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Olimpiadi di Tokyo, staffetta 4x400: settimo posto per il brianzolo Aceti, ma con record italiano!

Olimpiadi di Tokyo, staffetta 4×400: settimo posto per il brianzolo Aceti, ma con record italiano!

7 Agosto 2021

A furia di mangiare bene, si rischia di avere un palato troppo fine. E, allora, si potrebbe anche arrivare a disprezzare un risultato sicuramente di grande valore come il settimo posto della staffetta 4×400 metri alle Olimpiadi di Tokyo. Che, con Vladimir Aceti in seconda frazione, ha riportato l’Italia in finale dopo 29 anni in questa specialità, di solito posta a chiusura del programma dell’atletica leggera in pista. E ha migliorato il record nazionale per ben due volte con una progressione di quasi 3 secondi rispetto al vecchio limite risalente a 35 anni fa.

Un risultato che non è sul livello delle straordinarie prestazioni della staffetta 4×100 metri, in cui Filippo Tortu ha avuto l’onore e l’onere di un’incredibile ultima frazione, corsa  in 8.84 secondi e decisiva per la conquista di uno storico oro, ma, date le aspettative della vigilia, si inserisce a pieno titolo nel solco di un’Italia diventata improvvisamente regina dell’atletica leggera.

Aceti, classe 1998, come Tortu e la Olivieri, ragazzo di origine russa, che vive e si allena a Giussano, ha dato un contributo importante nella capacità della staffetta 4×400 metri italiana di migliorarsi. Anche in finale. Dove i nostri portacolori si erano qualificati con il quinto tempo complessivo, un 2’58”91, che aveva cancellato il precedente primato nazionale di 3’01”37 fatto segnare da Giovanni Bongiorni, Mauro Ziliani, Vito Petrella e Roberto Ribaud agli Europei di Stoccarda del 1986.

LA GARA

Nell’atto conclusivo della staffetta 4×400, infatti, Vladimir, che ha ricevuto il testimone da un Davide Re in non perfette condizioni fisiche, si è assunto il compito di tenere l’Italia ancora in gara, seppure in ultima posizione, mentre davanti gli Stati Uniti scappavano in beata solitudine. Il ragazzo di Giussano, che in semifinale aveva realizzato un convincente 44.50 lanciato, ha poi lasciato l’incombenza di tentare la rimonta azzurro ad Edoardo Scotti. Il 21enne lodigiano si lancia in un recupero forsennato sugli avversari.

Trinidad e Tobago paga i guai fisici del suo terzo staffettista. Giamaica, Polonia e Belgio sono lì alla pari ormai. Tutto bene fino al rettilineo finale, quando Scotti, forse per inesperienza, forse perché preso da un tentativo al limite, tenta gli ultimi sorpassi nella corsia interna. Il compagno, Alessandro Sibilio, invece, lo attende giustamente sull’esterno. Inevitabilmente, tra un’occhiata imbarazzata e uno slalom improvvisato, l’ultimo cambio fa perdere tempo prezioso all’Italia.

A quel punto l’ultima frazione vede vanificata un’ipotetica rincorsa dell’Italia alle medaglie, che andranno, nell’ordine, a Stati Uniti (2’55”70), alla sorprendente Olanda (2’57”18) e a Botswana (2’57”27). Per l’Italia, però, che nella 4×400 aveva conquistato un bronzo a Mosca 1980 con Pietro Mennea ultimo frazionista, non tutti gli obiettivi sono sfumati. E, così, il 400 lanciato di Sibilio porta un altro record italiano. Il crono, in queste Olimpiadi in cui sembra riuscire tutti ai portacolori dell’Italia, segna 2’58”81, dieci centesimi meno di quello realizzato in semifinale.

LE OLIMPIADI DI ACETI

L’atleta brianzolo, da esordiente nei Giochi estivi, è arrivato a Tokyo prima di tutto con la voglia di divertirsi. Per lui, che è tesserato per le Fiamme Gialle e nel palmares ha due ori agli Europei Under 20 di Grosseto nel 2017, l’obiettivo non poteva non essere anche quello di dare il massimo nelle staffette 4×400 metri e 4×400 mista. In questo secondo caso, tra l’altro, si trattava di una specialità al debutto alle Olimpiadi.

olimpiadi di tokyo

Ebbene per Aceti, che dopo essere riuscito a scendere fino a 45.65 sui 400 metri nel 2020, nel 2021 non era ancora andato sotto i 46 secondi sul giro della morte, il ritorno a casa da Tokyo sarà sicuramente dolce. Nella staffetta 4×400 mista, corsa insieme a Edoardo Scotti, Alice Mangione e Rebecca Borga, non è arrivata per pochissimo la finale con l’Italia prima delle escluse. Ma il 3’13”51 vale il record nazionale.

Quindi sono arrivate le soddisfazioni della 4×400 con il settimo posto in finale e un nuovo primato del nostro Paese conquistato. Adesso, dopo lo tsunami sportivo, emotivo ed umano delle Olimpiadi, per Aceti un po’ di meritato riposo non guasterebbe. E, poi, magari sulla pista di Giussano, dove spesso si allenano insieme, c’è anche da festeggiare l’oro dell’amico Filippo Tortu, coetaneo e conterraneo. Se poi ci aggiungiamo il bronzo acciuffato da Arianna Errigo nel fioretto femminile a squadre, si può dire che la Brianza il suo piccolo, grande, posto nell’Olimpo se l’è preso con l’impetuosità della corsa e la pungente eleganza di una punta.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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