1 miliardi e 48 aziende).

UN TREND POSITIVO

Le qualità di resilienza e reazione del tessuto imprenditoriale del nostro territorio trovano d’accordo tutti i relatori dell’evento organizzato in Autodromo. Dal sindaco di Monza, Dario Allevi al Presidente della Provincia di Monza e Brianza, Luca Santambrogio, dal Presidente di Assolombarda Alessandro Spada a Giovanni Caimi, che guida la sede di Monza e Brianza dell’associazione imprenditoriale. Fino a Fabrizio Sala, Assessore lombardo per l’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione, Stefano Bravo, partner di PwC Italia, Luca Manzoni, Responsabile Corporate di Banco BPM e Gilberto Pichetto Fratin, vice ministro dello Sviluppo economico.

“Il brand Monza e Brianza in Italia e all’estero non si smentisce nemmeno in epoca di pandemia – afferma Allevi – anche la recentissima indagine del Sole 24Ore sulla qualità della vita, che ci vede al 14esimo posto con ben 43 posizioni recuperate, sottolinea aspetti distintivi del nostro tessuto produttivo come l’e-commerce e il livello della retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti”.

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“I dati che emergono dall’analisi “Top 500+” dimostrano la reattività delle nostre imprese che, nonostante la pandemia, hanno saputo mantenersi competitive sui mercati internazionali – spiega Caimi – digitalizzazione e innovazione sono le strade intraprese dalle aziende del territorio per uno sviluppo sostenibile e sono le leve strategiche per cogliere le opportunità offerte dal PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza)”.

I RISCHI

Se le rose e i fiori sono tanti nell’economia di Monza e della Brianza, dall’indagine condotta dal Centro Studi di Assolombarda emergono anche alcune spine. Che, in gran parte, sono conseguenza di fattori internazionali. Dai rincari delle materie prime ai ritardi sulla logistica fino ai prezzi dell’energia.

Non a caso la stragrande maggioranza delle imprese del territorio ritiene che, nell’orizzonte al 2022, i rischi più impattanti sono concentrati in strozzature all’offerta: quasi l’80% è preoccupato per i rincari estremamente elevati e le difficoltà di reperimento di alcune materie prime e semilavorati. Un quinto delle aziende teme la più recente fiammata dei prezzi dell’energia e il 30% i rilevanti colli di bottiglia nella logistica delle merci.

A tutto questo si aggiungono, in misura minore, la recrudescenza della pandemia e le misure restrittive che ne conseguirebbero, le incertezze legate alla flessione della domanda e l’inasprimento della concorrenza.

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LE OPPORTUNITA’

Elementi strategici su cui investire, per il panel di 212 imprese che ha partecipato alla survey di Assolombarda, sono il capitale umano e l’organizzazione del lavoro insieme all’innovazione, digitalizzazione e alla sostenibilità.

Avvicinare concretamente le imprese di Monza e Brianza alla sostenibilità è un percorso non semplice. “La comunicazione e la governance delle tematiche legate a questo tema, sempre più rilevante alla luce delle nuove politiche nazionali ed europee, non sempre sono strutturate e articolate secondo le migliori prassi – afferma Francesco Ferrara, Partner Pwc Italia – basti pensare che solo il 12,3% delle imprese del territorio, secondo la nostra indagine, produce qualche forma di reporting di sostenibilità”.

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“Se da un lato la scarsità delle materie prime e l’inflazione sono tematiche che l’Italia, sfruttando anche la sua ritrovata immagine, deve porre a livello europeo, bisogna capire che la sostenibilità oggi è un business – sostiene Sala – noi, come Regione, considerando anche che il 65% dei bambini che oggi frequentano la primaria faranno un lavoro che attualmente non esiste, investiremo 1,5 miliardi di euro in ricerca e trasferimento tecnologico”.

La formazione scolastica, soprattutto post diploma, è un vulnus italiano dal colmare. “C’è un problema drammatico sulle professionalità che mancano nelle aziende – spiega Caimi – non abbiamo sufficienti ingegneri, tecnici, manutentori ed ecco perché, in un mondo che va velocissimo, come Assolombarda, stiamo puntando sugli Its (Istituti tecnici superiori), che forniscono alta specializzazione tecnologica in direzione delle esigenze delle aziende, ma in Italia attualmente hanno solo 10mila studenti”.

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Stefano Bravo

LA SFIDA PNRR

Le ingenti risorse economiche, circa 209 miliardi, che sono state assegnate all’Italia si scontrano con l’atavica incapacità del nostro Paese ad avere un’adeguata capacità di spesa e ad attuare le riforme che possano realmente consentire ai progetti e ai bandi di essere messi in opera nei tempi stabiliti.

“Temiamo criticità nella messa a terra di questi fondi soprattutto nei piccoli Comuni – afferma il Presidente di Assolombarda – i Piani legati al PNRR devono essere presentati entro giugno 2022 e il rischio è di arrivare alla fine del 2026 con una gran quantità di soldi ancora sospesi”.

Se ciò accadesse sarebbe una grande opportunità persa. Compreso il fronte della digitalizzazione, che vede l’Italia partire in ritardo. Anche se Monza e la Brianza danno segnali positivi in tal senso. “In un territorio dove c’è tanto fermento e molti sono alla ricerca di opportunità di investimento, la digitalizzazione sta diventando un fattore discriminante” spiega Stefano Bravo, Partner PwC Italia.

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Alessandro Spada

“Gli imprenditori di questo territorio stanno seguendo un percorso per aumentare la propria competitività anche attraverso investimenti sui talenti e sul loro upskilling digitale – continua – tutto questo, insieme alle opportunità del PNRR consentirà un’evoluzione a maggior valore aggiunto del modello di business aziendale del territorio nel medio periodo”.

Altro tema legato al Piano Nazionale Ripresa e Resilienza è la transizione ecologica. Che è un’esigenza da affrontare nel modo più utile e nei tempi giusti. “L’annuncio del Governo dello stop alle auto a combustione nel 2035 non è quello che ci aspettavamo, anche perché tutta la parte elettrica si sviluppa ormai in Cina, che in questo modo rischia di essere favorita – afferma Spada – è fondamentale affrontare la transizione in maniera graduale per non mettere in difficoltà intere filiere produttive”.

Anche Caimi e Manzoni si mostrano d’accordo su questa visione. Soprattutto nell’ottica di evitare che la transizione ecologica diventi un danno per le Pmi, anche brianzole e possa portare alla fine di alcuni distretti storici del nostro territorio.

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Gilberto Fratin

LA LEGGE DI BILANCIO

L’edizione 2021 di “Top500+ Monza Brianza” non poteva non soffermarsi anche sulla manovra finanziaria, tema molto caldo in questi giorni. L’insoddisfazione di Assolombarda, come dell’associazione imprenditoriale a livello nazionale, si sofferma sulle decisioni riguardanti la riduzione del cuneo fiscale e dell’Irpef.

“Sul primo punto avevamo chiesto investimenti per 13 miliardi di euro e non 8 come invece stabilito – afferma Spada – i 5 miliardi mancanti sarebbero arrivati da un taglio sul reddito di cittadinanza nella parte riguardante le politiche attive”. “Per l’Irpef, invece, la diminuzione è a pioggia e probabilmente permette ai partiti di soddisfare qualsiasi elettorato – continua – sarebbe stato meglio dare più soldi in tasca ai lavoratori perché questo avrebbe avuto ricadute sui consumi molto più forti”.

La replica del vice ministro dello Sviluppo economico, Fratin, intervenuto all’evento di Assolombarda in collegamento da Palazzo Madama, è decisa. “Gli 8 miliardi sul cuneo fiscale sono un piccolo, primo, passo sulla strada di una più completa riforma fiscale” sostiene. E, poi, l’augurio che il caro bollette non sia strutturale e, dopo i mesi invernali, diventi un peso più leggero per famiglie ed imprese.

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