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Vimercate, l'onorevole Capitanio (Lega) scrive a Cereda: "Pericolo destre? La città non è cosa vostra"

Vimercate, l’onorevole Capitanio (Lega) scrive a Cereda: “Pericolo destre? La città non è cosa vostra”

14 Ottobre 2021

È una lunga lettera quella scritta dal deputato della Lega Massimiliano Capitanio per rispondere a Francesco Cereda – il nome del centro-sinistra alle elezioni amministrative a Vimercate – relativamente ad una posizione espressa dal candidato dei dem. In una comunicazione mandata agli elettori delle primarie della sinistra vimercatese, Cereda si era detto preoccupato “perchè le destre si sono attivate come non mai e provano a prendersi la nostra Città”.

Un “nostra” che al deputato del Carroccio proprio non è andato giù: “quando dice «nostra» intende un po’ anche la «mia» – commenta Capitanio. –  Sono nato a Vimercate, ho frequentato il liceo Zucchi in città prima in via Valcamonica e poi a Oreno, ho lavorato al Giornale di Vimercate dal 1998 al 2009, ho fatto volontariato sulle ambulanze dell’Avps, di cui sono ancora socio, per oltre 13 anni e domani mattina, venerdì, alle 8,30, sarò all’ospedale di Vimercate per la donazione Avis. Caro Cereda, Vimercate non è cosa vostra. Lei potrebbe anche essere il nuovo sindaco di Vimercate, ma impari a essere il sindaco di tutti e senza paraocchi ideologici”.

Il testo completo della lettera

“Lettera aperta al candidato sindaco di #Vimercate Francesco Cereda, preoccupato per un inesistente pericolo “destre”
Caro Francesco Cereda,
sono Massimiliano Capitanio, deputato della Lega, nato a Vimercate e residente a Concorezzo. Non ho avuto il piacere di conoscerla, ma credo non mancheranno le occasioni.
Ho letto con un certo stupore, e non le nego un po’ di disappunto, il suo messaggio ai vimercatesi in cui, anziché spiegare il programma in base al quale i cittadini dovrebbero votarla, esprime preoccupazione per il fatto che “le destre si sono attivate come non mai e provano a prendersi la nostra Città”.
Le scrivo perché quando dice “nostra” intende un po’ anche la “mia”: sono nato a Vimercate, ho frequentato il liceo Zucchi in città prima in via Valcamonica e poi a Oreno, ho lavorato al Giornale di Vimercate dal 1998 al 2009, ho fatto volontariato sulle ambulanze dell’Avps, di cui sono ancora socio, per oltre 13 anni e domani mattina, venerdì, alle 8,30, sarò all’ospedale di Vimercate per la donazione Avis.
Mi sono impegnato in questa campagna elettorale perché amo Vimercate, ho stimato il lavoro (e lui lo sa) del sindaco Enrico Brambilla, ma da quindici anni la città si è spenta, si è fermata, si è isolata. E la responsabilità è in gran parte da attribuire ai partiti che la sostengono.
Quando scrive che “le destre si sono attivate come non mai e provano a prendersi la nostra Città” commette un errore di una gravità talmente abnorme che voglio attribuirlo solo a stanchezza e inesperienza e non piuttosto a malafede o voluta strategia.
In primo luogo qui nessuno vuole “prendersi” la città (che non è nostra, ma è di tutti), ma solo governarla meglio: in prima persona ho lavorato (anche ad un tavolo con l’ex sindaco Sartini) e con Regione Lombardia perché si procedesse, dopo anni di stallo, alla riqualificazione dell’ex ospedale, ho affiancato il presidente dell’Avps Elio Brambati perché non ci fossero ostacoli nell’organizzare il punto tamponi in via 25 Aprile e soprattutto l’hub vaccinale presso l’ex Esselunga, ho lavorato perché si fermasse la migrazione di studenti verso Monza e Lecco attivando presso il Vanoni il Liceo in Scienze Umane (ex magistrali); come membro della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera ho lavorato perché l’ufficio postale di Ruginello non chiudesse, ho impegnato il Governo a stanziare il prima possibile risorse per la metropolitana a Vimercate e potrei andare avanti.
In secondo luogo fa sorridere, e preoccupare allo stesso tempo il fatto di invocare, lo spettro delle destre: in questo modo lei prova a dividere la città in un momento in cui il presidente della Repubblica Mattarella invoca coesione e lo fa, tra l’altro, in un modo che Giorgio Gaber aveva intelligentemente archiviato con una canzone. A Vimercate non c’è un pericolo “destre” (se per caso volesse ammiccare a inesistenti e deprecabili nostalgie neofasciste) e spero nemmeno di “sinistre”, almeno quelle sinistre che in questi giorni hanno armato gli scontri no-green pass a Milano (1 persona arrestata e 57 denunciate). Io personalmente sono antifascista e anticomunista, Lei ha ancora qualche ora per dichiararsi pubblicamente antifascista e anticomunista. Spero non abbia problemi a farlo.
Vada soprattutto a guardare in faccia le persone che abbiamo candidato: lavoratori, imprenditori, volontari, catechiste, animatori, commercianti, artigiani, dirigenti.
Vada a dire a loro che “le destre provano a prendersi la nostra Città”. Caro Cereda, Vimercate non è cosa vostra. Lei potrebbe anche essere il nuovo sindaco di Vimercate, ma impari a essere il sindaco di tutti e senza paraocchi ideologici. Non è con questi trucchetti che riporteremo a votare il 50% dei vimercatesi che purtroppo non ha votato al primo turno per Vimercate. Non è con questi trucchetti che dovrebbe cercare di fermare il cambiamento di quanti voteranno per Giovanni Sala.
Con sincerità.
Massimiliano Capitanio”.

Cereda, arriva la replica 

“Francamente non ho molto da commentare, mi sembra veramente una polemica fatta sul nulla. Un tentativo di alzare i toni in questo finale di campagna elettorale in maniera pretestuosa che con me non attacca. Ho scelto un altro stile e ho intenzione di mantenerlo. Abbiamo tante proposte per Vimercate e voglia di realizzarle con tutti quelli che vorranno collaborare, senza preconcetti. Aperti al dialogo e al confronto con tutti – anche con gli onorevoli di Concorezzo – come abbiamo sempre fatto. Per il bene della nostra città e di tutti i Vimercatesi” questo il commento arrivato da Francesco Cereda.

Capitanio a MBNews: “Vimercate una priorità”

Che Vimercate fosse uno dei borghi più presidiati dalle forze politiche questo non è un mistero. Se da un parte il centro-sinistra mira a riconquistarla dopo la parentesi dell’amministrazione Sartini, dall’altra il centro-destra punta ad un cambio di rotta, guidato dal candidato Giovanni Sala. A definirla “una priorità” di questa tornata elettorale è stato Capitanio stesso, durante lo spoglio del 4 ottobre (ecco cosa aveva raccontato a MBNews).

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia tra Italia e Francia, diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, ho recentemente conseguito una seconda laurea in Storia Politica all’Università di Pavia scrivendo di giornalismo femminile nel Risorgimento italiano. Mi piace entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Giornalista pubblicista.


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