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La Reggia tricolore in onore di Gianni Bugno, campione del mondo di ciclismo su strada 

La Reggia tricolore in onore di Gianni Bugno, campione del mondo di ciclismo su strada 

26 Agosto 2021

25 agosto 2021: sembra che il tempo si sia fermato a Monza. Almeno per gli appassionati di ciclismo che per una notte tornano indietro di 30 anni. Trent’anni fa esatti, era il 25 agosto 1991, il monzese Gianni Bugno scrive una delle pagine più belle del ciclismo italiano, diventando campione del mondo di ciclismo su strada. La gara è a Stoccarda, in Germania, dietro di lui l’olandese Steve Rooks e lo spagnolo Miguel Indurain, leggendario rivale (oggi amico) di Bugno.

Trent’anni dopo il ricordo indelebile di quella giornata rivive a Monza grazie all’Associazione Pedale Monzese e al suo presidente Federico Gerosa, che ha fatto sì che ieri sera, alla presenza di Bugno stesso, la Villa Reale si tingesse con i colori del tricolore. “Volevamo fare qualcosa per celebrare questo grande campione – spiega il Presidente – ma l’emergenza Covid non ha reso le cose facili. Poi abbiamo contattato il Comune per progettare insieme questo momento. Gli appassionati, chi lo ha seguito nelle sue imprese, questa sera potrà vivere un momento speciale”.

L’introduzione del Presidente (terzo da destra). Il sesto da destra è Gianni Bugno.

Gianni Bugno, una vita sulle due ruote

Classe 1964, nato in Svizzera ma da sempre residente a Monza. Pochi come Gianni Bugno sono stati in grado di accendere ed infiammare l’immaginario degli appassionati italiani di ciclismo. Umile, elegante, diretto: lo stile impeccabile che lo ha contraddistinto nella sua carriera si è mantenuto intatto. Professionista dal 1985 al 1998, fu Campione del mondo su strada nel 1991 e nel 1992. Si aggiudicò nove vittorie di tappa al Giro d’Italia, nonché la maglia rosa nel 1990, oltre a quattro frazioni al Tour de France e due alla Vuelta a España. Fece inoltre sue una Milano-Sanremo, un Giro delle Fiandre e due Campionati italiani su strada. In carriera ottenne 72 vittorie totali.

Le vittorie di Gianni Bugno nei ricordi degli appassionati: “Che gare!”

Ieri nella sua Monza, davanti alla Villa Reale, ha festeggiato i 30 anni dalla vittoria di Stoccarda, quella volata a quattro che è rimasta una delle sue vittorie più belle. “Quella data – spiega Bugno – ha sicuramente cambiato il mio percorso nel ciclismo: lì sono diventato campione del mondo. Oggi è un piacere essere qui ed è una cosa importante che la mia città abbia ricordato quel momento. Il ciclismo è uno sport che merita di essere coltivato: servono nuove strutture e nuovi investimenti. Spero che proprio qui a Monza possa formarsi un nuovo piccolo campione”.

La reggia tricolore: l’omaggio del Comune di Monza al campione Gianni Bugno.

Parla anche del suo futuro, quello che potrebbe vederlo successore del CT Davide Cassani, rientrato in Italia dopo i risultati raccolti alle Olimpiadi di Tokyo dagli azzurri del ciclismo. Ma non si sbilancia. “Circolano delle voci, ma è la Federazione che deciderà”.

Chi si sbilancia, invece, sono i tifosi e gli appassionati, che si sono ritrovati a Monza per una serata in compagnia nel ricordo delle gare che gli hanno fatto battere il cuore. E raccontano con piacere quello che provarono in quei momenti. “Che corse, le ricordiamo ancora”, esclamano i presenti. “Era tutto imprevedibile: quando a Gianni chiedevano come sarebbe andata la gara lui rispondeva alla stampa «vedremo»”. Così lo chiamava un altro Gianni, Gianni Mura: “Vedremo”. «Perché – ha spiegato lo stesso Mura a Giacomo Pellizzari, autore de Il carattere del ciclista – non sapevi mai cosa ti potevi aspettare da lui».

 

 

In apertura uno scatto dalla serata di ieri. Bugno è il quarto da destra.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia tra Italia e Francia, diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, ho recentemente conseguito una seconda laurea in Storia Politica all’Università di Pavia scrivendo di giornalismo femminile nel Risorgimento italiano. Mi piace entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Giornalista pubblicista.


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