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Fondazione Isal, il 25 settembre Monza è tra le “Cento città contro il dolore cronico”

Fondazione Isal, il 25 settembre Monza è tra le “Cento città contro il dolore cronico”

8 Settembre 2021

Sensibilizzare le istituzioni e la società civile sulla prevenzione e sulla cura del dolore. Sostenere la ricerca per dare una cura al male incurabile. Promuovere lo sviluppo della telemedicina nella rete di terapia del dolore. Sono questi gli obiettivi principali dell’edizione 2021 di “Cento città contro il dolore”. L’evento, organizzato dalla Fondazione Isal (Istituto scienze algologiche), inizierà il 25 settembre, si prolungherà per tutto il mese di ottobre. E per la prima volta vede protagonista anche Monza.

“Saremo in centro sotto l’Arengario dalle 10 alle 17 del 25 settembre con un banchetto informativo – spiega Carlotta Schiavolin, referente della sezione di Monza e Milano degli Amici della Fondazione Isal, 32enne di Biassono, che soffre di dolore cronico da quasi 10 anni – raccoglieremo fondi attraverso la vendita di confetti mono-dose, un simbolo per chi vuole sposare la nostra causa, di piccole luci per leggere libri e di oggetti artigianali di hobbistica”.

“Con noi al banchetto a Monza ci sarà anche il dottor Andrea Fanelli, che da poco si è trasferito da Bologna per lavorare nel Policlinico della nostra città dove è un punto di riferimento medico per le persone affette da dolore cronico” continua.

UNA MALATTIA DA CONOSCERE

La XIII edizione di “Cento città contro il dolore”, un evento nato nel 2009 che in realtà oggi coinvolge un numero molto più elevato di realtà, anche Centri ospedalieri e di ricerca non solo in Italia, ha per titolo “La cura del dolore a KmØ. Una rete di qualità tra presenza e digitale”. E vuole accendere le luci sulla necessità di un programma nazionale di telemedicina che è la risposta per ottimizzare le reti di prossimità territoriale e contrastare l’isolamento dei cittadini fragili. 

I numeri del dolore cronico, del resto, parlano da soli. Si tratta di una patologia che solo in Italia colpisce circa 13 milione di persone, quasi il 25% della popolazione. Ma spesso viene considerata semplicemente una conseguenza di altre malattie e non, come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, uno tra i maggiori problemi mondiali di salute pubblica.

Ogni giorno più di 200 milioni di persone nel mondo occidentale soffrono a causa del dolore cronico. Nevralgie, endometriosi, vulvodinia, fibromialgia, esiti da trauma, emicrania, herpes zoster, neuropatia diabetica, sono solo alcuni nomi di patologie che causano un dolore quotidiano e persistente.

LA SENSIBILIZZAZIONE

“Attraverso la Giornata di “Cento città contro il dolore” vogliamo far capire alle persone che soffrono di questa disfunzione del sistema doloroso che non sono sole e ci sono cure in grado di garantire soluzioni per circa l’80% dei casi – afferma il medico William Raffaeli (nella foto in alto) che nel 1993 ha fondato a Rimini la Fondazione ISAL, di cui è il Presidente – ci sono specialisti e personale sanitario che hanno competenze e capacità, ma c’è ancora poca sensibilità, a volte anche da parte dei medici di base, tanto che un malato di dolore cronico ci mette mediamente due anni prima di essere indirizzato ad un laboratorio di terapia del dolore”.

“Anche se l’Italia è stata la prima al mondo ad avere una legge specifica, la n. 38 del 2010, che garantisce il diritto di accesso ai centri specializzati per la cura del dolore, la sua applicazione pratica è piuttosto lacunosa – continua Raffaeli – per questo ci facciamo promotori di occasioni di incontro, aperti alla cittadinanza, per un’opera di sensibilizzazione sul tema e per far capire che ci sono opportunità per curarsi. Siamo contenti, quindi, che anche Monza partecipi a “Cento Città contro il Dolore” e ci aspettiamo grandi risultati”.

L’attività della Fondazione Isal, che per informazioni è contattabile al numero verde gratuito 800.10.12.88, ha altre iniziative in programma nel prossimo futuro. “L’anno prossimo, probabilmente nella seconda o terza settimana di luglio, ci sarà un concerto dei Pooh a Riccione – annuncia Carlotta Schiavolin (nella foto in alto), referente della sezione di Monza e Milano degli Amici della Fondazione Isal – stiamo pensando di replicare con un evento al Teatro Manzoni di Monza”.

Per operare al meglio, però, nel nostro territorio il numero di volontari deve decisamente crescere. “Per il banchetto di “Cento città contro il dolore” all’Arengario siamo davvero pochi – continua Carlotta – abbiamo bisogno di forze nuove”. Anche le migliori idee, insomma, senza le braccia e le gambe delle persone, rischiano di fallire.

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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