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Arcore, ultime battute del candidato Maurizio Bono: “In caso di vittoria …”

Mancano pochi giorni ormai al ballottaggio, che vedrà affrontarsi per la poltrona di sindaco di Arcore Paola Palma, sostenuta da Pd, due civiche e ImmaginArcore, e Maurizio Bono, candidato del Centrodestra.

Maurizio Bono fratelli d'italia candidati arcore

Ormai ci siamo: il ballottaggio è alle porte. I candidati rimasti sono Paola Palma, sostenuta da Pd, due civiche e ImmaginArcore, e Maurizio Bono, candidato del Centrodestra. Quest’ultimo, al primo turno aveva ottenuto, con un’affluenza del 52,51%, il 45,54% dei voti contro il 38,51% ottenuto da Palma e il 15,91% da Luca Monguzzi, nei giorni scorsi alleatosi proprio con la candidata di Centrosinistra. L’alleanza “sulla carta” porterebbe il Centrosinistra al 54,42% ma il ballottaggio è un’altra partita e Bono dice di essere sereno e determinato nello scatto finale. E anzi ironizza: “Grazie a me la sinistra ha risolto 10 anni di musi duri…”

“Se dovessi scegliere una parola per descrivere come ho passato questi mesi sarebbe: esaltante – racconta l’avvocato, residente ad Arcore con sua moglie e le sue due figlie da 11 anni. “È stato davvero bello incontrare così tante persone, visitare le frazioni, le associazioni. Insomma, conoscere veramente la mia città. E il riscontro alle urne è stato importante, da Bernate a Cascina del Bruno fino ad Arcore sud, tenendo presente che io ero una persona non conosciuta in città, mentre altri candidati, come Paola Palma, hanno una storia molto più lunga della mia per quanto riguarda l’attività politica locale”.

E aggiunge, commentando l’apparentamento con Monguzzi: “Fa parte delle regole del gioco ma condivido alcune osservazioni lette sui social di elettori un po’ delusi che appartengono al loro gruppo e che in parte si sono sentiti traditi. Con Luca e il M5s, da parte nostra, non si è mai parlato di alleanza ma abbiamo discusso sulle grandi questioni arcoresi come Rsa e caserma dei carabinieri e sui punti di convergenza dei nostri programmi”.

Ma non ci sono solo note positive. Bono si è detto deluso e amareggiato davanti all’ultima piega presa dalla campagna elettorale, nelle scorse settimane, che lo hanno visto bersagliato anche in prima persona dalle accuse di essere un fascista e un razzista.

“La campagna a mio parere è scaduta su un discorso personale. Diversi manifesti con la mia immagine sono stati strappati o ricoperti da scritte come “fascista appeso”. Come ho già ribadito, non sono né fascista né razzista né antisemita. Questa polemica inutile mi ha veramente umiliato e ferito. Se queste sono le ragioni per le quali bisogna opporsi a me siamo veramente alla frutta”.

In caso di vittoria o… sconfitta

“Se io e le forze che mi sostengono dovessimo vincere, manterrò le promesse che ho fatto, chiedendo la massima partecipazione specialmente da parte degli avversari politici, come Palma e Monguzzi – spiega Bono. “A partire dal tavolo Pedemontana e dalle altre decisioni più importanti. Voglio che ci siano la massima trasparenza e condivisione. La storia di Arcore ci insegna che la mancanza di condivisione crea l’insorgere di comitati, di faide interne che non hanno mai risolto nulla. Sono convinto che il dialogo, ad esempio coi comitati di quartiere, sin dall’inizio, porti a risolvere i problemi prima di farli nascere”.

Ma il candidato di Centrodestra mette in chiaro anche le priorità in caso di vittoria.

La scuola ad Arcore per me è una priorità assoluta – continua. “Va rimessa a posto immediatamente e per questo  occorre che ci sia un incontro immediato tra il sindaco e i responsabili delle scuole per fare il punto, anche alla presenza di insegnanti e genitori in modo che si possa intervenire e partecipare a tutti i bandi con anticipo e organizzazione“. Mentre, sempre sul tema scuola, in caso di sconfitta al ballottaggio, spiega: “Se non dovessi vincere i progetti per partecipare ai bandi, ai quali ho lavorato coi miei collaboratori, saranno già pronti e li consegnerò all’Amministrazione vincente in modo che si possa utilizzarli al più presto”.

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