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Green pass obbligatorio dal 15 ottobre: ecco cosa cambia per i lavoratori

Green pass obbligatorio dal 15 ottobre: ecco cosa cambia per i lavoratori

11 Ottobre 2021
“Dal 15 ottobre, grazie alle vaccinazioni e al Green pass, tutti i dipendenti pubblici rientreranno a lavorare in presenza, in attesa dei rinnovi contrattuali e dell’adozione dei Piani integrati di attività e organizzazione (Piao), con i quali le amministrazioni potranno garantire uno smart working strutturato, che tuteli le esigenze dei lavoratori e i diritti e la soddisfazione degli utenti” a dichiararlo è il Ministro della Pubblica Amministrazione, Brunetta.

Green pass: ritorno negli uffici ordinato e in sicurezza

Dopo l’approvazione del Dpcm del 24 settembre scorso, il decreto ministeriale disciplina il rientro al lavoro in presenza per tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione a partire dal prossimo 15 ottobre.

Ogni amministrazione adotterà le misure organizzative necessarie all’attuazione delle misure previste dal Dm entro i successivi 15 giorni.

Per evitare di concentrare l’accesso al luogo di lavoro nella stessa fascia oraria e per garantire la più ampia utilizzazione degli sportelli al pubblico (front office), sarà consentita la massima flessibilità degli orari di ingresso e di uscita e di apertura al pubblico degli sportelli.

Mobility manager

I mobility manager aziendali delle Pa dovranno elaborare piani di mobilità per evitare sovraffollamenti sui mezzi pubblici e agevolare gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente.

PERSONALE PA: LINEE GUIDA FUNZIONE PUBBLICA-SALUTE PER LA VERIFICA DEL POSSESSO DELLA CERTIFICAZIONE VERDE

Con il decreto-legge 127/2021 l’obbligo di Green pass è stato esteso, a decorrere dal 15 ottobre, a tutti i lavoratori pubblici e privati. I ministri per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e della Salute, Roberto Speranza, hanno messo a punto le linee guida operative per fornire alle oltre 32.000 amministrazioni pubbliche italiane le indicazioni per un omogeneo svolgimento delle attività di verifica e controllo del possesso del green pass.

Oltre al personale dipendente, qualunque altro soggetto che intenda entrare in un ufficio pubblico, tranne gli utenti, dovrà essere munito di green pass. Sono inclusi nell’obbligo, dunque, i visitatori e le autorità politiche o i componenti delle giunte e delle assemblee delle autonomie locali e regionali, come pure qualsiasi lavoratore che si rechi in un ufficio per svolgere un’attività propria o per conto del suo datore di lavoro (gli addetti alla manutenzione, i baristi all’interno degli spacci, i fornitori, i corrieri ecc.).

Non sono consentite deroghe.

Dall’obbligo di Green pass sono esclusi soltanto gli esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del ministero della Salute.

Il possesso del Green pass non fa venire meno gli obblighi di isolamento e di comunicazione a cui è tenuto chi dovesse contrarre il Covid-19 o trovarsi in quarantena.

Le modalità di effettuazione della verifica da parte del datore di lavoro

Ciascuna amministrazione è autonoma nell’organizzare i controlli. È auspicabile, tuttavia, che vengano utilizzate modalità di accertamento che non determinino ritardi o code all’ingresso e che siano compatibili con la disciplina in materia di privacy. L’accertamento potrà essere svolto giornalmente e preferibilmente all’accesso della struttura, ovvero a campione (in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione) o a tappeto, con o senza l’ausilio di sistemi automatici.

La verifica automatizzata del green pass

Saranno rese disponibili in tempo utile specifiche funzionalità per la verifica automatizzata dei green pass da parte delle amministrazioni. Sarà consentito, in caso di malfunzionamento di tali soluzioni, l’utilizzo dell’applicazione “VerificaC19”, disponibile gratuitamente sulle principali piattaforme per la distribuzione delle applicazioni sui dispositivi mobili.

È previsto per le attività che necessitano pianificazione e programmazione anche di turni (es. trasporto quali treni, autobus, traghetti, funicolari ecc.), che il datore di lavoro possa richiedere ai soggetti obbligati a rendere le comunicazioni sul green pass di farlo con un anticipo (non superiore alle 48 ore) strettamente necessario a soddisfare le esigenze organizzative e a garantire un’efficace programmazione del lavoro.

Responsabilità e sanzioni in caso di mancato possesso e/o esibizione del green- pass. Trattamento economico

Il lavoratore senza green pass non potrà accedere o sarà allontanato dal luogo di lavoro e sarà considerato assente ingiustificato, con perdita della retribuzione e di ogni altro emolumento, fino alla esibizione della certificazione verde.

Trasporti

Le linee guida contengono anche indicazioni affinché le amministrazioni, attraverso i mobility manager, con particolare attenzione alle grandi città, predispongano i piani degli spostamenti casa-lavoro tenendo conto delle disposizioni relative all’ampliamento delle fasce di ingresso e uscita dalle sedi di lavoro, proprio al fine di evitare di concentrare un numero eccessivo di personale a bordo dei mezzi pubblici nelle ore di punta.

No green pass: a Monza, Lecco e Sesto i cortei di protesta: “Difendiamo solo i nostri diritti!”

Lo definiscono un “pass nazista”, che tra pochi giorni metterà i lavoratori davanti ad un aut-aut: vaccinarsi o perdere il posto di lavoro. Non trattiene la rabbia il Comitato Liberi pensatori, il gruppo che da mesi organizza presidi in centro a Monza per manifestare contro i vaccini e il Green pass. Green pass che dal prossimo 15 ottobre diverrà obbligatorio per accedere al posto di lavoro. Contro questo obbligo, definito dal Comitato un «ricatto criminale», torneranno a manifestare i no green pass: previsti cortei a Monza, Lecco e Sesto San Giovanni.

 

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