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Bicocca, Polo biomedico di Monza: record iscritti ai test, Valsecchi lascia direzione ad Invernizzi - MBNews
Salute

Bicocca, Polo biomedico di Monza: record iscritti ai test, Valsecchi lascia direzione ad Invernizzi

Il 30 settembre scade il mandato dell'attuale direttore del Dipartimento. Che, in un'intervista ad MBNews, commenta i dati delle aspiranti matricole e fa un bilancio dei suoi 6 anni a Monza.

MILANO -  Università bicocca test d’ingresso facoltà di medicina

I numeri non dicono quasi mai tutto, ma in alcuni casi esprimono tanto. A volte più e meglio di molte parole. Ed allora vorrà pur significare qualcosa che per il prossimo anno accademico 2021/22, che sta per iniziare, le aspiranti matricole del corso di laurea in Medicina e chirurgia di Milano-Bicocca, che ha a Monza anche la sede del Dipartimento, sono state 4025 candidati, 729 in più rispetto al 2020, dato che fa segnare un aumento del 22 per cento sull’anno precedente.

Per l’esattezza i candidati che hanno indicato come prima preferenza l’Università Bicocca sono stati 3.842 per Medicina e 183 per Odontoiatria e protesi dentaria a fronte, rispettivamente, di 140 e 26 posti disponibili. A completare il quadro di numeri dal tenore decisamente positivo per il corso di laurea di casa a Monza, c’è la performance anche di Medicine and surgery, il corso di laurea magistrale in lingua inglese. Gli iscritti al test di quest’anno sono stati 749, lo scorso anno i candidati erano stati 580. Una crescita del 29 per cento delle domande per i test di ammissione per 38 posti disponibili.

Nell’intervista concessa ad MBNews la Prof.ssa Mariagrazia Valsecchi (nella foto in alto), dal 2015 Direttrice del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Milano-Bicocca, spiega i motivi di un risultato che “è una soddisfazione e testimonia un riconoscimento che ci arriva dalle aspiranti matricole”. Ma fa anche un bilancio, all’insegna della ricerca e dell’innovazione, dei suoi 6 anni di mandato alla guida del Polo monzese.

Dall’1 ottobre 2021 Valsecchi lascerà il suo posto Pietro Invernizzi, professor dell’Università di Milano-Bicocca e Direttore dell’unità operativa di Gastroenterologia del San Gerardo di Monza. Ma prima di questo passaggio di consegne, giovedì 30 settembre la professoressa potrà vivere la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2021/2022 dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, ex rettrice dal 2013 al 2019 proprio dell’ateneo omonimo del riqualificato quartiere milanese un tempo sede di grandi industrie come Pirelli e Breda.

L’INTERVISTA

Professoressa Valsecchi, i numeri delle aspiranti matricole a Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca segnano un incremento del 22% rispetto al 2020. Come si spiega questo dato così positivo?

Le possibili motivazioni di questo trend risiedono in più aspetti: nella rete ospedaliera con cui collaboriamo, il San Gerardo di Monza e il nosocomio di Bergamo, nella capacità, anche grazie ad un Campus compatto, di poter seguire bene nella didattica i nostri studenti e nell’ottimo posizionamento nel ranking nazionale di rendimento dei corsi di Medicina e Chirurgia.

In particolare mi riferisco alla recente classifica Censis che l’anno scorso ha visto la Bicocca prima e quest’anno seconda, quasi a pari merito con Pavia, per Medicina e Chirurgia. Tutto questo spinge molti a tentare il test d’ingresso da noi pur sapendo che i posti a disposizione rendono la possibilità di iscriversi piuttosto bassa in proporzione ai candidati, quest’anno 27 a 1 per il corso di Medicina e Chirurgia e circa 20 a 1 per Medicine and surgery.

Il prossimo 30 settembre scadrà l’ultimo dei suoi due mandati alla direzione del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Milano-Bicocca. Quali sono le cose che resteranno nella sua mente?

 Credo che in 6 anni si possa fare molto. Sinteticamente sono fiera di 4 cose: la prima è di aver iniziato il mio ruolo di direzione quando è avvenuta l’unione di Scienze della Salute e di Medicina traslazionale sotto il cappello onnicomprensivo di Medicina. Questo è stato un successo che ha permesso di fare ricerca di base, clinica e didattica facilitando la semplificazione e la collaborazione.

La seconda cosa è aver ricevuto fondi come Dipartimento di eccellenza, che siamo stati in grado di sfruttare per incrementare il numero di docenti e ricercatori. La terza è aver ottenuto ottimi risultati nella didattica e, infine, la quarta sono gli ottimi rapporti costruiti con i poli ospedalieri sul fronte della formazione, delle specializzazioni e dell’assistenza.

Proprio riguardo a quest’ultimo aspetto nel 2018 l’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha firmato con l’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) di Monza un Accordo triennale per la promozione della ricerca. Qual è il bilancio?

Il nostro ruolo è quello di promotore della ricerca no profit svolta in ambito ospedaliero, in un’ottica quantitativamente e qualitativamente orientata soprattutto verso le sperimentazioni cliniche. Solo nei primi 2 anni l’Accordo con la Asst Monza ha prodotto 150 studi ed ha aiutato i ricercatori a portarli avanti e a concluderli.

Ora siamo in fase di rinnovo e la trasformazione dell’Ospedale san Gerardo in Istituto di Ricerca e Cura di Carattere Scientifico (IRCCS) nell’ambito delle Tecnologie biomediche avanzate in medicina di precisione non potrà che rendere ancora più interessante la collaborazione tra noi e il nosocomio di Monza.

Sempre nel 2018 il Polo biomedico della Bicocca a Monza risultò primo nella graduatoria dei Dipartimenti di eccellenza delle Università italiane redatta dal Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) e dall’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca). Al Dipartimento di Medicina e Chirurgia sono stati assegnati fondi statali per 8,5 milioni di euro in 5 anni. Come sono stati utilizzati sino ad ora?

Ci siamo dedicati alla medicina di precisione e alla ricerca traslazionale, cioè quella capace di unire la ricerca di base e le applicazioni cliniche per approdare a nuove terapie, anche diagnostiche, per il paziente. Per fare questo abbiamo utilizzato parte dei fondi per dotarci di strumentazioni all’avanguardia, in particolare sulla microscopia, ma anche per trovare locali adeguati ad ospitare queste strumentazioni. Inoltre abbiamo istituito borse di studio aggiuntive per dottorati di ricerca e finalizzato assunzioni di nuovi professori associati e ricercatori che, per legge, devono essere finanziate per un periodo di 15 anni.

Uno dei suoi ultimi atti alla guida del Dipartimento di Medicina e Chirurgia della Bicocca, prima di lasciare il posto al prof. Invernizzi, sarà il Meeting “Ricerca, salute e società” in programma il 27 settembre alla Villa Reale di Monza. Di cosa si tratta?

E’ un appuntamento annuale, che ho avviato sin dalla mia nomina a direttore del Dipartimento, giunto quest’anno alla sua quinta edizione. Questa volta il tema scelto è molto ampio e, anche se non è rivolto necessariamente alla pandemia da Covid-19, anche attuale. Sarà affrontato, infatti, il ruolo della ricerca per la salute e la società, anche per la sua comunicazione nelle politiche editoriali. L’intervento del ministro Maria Cristina Messa, nostra ex rettrice, verterà sulla Next generation per la ricerca sia a livello di fondi che di capitale umano.