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Qualità dell'abitare, in arrivo a Monza 13 milioni di euro per ripensare agli spazi urbani

Qualità dell’abitare, in arrivo a Monza 13 milioni di euro per ripensare agli spazi urbani

26 Luglio 2021

Tredici milioni di euro per un intervento di rigenerazione urbana in via Bramante da Urbino. È il finanziamento ottenuto dal Comune di Monza nell’ambito del “Programma Nazionale della Qualità dell’Abitare (PINQuA) del Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili (Mims).

RIPENSARE AGLI SPAZI URBANI

Il progetto dell’Amministrazione Comunale si è classificato al 42esimo posto in graduatoria su 290 domande con un finanziamento complessivo di 13.161.301,19 euro. Sono state 271 le proposte che, al momento, saranno finanziate. “Questo risultato – spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici e Patrimonio Simone Villa – dimostra la qualità del progetto che abbiamo presentato. È un investimento importante che nei prossimi tre anni ci consentirà di riqualificare 180 appartamenti, migliorando le performance energetiche, ridurre il disagio abitativo, favorire la mobilità sostenibile e l’inclusione sociale. La pandemia è anche un’opportunità: ci sta dando la possibilità di ripensare gli spazi urbani e la mobilità. Le difficoltà di questi mesi ci hanno spinto a dare una nuova forma alla città con ancora più attenzione all’ambiente e alle relazioni tra le persone”.

RIQUALIFICAZIONE PER 180 ALLOGGI

Gli interventi di riqualificazione saranno fatti su edifici del patrimonio Aler in via Bramante da Urbino, nel quartiere Regina Pacis – San Donato, che risalgono agli inizi degli anni Ottanta. Il progetto prevede interventi di riqualificazione sulle palazzine di via Bramante 37 A (48 alloggi) e 37 B (48 alloggi) che consentiranno di migliorare la performance energetica degli edifici fino alla classe A1. Inoltre, la parte centrale della struttura di via Bramante 45, composta da 56 appartamenti, sarà sottoposta a un importante intervento di recupero edilizio. Infine, sarà costruito un nuovo edificio per ospitare temporaneamente 28 famiglie residenti negli appartamenti di via Bramante 45 che dovranno essere ristrutturati. Questa nuova costruzione sarà in legno X-LAM per raggiungere la classe energetica «nZEB» («nearly Zero Energy Building») che caratterizza gli edifici con consumo di energia quasi zero.

CASCINA MAINO, IL “SOCIAL HUB” DEL QUARTIERE

Il secondo “asset” del progetto prevede il recupero della Cascina Maino (di proprietà comunale) in via Monsignor Rigamonti. L’intervento consentirà di migliorare le prestazioni energetiche dell’edifico che diventerà l’hub del quartiere: in questi spazi si potranno svolgere eventi, laboratori artigianali – dalla ciclo officina al birrificio, dallo street food alla panetteria – e percorsi di formazione. L’Amministrazione Comunale coinvolgerà gli operatori del terzo settore, la consulta «Regina Pacis – San Donato», la rete sociale territoriale composta da associazioni, cooperative e cittadini attivi per costruire insieme i «contenuti» con cui riempire il nuovo spazio. “La nostra proposta è la stessa per tutti i quartieri: promuovere tra i cittadini il senso di appartenenza, favorendo il loro protagonismo e l’assunzione di responsabilità comuni e condivise nel perseguimento dell’interesse generale, sottolinea l’Assessore. Solo così un quartiere può diventare una comunità”.

LA MOBILITA’ DOLCE

Il terzo ambito di intervento consiste nella riqualificazione della pista ciclopedonale che corre lungo il canale Villoresi. Si tratta di circa 600 metri in terra battuta che saranno asfaltati, dotati di un nuovo sistema di illuminazione con pali fotovoltaici e di un sistema di videosorveglianza per garantire la sicurezza di ciclisti e pedoni. L’obiettivo del potenziamento della mobilità dolce è offrire un percorso alternativo alla viabilità del quartiere, alleggerendo il passaggio su via Bramante con evidenti vantaggi ambientali e di traffico.

FASE 2

Dopo l’approvazione della graduatoria si aprirà la “fase 2”: entro otto mesi gli Enti dovranno far pervenire al Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili il livello di progettazione che intendono mettere a gara. L’Alta Commissione avrà tre mesi per verificare i singoli progetti. A quel punto gli Enti potranno proceder con i bandi e con l’affidamento dei lavori.

 

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Fonte Esterna
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