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Monza, shock al laghetto della Villa: trovata oca decapitata. Zizza: “il vero problema è l’abbandono”

Monza, shock al laghetto della Villa: trovata oca decapitata. Zizza: “il vero problema è l’abbandono”

8 Ottobre 2021

Una macabra scoperta qualche giorno fa al laghetto dei Giardini Reali della Villa: alcuni cittadini, passeggiando lungo il vialetto, si sono imbattuti in un’oca decapitata. Non certo una bella visione.

“ L’oca sicuramente è stata predata, da una volta o più probabilmente da un rapace – ci spiega Barbara Zizza, referente Enpa Monza e Brianza – ovviamente siamo molto dispiaciuti per quello che è accaduto, ma il problema più grande è a monte, ovvero l’abbandono degli animali, qualunque animale, che nel 2021 è davvero una cosa inconcepibile”.

Le oche, di cui una appunto deceduta, sono infatti comparse all’improvviso al laghetto e questo fa supporre che siano state volutamente abbandonate lì.

Il problema dell’abbandono

“Un gesto che di per sé va condannato – commenta Zizza – il problema è che abbandonare degli animali da cortile, nati e cresciuti in cattività, significa condannarli a morte perché non sono abituati a vivere in natura e quindi sicuramente non sono pronti a difendersi, o semplicemente a procacciarsi del cibo. Chi ha visto, nei giorni precedenti, queste oche comparse al laghetto, ha infatti subito notato che erano spaesate”.

La zona non è nuova a questi atti incivili: “l’abbandono di oche, onestamente, è la prima volta che ci capita – continua la referente di Enpa  – siamo invece, ahimè, abituati a trovare tartarughe di terra o pesci rossi: chi ha questo tipo di animale, pensa che, una volta che non lo vuole più, può semplicemente lasciarlo in un habitat che secondo lui, erroneamente, è il più adatto”.

Barbara Zizza allora vuole sottolineare l’importanza nella scelta di un animale: “oramai l’animale domestico non è più solo il cane oppure il gatto – ci spiega – siamo oramai abituati a vedere criceti, comprati per accontentare i figli, conigli, eccetera. Il problema è che, primo non si hanno le adeguate conoscenze per tenere in casa animali come questi e, secondo, quando poi ci si stanca o si capisce che è impegnativa la gestione, lo si lascia in natura pensando di fare la cosa giusta. Tempo fa, davanti alla porta dell’Enpa di Monza, per esempio, sono stati lasciati una quindicina di criceti – e conclude – gli animali sono un impegno, questo va sottolineato sempre: economico, di tempo, di affetto. Quando si sceglie un animale da tenere in casa bisogna veramente pensare se siamo disposti a dedicarci a lui”.

Mancano i controlli

Un animale, che sia domestico o da cortile, non dovrebbe mai essere abbandonato. Non ci sono ragioni che giustificano un tale gesto, ma succede, anche più spesso di quanto si pensi. Forse, se si vuol pensare bene, c’è poca informazione su chi contattare nel momento in cui si prende atto che non si è più in grado di gestire il proprio animale. Chiediamo quindi a Barbara Zizza, che fare a quel punto?

“Sul nostro territorio ci sono davvero tantissime associazioni che, specifico subito, non devono essere prese come una palla al balzo o una scusante per lasciare a qualcun’alto l’animale che, ripeto, si è scelto, e dovrebbe essere una scelta per la vita, non temporanea  – sottolinea – ma potrebbero essere comunque un valido supporto, quantomeno per consigliare il luogo consono dove portare l’animale o capire le motivazioni dell’allontanamento, che spesso volte sono davvero ingiustificate”.

Se si vuole però arginare il problema a monte, Barbara Zizza fa notare che c’è un altro elemento che manca e potrebbe sicuramente disincentivare atti come quello di cui vi abbiamo raccontato poco sopra: i controlli.

“Non ci si può solo affidare ai GEV o ai Park Angel – conclude – che nonostante l’ottimo lavoro che fanno sono comunque dei semplici cittadini volontari, mancano dei controlli serrati, come delle telecamere di sicurezza”.

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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