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Monza, lavori in corso al cimitero. Al via il restauro dell'opera di Ulisse Stacchini - MBNews
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Monza, lavori in corso al cimitero. Al via il restauro dell’opera di Ulisse Stacchini

Il corpo monumentale dei sepolcri, splendida opera di Ulisse Stacchini, il progettista della Stazione Centrale di Milano e dello stadio di San Siro, da oggi è oggetto di un vasto e articolato intervento di restauro,

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Lavori in corso al cimitero di Monza. Forse non sarà famoso come il “Monumentale” di Milano, ma quello monzese ha una serie di elementi che possono renderlo interessante per storici locali, appassionati di storia dell’arte o semplici curiosi.

CORPO MONUMENTALE DEI SEPOLCRI: L’OPERA DI ULISSE STACCHINI

All’interno del cimitero si trova, infatti, il corpo monumentale dei sepolcri, splendida opera di Ulisse Stacchini, il progettista della Stazione Centrale di Milano e dello stadio di San Siro, che da oggi è oggetto di un vasto e articolato intervento di restauro, che contribuirà a riportarlo alla bellezza originaria. Si è cominciato con la pulizia delle facciate esterne e la posa di centinaia di metri di rete di messa in sicurezza. Si proseguirà con il restauro di intonaci, affreschi, pavimenti, pietre, mosaici, vetri artistici.

“Se è vero che anche dai cimiteri si vede il tasso di civiltà di un popolo, a Monza per troppo tempo ci si è dimenticati di cosa significa essere civili. Ora basta – ha  commentato il vicesindaco Simone Villa -. Rispetto per la memoria di chi non c’è più e rispetto per quanto lasceremo in eredità a chi verrà dopo di noi. Semplice ma rivoluzionario”.

UN PO’ DI STORIA

Alla fine dell’Ottocento a Monza esistevano più cimiteri di piccole dimensioni sparsi per la città. A livello lombardo e italiano in quegli anni si stava però affermando la tendenza a eliminare i piccoli camposanti e a crearne uno grande per ogni città. Questa tendenza viene inaugurata da Brescia, seguita da altri capoluoghi di provincia lombardi. Anche Monza decide di seguire questa moda.

Nel 1911 il consiglio comunale di Monza emette il bando per il progetto al quale partecipano architetti di fama nazionale come Antonio Sant’Elia, uno dei principali artisti di scuola futurista, e Ulisse Stacchini, il progettista della Stazione centrale di Milano. È quest’ultimo ad aggiudicarsi il bando. La costruzione inizia di lì a poco, ma ben presto i soldi finiscono. Così, dopo poco, i lavori si interrompono e del progetto iniziale, che prevedeva la realizzazione di una costruzione monumentale, rimane solo il complesso a «L» che si trova a sinistra dell’ingresso principale.

Il camposanto però si è sviluppato ugualmente. E allo sviluppo partecipano anche artisti di rango che progettano e realizzano tombe per personaggi famosi o solamente ricchi. Tra questi artisti: Ernesto Bizzarro (scultore di inizio ‘900), Geminiano Cibau (scultore che realizzò numerose tombe anche al Monumentale di Milano), Giannino Castiglioni (autore di una delle porte del Duomo di Milano), Enrico Pancera (autore del progetto del monumento ai Caduti di Monza), e Pio Manzù. Nei loro monumenti si ritrovano elementi di gusto neoromanico o neogotico, ma anche uno stile neoegizio, tipico dell’inizio del XX secolo.

A MONZA I SEPOLCRI DI NUMEROSE PERSONALITA’

Le tombe poi ospitano numerose personalità. Tra queste Mosè Bianchi, famoso pittore monzese di fine Ottocento; Ernesto Ambrosini, olimpionico nei 3200m siepi alle Olimpiadi di Anversa; Oreste Pennati, noto avvocato e deputato di inizio ‘900; Ettore Reina, fondatore della Camera del Lavoro di Monza nel 1893; Oscar Clemencigh, spericolato motociclista degli anni Trenta e Quaranta. Tra le tombe anche quella dei coniugi Pessina. La loro morte all’inizio del ‘900 fece scalpore perché fu uno dei primi casi di cremazione legalizzata a Monza (allora la Chiesa cattolica vietava di cremare i cadaveri).

Nel cimitero monzese sono sepolti anche i martiri monzesi morti nel corso della guerra di Liberazione nel campo di concentramento di Fossoli.

C’è anche la tomba di Francesco “Francis” Turatello, il “re della mala” milanese degli anni ’70, quelli delle imprese di Vallanzasca e della banda della Comasina che di Turatello furono acerrimi avversari, seppellito qui perché deceduto mentre si trovava rinchiuso nel Carcere di Monza.

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