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Violenza a Monza, c'è chi chiede il coprifuoco. Arena: "In arrivo 350mila euro per prevenzione"

Violenza a Monza, c’è chi chiede il coprifuoco. Arena: “In arrivo 350mila euro per prevenzione”

21 Luglio 2021

Risse, droga, spaccio: Monza resta al centro delle polemiche, in particolare di molti esercenti del centro cittadino. La sensazione è che le chiusure dei vari lockdown abbiano lasciato spazio a certe frange della cittadinanza che ne hanno approfittato per prendere possesso delle vie centrali, soprattutto dopo la mezzanotte. E’ quanto emerge da alcune testimonianze raccolte dopo una violenta rissa consumatasi ormai due sabati fa. Le fatidica goccia che ha fatto tracimare un vaso ormai colmo da troppo tempo e che ha spinto alcuni ristoratori e non solo a chiedere alle autorità l’introduzione di un coprifuoco notturno, soprattutto in vista dello svuotamento agostano della città.

Dal canto suo l’amministrazione, ha sottolineato il suo costante impegno per la tutela della sicurezza dei cittadini. Inoltre, l’assessore Federico Arena ha anticipato che in arrivo, per la città di Monza, ci sono 350 mila euro per la prevenzione dell’utilizzo di sostanze stupefacenti e alcol correlata alla incidentalità stradale. Abusi che stanno alla base non soltanto del rischio in strada, ma anche dei fenomeni di violenza descritti dagli esercenti del centro monzese.

Un problema che va oltre la singola rissa

“Il problema va oltre la rissa di due sabati fa, di una violenza peraltro fuori dal comune. Il problema purtroppo si sta man mano consolidando da tempo e a favorire questa condizione di violenza diffusa, a mio avviso, è stata la pandemia e le relative restrizioni. Molti colleghi esercenti del centro infatti, si vedono costretti a chiudere verso le 12.30, massimo 12.45, per evitare che qualche episodio di violenza possa vederli in qualche modo coinvolti”, spiega il ristoratore.

“Torniamo per un attimo a quel frangente. Serata normale con tavoli all’aperto. Verso l’una, mentre i miei ragazzi stavano mangiando all’aperto, sono passati dei giovani a petto nudo, provenienti dal centro. Non erano facce note, con buona probabilità erano maggiorenni, forse non tutti italiani. A un certo punto, dopo circa mezz’ora, vediamo un ragazzo correre verso il centro, inseguito dalla banda poc’anzi descritta, che urla prendilo! Ammazzalo! Quando sono arrivati al semaforo tra via San Gottardo e via Sempione, lo hanno preso, buttato per terra e lo hanno riempito di botte, pugni e calci. Alcuni miei clienti hanno iniziato a urlare di lasciarlo stare e hanno minacciato di chiamare la Polizia. Il branco ha così spaccato una bottiglia in testa al ragazzo e si è immediatamente dileguato, non so se spaventato dalle urla dei miei clienti”.

“In quei pochi minuti concitati, ho cercato di mettere in sicurezza i miei ragazzi e i clienti che ancora erano presenti. Li ho fatti entrare all’interno del ristorante e ho subito chiuso le porte e abbassato le saracinesche per evitare che la banda spaccasse le vetrate”.

“Il ragazzino aggredito, con la testa insanguinata, è stato diciamo assistito da noi finché non è arrivata l’ambulanza. Successivamente sono arrivati anche i Carabinieri e la Polizia di Stato. La stessa sera, ho saputo che c’è stata un’altra rissa in pieno centro. Chissà se erano collegate e si è trattato di una regolazione di conti”.

“Nei giorni successivi al fatto, ho avuto modo di parlarne con altri colleghi, i quali mi hanno confermato di aver già vissuto situazioni simili. Qualcuno ha anche affermato di essersi ritrovato all’improvviso con una rissa tra i tavoli”.

Coprifuoco dopo mezzanotte?

“Il punto, a mio parere, è che lo svuotamento progressivo del centro, per effetto delle restrizioni per il contenimento del Covid-19, ha portato una certa parte della cittadinanza, poco incline al rispetto delle regole, a prendere letteralmente possesso di alcune zone della città. Prevedendo che ad agosto si possa ripresentare lo stesso scenario, per evitare di ritrovarci all’interno delle nostre attività con la paura che qualcuno spacchi vetrate o peggio che si arrivi a un esito fatale nel corso dell’ennesima rissa, io credo che optare per un coprifuoco dopo la mezzanotte potrebbe essere una valida soluzione”, conclude il ristoratore.

“A testimonianza di quanto sta accadendo, ci sono anche i numeri in aumento delle polizze assicurative. E’ un segnale rilevante della paura diffusa, considerato che gli italiani, in genere, non sono inclini a sottoscrivere ordinariamente questo genere di contratti”, aggiunge un imprenditore monzese.

Cala la delittuosità, non la percezione di insicurezza

Il problema della criminalità reale e percepita è un tema che è stato affrontato dal Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Molteni, lo scorso 28 giugno, a Monza, durante l’incontro con il Prefetto Patrizia Palmisani, i vertici territoriali delle Forze di Polizia e le principali Autorità locali.

Molteni ha affermato: “A fronte di una delittuosità in calo, sia in provincia con un 14% che in città con un 17%, rimane, nonostante il lavoro attento e scrupoloso degli operatori delle Forze di Polizia nazionali e della Polizia Locale di Monza (una delle più efficienti, strutturate e organizzate), una percezione di insicurezza rispetto alla quale, sul fronte della sicurezza urbana, l’attività di controllo del territorio, prevenzione del crimine, nonché di prevenzione delle forme di degrado e disagio, deve rimanere altissima”.

Arena: “Il nostro impegno è massimo”

“Innanzitutto è doveroso chiarire che il Comune non può certo decidere il merito a un coprifuoco, nemmeno dinanzi a episodi del genere. Sono decisioni che eventualmente vengono prese a livello governativo. Dal canto mio vorrei evidenziare 3 punti. In primis, è purtroppo chiaro come si tratti di fenomeni che interessano tutto il territorio nazionale. Peraltro, dando uno sguardo alla cronaca di altri Comuni lombardi o anche del resto del Paese, paragonabili a Monza, mi sento di poter dire che nella nostra città si registrino meno situazioni problematiche rispetto alla media”, spiega l’assessore Arena, raggiunto da MBNews.

“In secondo luogo, non possiamo dimenticare l’impegno che l’amministrazione comunale sta mettendo su questo fronte. Mai prima di questi 4 anni fa erano stati previsti così tanti servizi della Polizia Locale. Da ormai 3 anni disponiamo servizi serali fino all’una o alle due con la Polizia Locale. Forse la gente inizia a darlo per scontato, tuttavia non lo è affatto, soprattutto in considerazione dell’epoca che stiamo attraversando. Prostituzione, mala movida, aggressioni, consumo di sostanze stupefacenti o sostanze alcoliche in luoghi pubblici, sono sempre al centro dei nostri controlli, di cui diamo riscontro settimanalmente alla cittadinanza. Ciò non toglie che non vi è modo di pattugliare ogni angolo della città, il controllo non potrà mai essere totale”.

“Terzo dato: Monza è l’unico Comune in Lombardia, oltre a Milano, a garantire un servizio di Polizia Locale h24 per 365 giorni all’anno. Ciò dimostra la ferma intenzione dell’amministrazione di presidiare su queste tematiche”.

350mila euro a Monza per la prevenzione dell’incidentalità stradale

“Infine, anticipo un’importante novità: la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha stilato le graduatorie relative a un bando riguardante la prevenzione dell’utilizzo di sostanze stupefacenti e alcol correlata alla incidentalità stradale. Monza è risultata quarta su tutto il territorio nazionale e riceverà 350 mila euro su un progetto che dettaglieremo a breve. Considerato che l’incidentalità stradale a nostro avviso va prevenuta, abbiamo in programma tutta una serie di attività che verranno svolte nei luoghi della movida, attività di prevenzione svolte non solo da parte delle Forze di Polizia, ma anche da operatori del settore sociale. L’obiettivo è prevenire comportamenti scorretti, nonché l’abuso di droga e alcol, che poi portano a quegli episodi di violenza di cui abbiamo poc’anzi parlato. Ci saranno anche ore in più di straordinario per gli agenti, che ci permetteranno di intensificare ulteriormente i controlli”.

 

Foto di repertorio MBNews

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Beatrice Elerdini
Giornalista per passione e professione, mi occupo ogni giorno di cronaca nera, politica, attualità, economia e musica. Amo viaggiare, per scoprire luoghi il più possibile sperduti e puri, sono attratta dalle macerie, perché è da lì che nascono le cose migliori. Adoro scorgere la verità in fondo agli occhi delle persone, trovare le loro cicatrici, gli amori, le delusioni e i riscatti. Tutto ciò che appare, ma anche ciò che non si vede è materia preziosa da raccontare. 'Scrivo da sempre e per sempre'. Sono profondamente empatica come ogni scrittore e giornalista deve essere e la mia vita non è che un vano riflesso di quella di tutti gli altri, che nelle parole, nude e crude, scorre impetuosa su un foglio vergine. Volete conoscermi meglio? Cercatemi sul web con nome e cognome!


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