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Auser Lombardia, Fulvia Colombini eletta nuova presidente: “ci aspettano nuove sfide” - MBNews
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Auser Lombardia, Fulvia Colombini eletta nuova presidente: “ci aspettano nuove sfide”

Tiziana Scalco e Angelo Vertemati al suo fianco. Dalla tavola rotonda un messaggio chiaro: “Co-programmazione e co-progettazione vie maestre per una rinnovata cittadinanza attiva”

Fulvia_Colombini

Fulvia Colombini è stata eletta nuova presidente di Auser Lombardia : laureata in Scienze Politiche, ha lavorato presso il Credito Italiano a Milano per poi entrare nel sindacato Fisac/Cgil di Milano e fare rapidamente carriera. Nel 2000 fa parte della Segreteria della Cgil di Milano con delega alla sanità e alle politiche sociali e di genere, nel 2008 entra nella Segreteria della Cgil Lombardia con deleghe al mercato del lavoro, immigrazione, infrastrutture e trasporti, Fondi europei, distinguendosi per innumerevoli accordi raggiunti con la Regione Lombardia per la protezione dei lavoratori, oltre che per gli accordi sulle politiche attive del lavoro e sulla formazione continua.

Dal 2014 è a Roma, nel Collegio di Presidenza del Patronato Inca/Cgil, come responsabile delle politiche previdenziali e degli ammortizzatori sociali. Nel 2019 inizia il percorso nella Presidenza di Auser Lombardia e diviene responsabile dell’organizzazione, della formazione, dell’educazione degli adulti e della comunicazione. Ora ha la responsabilità piena dell’associazione di volontariato e promozione sociale lombarda, che conta 430 sedi sul territorio regionale, 64.390 soci e 6.189 volontari. Al proprio fianco, in presidenza, avrà il riconfermato Angelo Vertemati e la nuova componente Tiziana Scalco.

“Per me è un grande onore e una grande responsabilità assumere la Presidenza di Auser Lombardia – dichiara Fulvia Colombini – e sono felice di essere affiancata da due persone preparate e appassionate con cui lavorerò e mi confronterò. Tutto il gruppo dirigente lombardo è consolidato e operativo , condizione indispensabile per svolgere un ruolo corale, integrato e visibile sul territorio. Ci aspettano nuove sfide: il potenziamento dell’aiuto alla persona e della promozione sociale, l’intreccio tra impatto sociale e impatto ambientale, sviluppare l’intergenerazionalità, solo per citarne alcune. Sono sicura che sapremo essere all’altezza dei cambiamenti e far crescere ancora la nostra grande Associazione Auser ”.

Soddisfatta Ersilia Brambilla , presidente di Auser Lombardia uscente: “L’associazione è in continua crescita per quanto riguarda le competenze e l’offerta di servizi, dall’accompagnamento protetto alla telefonia sociale, dalle attività culturali a quelle contro varie forme di violenza. Anche durante la pandemia Auser è stata un punto di riferimento sicuro per tutti i cittadini. Sono particolarmente fiera di aver rafforzato la struttura organizzativa inserendo tanti giovani , con competenze tecniche e amministrative, che sono l’hardware di Auser e garantiscono continuità”.

Durante il X Congresso di Auser Lombardia, che ha eletto i nuovi organismi direttivi, si è tenuta anche la tavola rotonda intitolata “Le sfide del Futuro: Il Terzo Settore e il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)” , cui hanno partecipato il Dott. Lorenzo Radice (Sindaco della città di Legnano), il Prof. Giovanni Fosti (Presidente Fondazione Cariplo), la Prof.ssa Franca Maino (Università degli Studi di Milano) ed Enzo Costa (Presidente Auser Nazionale) ha fatto emergere importanti indicazioni, come sintetizza il Prof. Paolo Pezzana (Università Cattolica del Sacro Cuore) che ha coordinato la sessione: “La sfida principale per il Terzo Settore oggi non è l’essere preparati ad una governance partecipativa e condivisa dei processi sociali e dei relativi investimenti che, dal PNRR, come dal FSE+ e dalle altre risorse pubbliche e private che nei prossimi 5-7 anni potranno essere messe in gioco nel campo più vasto del Welfare, arriveranno e chiederanno assunzione di corresponsabilità, lungimiranza e capacità gestionale ed amministrativa. Il nuovo Codice del Terzo Settore, con gli articoli 55-56-57 e le autorevoli interpretazioni che Corte Costituzionale e Governo ne hanno dato, traccia la via della co-programmazione e della co-progettazione come vie maestre lungo le quali esercitare la funzione pubblica per l’interesse generale negli anni a venire. È una rinnovata chiamata alla cittadinanza attiva e consapevole quella cui oggi il Terzo Settore deve rispondere, con rinnovata competenza nel costruire legame sociale e metterlo al lavoro per il bene comune. È su questo terreno che si misureranno gli impatti reali, non nel campo prestazionistico o nel conseguimento di meri effetti quantitativi nel breve periodo. Perché il welfare venga pienamente assunto come bene comune – aggiunge Pezzana – e reso come tale sostenibile, occorre che Terzo Settore e Pubblica Amministrazione si incontrino definitivamente sul cammino della generatività sociale , l’unico che può portare sostenibilità e contribuzione insieme”.

Enzo Costa concorda con l’analisi del Prof. Pezzana: “Il nostro progetto sociale rimane articolato su due capisaldi imprescindibili: il territorio come luogo privilegiato e centrale dove svolgere il nostro lavoro sociale e la centralità del valore della persona, attorno a queste convinzioni si sviluppa tutta la nostra azione. L’Auser in questo nuovo contesto può e deve svolgere la sua parte – dice il presidente nazionale -, lo possiamo fare diventando «movimento» insieme alla Cgil allo Spi e a tutto il Terzo Settore , sempre nel rispetto delle intelligenze e delle passioni che vivono tra la nostra gente. dobbiamo diventare protagonisti di questo cambiamento, osare nuove vie, dare contributi, avanzare proposte, allargare la partecipazione e aumentare la nostra rappresentanza, affrontando questa fase complessa con entusiasmo, cultura e passione”.

Domenico Pantaleo (Presidenza Auser Nazionale) ha ulteriormente sottolineato quanto il volontariato e l’associazionismo siano strategici per la collettività e per una crescita della responsabilità individuale a livello politico: “Auser e il Terzo Settore devono rispondere, con una autonoma e credibile progettualità, alle tante fragilità sociali e culturali. I gruppi di matrice neofascista vogliono utilizzare la crescita delle disuguaglianze e l’opposizione strumentale al green pass per conquistare una legittimazione popolare; la devastazione della sede della Cgil Nazionale, per fare un esempio di recente attualità, ci riporta alle pagine più buie della storia italiana. All’odio, alla violenza e agli egoismi bisogna rispondere con più democrazia, solidarietà e responsabilità ”.